RISE UP! Musica e Parole per Castelluccio di Norcia


Domenica 29 novembre, ore 20.30, alle OGR – Officine Grandi Riparazioni (Torino), l’appuntamento è con un grande cast di autrici, autori, musiciste e musicisti, riuniti dal Festival Borgate dal Vivo intorno al tema della rinascita.
Ospite della serata, condotta da Sara Zambotti (Caterpillar, Radio2) è l’Onlus “Per la Vita di Castelluccio”, che a un anno dal sisma che ha sconvolto il territorio, testimonia una volontà indomabile di ripresa.
Moltissimi gli ospiti, che incroceranno contributi originali di parole e musica, sul palco della Sala delle Fucine. Li vedete qui, nella galleria di immagini con cui si presentano: Nicola Lagioia, Adriano Viterbini, Ascanio Celestini, Riccardo Sinigallia, Laura Arzilli, Talking Strings Duo + Ares Tavolazzi, Daniela Mattalia, Antonella Lattanzi, Elena Varvello, Giulia Blasi, Michele Petrucci, Giorgio Mirto, Tommaso Cerasuolo, Federico Sirianni, Elisabetta Bosio, Federica Perego

Ci sarà anche la Lettrice Vis à Vis, che proporrà un viaggio singolare fra le pagine degli autori del festival appena concluso, dialogando con voce e suoni di Saulo Lucci.

Per partecipare, questi gli indirizzi utili:
prevendita Live Ticket
crowdfunding Eppela
info Borgate dal Vivo
La biglietteria sarà aperta anche sul posto, prima dell’evento.

Regala 1 tè e 4 chiacchiere Vis à Vis!


Signore e Signori, dopo il grande successo dello scorso anno, torna disponibile il REGALO più personale che ci sia.
Le scatoline che contengono un “VALE” per un incontro vis à vis con la Lettrice sono oggi PRENOTABILI e ACQUISTABILI
inviando una mail a lalettricevisavis@gmail.com.
Regalate a chi amate 1 tè e 4 chiacchiere su misura,
le pagine giuste e una trentina di minuti indimenticabili.
A domicilio, su Skype, alla Luna’s Torta, come vi piace.
Il vale non ha scadenza, ma è meglio prenotare per tempo per consentirmi di soddisfare tutte le richieste di recapito (specialmente se entro Natale).
Regalate un punto di vista, una prospettiva, una sorpresa.
Qualcosa di veramente personale!

Foto: Ian Deady

La Guerra dei Murazzi + Lettrice + dj set Pippo Frau: invito alla festa con Enrico Remmert

IQOS Embassy
(Via Porta Palatina 23/b, Torino)

Giovedì 16 novembre 2017
dalle 19.30

ENRICO REMMERT «LA GUERRA DEI MURAZZI»
con la Lettrice Vis à Vis / Chiara Trevisan
+ dj set Pippo Frau

aperitivo + incontro + dj set

ingresso gratuito
(riservato ai maggiori di 18 anni)

——————————————————-
Un libro bello vi fa sentire nostalgia per posti in cui non siete stati,
responsabilità per azioni che non avete compiuto, tenerezza per persone che non conoscete.

«La guerra dei Murazzi» di Enrico Remmert è un libro bello, un tuffo nel passato, un viaggio intorno al mondo, una memoria condivisa, una festa.
Lo scrittore torinese intreccia generosamente il proprio sguardo con quello di lettori e amici, in un’occasione intensa e informale,
come il suo libro suggerisce.
Ad accompagnare l’Autore e gli ospiti in una originale conversazione fra storie, ricordi, aneddoti, luoghi,
sarà Chiara Trevisan, La Lettrice Vis à Vis, esperta nel trasformare le pagine dei libri in qualcosa di veramente personale.
In un incontro che alternerà performance, conversazione e interazione con gli ospiti,
«La guerra dei Murazzi» sarà l’occasione per ricordare le cose che abbiamo in comune.
———–

Al termine dell’incontro, la festa prosegue con un dj set a cura di Pippo Frau, storico dj di Giancarlo, per farci ballare con la musica dei Murazzi che furono.

——————————————————-
ore 19.30 Welcome in Embassy
ore 20.30 Enrico Remmert + Chiara Trevisan, La Lettrice Vis à Vis
dalle ore 21.30 Pippo Frau dj set
——————————————————-

Con l’occasione, ai fumatori adulti interessati verrà presentato IQOS, il sistema rivoluzionario sviluppato da Philip Morris International.

——————————————————-

Si tratta di un evento a invito – per partecipare scrivere a tothesuite@gmail.com entro martedì 14 novembre 2017 o un sms al 339 8828773

#nonrecensioni: batterie scariche per le Ragazze Elettriche


(#nonrecensione realizzata con il prezioso contributo di Ian Deady)

Dopo due colpi al cerchio, eccone uno alla botte.
Non vorrei creare malintesi, tipo che di mestiere io recensisca, o che qualcuno mi chieda di farlo, o che mi paghino per farlo (di qui, i miei giudizi positivi). Io leggo tantissimo, un’enormità. Scrivo quando ne ho voglia e solo di ciò che mi fa venire voglia di aggiungere la mia opinione alla moltitudine. Di solito, non perdo tempo a esprimermi su ciò che NON mi piace, preferisco argomentare a proposito di ciò che mi piace.
Poi ci sono le eccezioni. In genere quando la perplessità supera una certa soglia. Come in questo caso.
Oggi scrivo di un libro che non mi è piaciuto. O meglio, non mi è piaciuto quanto è piaciuto a voi. O, ancora più precisamente, mi ha delusa.
Premetto che di “RAGAZZE ELETTRICHE” (Naomi Alderman, Nottetempo), prima di prenderlo in mano, avevo ignorato tutte le recensioni più o meno paludate, l’endoresement di Margaret Atwood alla scrittrice (di cui è stata, per altro, mentore) e le opinioni di chiunque. A parte quella di una scrittrice che stimo e di un lettore competente: l’una lo consigliava vivamente, l’altro me l’ha inserito con proprietà nel canone cui appartiene, fornendomi i necessari riferimenti di fantascienza che mi mancavano.
Dicevo, mi ha delusa. Avevo aspettative, non lo nego. Le premesse, fino a quasi metà libro, c’erano. Poteva essere un libro realmente esplosivo, politico, dirompente, sorprendente.
Invece è prevedibile e a tratti noioso, fino a diventare deprimente per la mancanza di alternativa che propone, l’assenza di sfaccettature, di movimento dei personaggi, di evoluzione, maturazione, reale scardinamento del luogo comune.
Un libro di fantascienza che non assolve al suo compito, limitandosi alle premesse di una realtà alternativa e restituendo, viceversa, la proposta di una realtà semplicemente speculare.
Bastava un racconto breve, per fare questo esercizio. Una frase, forse. E molti meno osanna.
Un clichè dopo l’altro, ogni personaggio mette semplicemente in scena uno stereotipo riflesso allo specchio, cosa ben diversa dal ribaltarlo.
Non c’è niente di disturbante, in questa visione di femmine con potere, non c’è nemmeno un conflitto reale, insanabile, pungente per il lettore, fra la tensione a essere diversi e la resa nel ritrovarsi uguali.
Piatto, prevedibile, abbastanza inutile. Scorrevole, forse, come una cosa di poca importanza.
Che peccato.

#nonrecensioni: Eva e la madre di Eva


Silvia Ferreri, “La madre di Eva“, Neo Edizioni

Non aspettatevi una recensione. Da me, lo sapete, potete avere solo impressioni di lettura, al massimo suggerimenti d’uso. Quindi prendete questa pagina come uno degli strumenti da mettere nella vostra cassetta degli attrezzi, se volete.
Lo scomparto potrebbe essere quello “esplorazione di genere”, il femminile, il maschile, il confine percepibile fra essi e il nocciolo interno.
L’uso è quello di fare da guida nella comprensione e nella descrizione di cosa sia una donna, anzi due, e cosa possano diventare, quanto siano disposte a trasformarsi, l’una e l’altra, per accumulazione e sottrazione, fino a riconoscersi persone.
La madre di Eva racconta la femminilità per accumulazione, ripercorrendo le tappe di relazione con l’essere che ha generato (e con se stessa), dalla nascita al momento presente.
Al tempo stesso, lo fa per sottrazione, con la scarnificazione metaforica della femminilità vista come insostituibile forma di legame con la figlia, che lascia il posto, giunti all’osso, al legame fra individui.
Nel frattempo, oltre le porte di una sala operatoria, avviene la scarnificazione vera del corpo della giovane figlia, che sta cambiano sesso, sta dando al proprio corpo l’aspetto della persona che ha sempre contenuto.
Il racconto, che dura diciotto anni e il tempo dell’operazione che trasformerà Eva in Alessandro, è feroce, tenero, umano. Non risparmia le ombre, per gettare luce. Non fa sconti all’idea, o meglio l’ideale, del legame tra madre e figlia fatto di carne che riconosce altra carne e che viene sconfitto dal reale. A nulla serve combattere, si è già combattuto, lo hanno fatto anche altri e hanno perso. Serve ascoltare. E riconoscere, pur faticosamente, dignità e realtà a un altro modo di essere.
Il romanzo di Silvia Ferreri è dirompente, politico, illuminante. Rivela aspetti del femminile, e per paradosso del maschile, in una chiave che supera le ovvietà, va al nocciolo, senza pietà. Ma con un grado di comprensione che ne fa, come dicevo, uno strumento efficace di sospensione del giudizio e negoziazione del compromesso come punto di partenza per una nuova visione (e relazione). Una lettura impegnativa, per una donna, madre di figlia, come la sottoscritta (per quanto, non solo a tale categoria destinata). Mi ha costretta a confrontarmi con interrogativi che lasciavo volutamente in sospeso. Mi ha addolorata, a tratti. Spesso commossa. Infine lasciata differente da come mi aveva trovata.
Ringrazio sempre, per avere il privilegio di incontrare libri così.

#nonrecensioni “4321” di Paul Auster

La lettura più appassionante da anni a questa parte. Di quelle che ti fanno dimenticare la caffettiera sul fuoco, i bambini a scuola, le scadenze di lavoro, il ticchettio dell’orologio la notte, la fame, il sonno, l’esistenza di vita fuori dalla pagina (se non quella condivisa con gli altri lettori, con i quali ti confronti spasmodicamente sul numero di capitoli, l’avanzamento della storia, i trucchi scoperti, le genialità svelate).
Insomma, difficile capire se si tratti di una grande opera letteraria o di una possessione diabolica.

Comunque, l’ho finito!
4321” di Paul Auster (Einaudi) a chi può piacere?

A chi ama una o più delle seguenti categorie:
– i romanzoni lunghi, ma anche i racconti brevi (in 940 pagine ci sono entrambi)
– un personaggio a cui voler profondamente bene (ero tentata di scrivere “persona”, ma perché lo capite solo leggendo)
– la storia americana tra anni ‘40 e anni ’70: società, politica, l’individuo e la moltitudine, cause ed effetti (se vi sembra trito e ri-trito, fate in tempo a ricredervi)
– famiglia, amicizia, amore, ideali, integrità, letteratura, cinema (non manca niente, ma niente proprio)

E fin qui gioco facile.

Ma anche a chi appartiene a queste, di categorie:
– solutori di cubo rubik letterari
– persi nei labirinti
– desiderosi di essere sedotti e raggirati con indizi abilmente camuffati
– disponibili a stringere il patto di alleanza e fiducia fra scrittore e lettore: il divertimento e l’intelligenza dell’uno al servizio del divertimento e dell’intelligenza dell’altro
– aspiranti scrittori di qualunque genere (romanzieri, poeti, drammaturghi, giornalisti, cineasti), purché saldi nella propria convinzione. Il libro è strapieno di strumenti, ma sono anche usati così bene da mettere alla prova il coraggio di ogni esordiente.
– compilatori di liste (se non vi bastano le 940 pagine, Auster suggerisce un altro centinaio di libri e film che vi impegnano per il resto della vita)
– maniaci compulsivi dello spoiler (spicciate casa a Auster, sappiatelo. Prendete lezioni da lui!)

Potrei dire di più, ma vi rovinerei il gusto. Ho detto pure troppo.
Si formeranno a breve dei circoli di adepti che si troveranno per commentare, ridere, godere dell’esperienza fatta, e soprattutto per gestire la crisi di astinenza inevitabile, terminata la lettura. Segnatevi nel post, se volete partecipare. Siamo solidali fra noi.

Portici di Carta e carretti

Anche quest’anno, SABATO 7 e DOMENICA 8 ottobre, in Piazza San Carlo (Torino) troverete il salottino della Lettrice Vis à Vis – Chiara Trevisan.
Nel suo carretto colmo di libri troverete la pagina giusta per la persona giusta. Suonando il campanello e varcando la soglia immaginaria, potrete approfittare, in pochi minuti, di un tête-à-tête di conversazione e lettura dedicata che illuminerà la vostra passeggiata nella libreria più lunga d’Italia.
Punti vista, prospettive e sorprese. Qualcosa di personale, rigorosamente per un ospite alla volta.

Il vantaggio, questa volta, sarà che se le parole che vi sussurrerò vi avranno incantati, potrete cercarle agevolmente in una delle postazioni delle moltissime librerie che arrederanno il centro della città, da Piazza Castello ai portici di Via Sacchi e via Nizza.
Ogni libraio ed editore ospiterà autori, illustratori, amici, in una due giorni di letteratura a portata di mano e di chiacchiera. Senza contare i numerosi eventi che potete trovare nel programma della manifestazione.

Venite e fatevi riconoscere!

Una Lettrice sulla Luna’s

Ve lo immaginate? Andare così lontano, una domenica al mese, per trovare chi vi fa tornare più vicini a voi stessi?
Non temete: potere dell’immaginazione, la Luna è a portata di mano!
In via Belfiore 50 (Torino), per la precisione, a partire dal 1 ottobre, un brunch-anti-broncio al mese con La Lettrice Vis à Vis, che allestisce il suo carretto nell’abbraccio della libreria torteria Luna’s Torta.

Ogni mese un tema diverso, per accompagnare le stagioni.
Ogni mese “1 libro in 10 minuti” ad aprire la giornata, per assaggi letterari e gastronomici rinvigorenti.
A seguire, un paio d’ore vis à vis, uno alla volta, per trovare a pagina giusta per la persona giusta.

Continuate a viaggiare, venite sulla Luna. Vi aspettiamo!

Diario #inviaggioversolaletteratura / Asti: viaggiare è una questione di metodo


Ho deciso che i miei spostamenti di lavoro verso gli appuntamenti letterari meritino, d’ora in poi, la stessa attenzione che ho dedicato a quello sardo. Anche sull’isola avrei potuto semplicemente raggiungere la meta. È stata una mia scelta comprendere in essa il passaggio. Quindi, alè, si ricomincia.
Oggi una trentina di km verso una cascina nascosta nel centro di Asti, inglobata dalla città che le è stata costruita intorno, ma suggestiva come se fosse in aperta campagna.
Sono costretta a prendere l’autostrada perché mi muovo in ritardo, ma non rinuncio ai miei 90km/h e a guardarmi attorno.
Complice una stazione radio che trasmette musica country-rock, appena raggiungo le colline vengo catapultata letteralmente on the road. L’antropormofizzazione impera. È necessario uno sforzo di sottrazione. Levare i tralicci elettrici, i tetti, gli edifici squadrati, i capannoni. Levare le recinzioni persistenti (la proprietà, il diritto di proprietà, l’ossessione della proprietà, levare), levare auto, camion, moto. Levare comignoli e antenne paraboliche. Levare.
L’occhio si allena in fretta a vedere ciò che resta. Le vigne che cominciano ad arrossire. I campi mietuti di fresco, quelli arati, quelli messi a risposo. I segni dell’autunno che si prepara. Alberi che virano dal verde al giallo all’arancione. La terra gialla battuta dal sole, poi rossa spruzzata di erba. Cavalli che pascolano. Due bambini che guardano il cielo. Guardo anche io. Vedo il cielo.
Ho nostalgia di piazzole, stradine, tempo per fermarmi. Ma prendo questi pochi chilometri e li faccio diventare una storia da raccontare fra una pagina e l’altra a chi verrà a sentirmi oggi pomeriggio. Aggiungendo un viaggio ai molti che porto nascosti nei libri del mio carretto.

Rinnovo il suggerimento: Julio Cortazar-Carol Dunlop “Gli Autonauti della Cosmostrada” (Einaudi)

Segnalazioni, #nonrecensioni e appuntamenti: “La guerra dei Murazzi”

Oggi vi segnalo un libro bello. Ma proprio bello.


Cos’è un libro bello, per me? Ve lo dico, così fate la tara:
è quello che mi fa sentire nostalgia per posti in cui non sono stata, responsabilità per azioni che non ho compiuto, tenerezza per persone che non conosco.
E “La guerra dei Murazzi” di Enrico Remmert (Marsilio) tutto questo lo fa. Bene. Con bellezza. Aggiungerei, colmando una necessità.
Niente di ombelicale, nulla di autoreferenziale (si capisce, no?). Una scrittura varia e limpida, voci diversi e panorami mutevoli, tenendo sempre il timone dell’onestà. Una riflessione su chi siamo oggi, a partire da cosa abbiamo attraversato ieri, che viene porta con gentilezza. Cosa rara. Con una capacità di comprensione ed empatia che rendono la sospensione del giudizio qualcosa di più di un esercizio. Una benevolenza niente affatto gratuita, salvifica invece.
Enrico sta per partire per un rocambolesco giro di presentazioni. Se volete stare bene, vi consiglio di leggere il libro appena uscito. Andare ad incontrare l’autore sarà un piacere di cui non vorrete privarvi.

Se volete farlo, la prima occasione è questa:
Venerdì 22 settembre, alle 13, presso la Libreria Il Ponte sulla Dora di Torino, Enrico brinderà in compagnia di nove autori (Nicola Lagioia, Alessandro Barbero, Enrico Pandiani, Dario Voltolini, Margherita Oggero, Paola Cereda, Massimo Tallone, Alessandro Perissinotto e Elena Varvello), La Lettrice Vis à Vis e tutti coloro che vorranno festeggiare la prima tappa di un lungo e felice giro di presentazioni.

1 libro in 10 minuti

Si può raccontare 1 libro in 10 minuti (o poco più)?
Si possono usare quasi solo le parole dell’autore, smontando il testo, frammentandolo, ricostruendolo in un racconto che segua un filo di senso, un’idea? Si possono intercettare più lettori, più gusti, dando voce alle diverse sfumature del testo e della lingua? Si può dire abbastanza senza dire troppo? Si può offrire uno strumento versatile che possa essere racconto, sinossi, presentazione in assenza di autore, accompagnamento a una presentazione, suggestione per un dialogo, promozione della lettura, a seconda della necessità?
La Lettrice Vis à Vis ha pensato che tutto ciò fosse possibile, in pochi minuti, di persona o in video.
E’ nato così il format “1 libro in 10 minuti”.
Vi propongo qui gli ultimi tre testi lavorati in occasione delle presentazioni durante il Festival Borgate dal Vivo 2017 (video e montaggio di Edoardo Pivi).
Buona lettura.

“La Locanda dell’Ultima Solitudine”, Alessandro Barbaglia (Mondadori)

“Le pietre”, Claudio Morandini (Exòrma Edizioni)

“Un’imprecisa cosa felice” estratto, Silvia Greco (Hacca Edizioni)

Diario #inviaggioversolaletteratura Sardegna II parte

8 settembre / Tra Piscinas e Cagliari: cosa vi siete persi.
Niente foto. Solo qualche parola. Perché gli occhi non sono abbastanza, e allora vi dovete accontentare di questo.
Non supero i 50km/h, spesso vado più piano. Il paesaggio mi colpisce sguardo, orecchie, naso e sensibilità al ritmo di un caleidoscopio. Ogni tanto mi fermo, incredula.
Di seguito: dune, boschetto, il canyon erboso e selvatico, la montagna improvvisamente sventrata dalla mano umana, la miniera, la miniera fantasma, la città fantasma, salita fra gli oleandri, il paesino di pietra con ombre di medioevo, curve a gomito, pinete sterminate, l’altopiano, scampanellio insistente, ancora campanelli, mucche (enormi, rosse, con campanelli, con grandi corna… buoi! Chiara, sono buoi!), campi falciati no mangiati (capre, Chiara, sono state le capre), una città, perdersi perché si guardano tante case all’improvviso invece delle indicazioni, curve per scendere veloci, pianura, perdersi in un altro paese, approfittare per un caffè e per farsi prendere bonariamente in giro dal barista che dà indicazioni, prendere la strada dritta, anonima, civile, via via industriale che porta veloce a Cagliari.
Arrivare, in una città che è tutta un ripartire.
Ogni 10 km un universo distinto. Desolato, sovraffollato, aspro, accogliente, tagliato da una luce che si ammorbidisce dove l’uomo è assente e rivela con crudeltà il di lui intervento.
Sono grata a questo viaggio, e al tempo solitario che mi posso prendere, perché non c’è un istante privo di senso.

Cagliari: in cerca di anime
In cerca di anime.
La prima giornata cagliaritana è dedicata ai sopralluoghi. Quattro quartieri da perlustrare in cerca di angoli e piazzette da battere tutta la giornata di sabato con il mio carretto per incrociare le pagine del Festival con gli abitanti inconsapevoli della città.
Sono stata affidata alla guida di Cristian, proto-Virgilio scelto per la gentilezza e la profonda conoscenza del territorio.
Quella che doveva essere una semplice passeggiata topografica di trasforma in breve in un’immersione antropologica. Gli strati umani si rivelano fra le pietre, Christian mi racconta com’è vivere a Cagliari, me ne mostra le contraddizioni attraverso la trasformazione di bastioni in case. Poggia la mano con me su antiche iscrizioni, complice nell’ascolto del materiale. Mi parla della sua idea di viaggio come veicolo di conoscenza, crescita, condivisone, per ampliare la vista tornati a casa.
Rimasta sola, mentre consumo una cena deliziosa sotto le palme, rifletto sulla giornata che mi aspetta. Sarà difficile, indubbiamente. Convincere i cagliaritani ad avvicinarsi, a fidarsi di me, sarà un’impresa. I luoghi sono magnifici, ma le persone hanno bisogno di tempo e delicatezza, lo so. Sarà una bella prova, curiosa. Ma la affronterò con accanto questo Virgilio solidale, con il quale condivido spirito e intenzioni. Sarà comunque una giornata fortunata.

Incontri: Ivano Porpora


Al primo incontro fra uno degli autori punta del Festival e la Lettrice, entrambi hanno stabilito di essere molto più belli di persona che sui social. L’unico modo per verificare è partecipare all’incontro previsto all’Hostel Marina di Cagliari domani. Ci sarà anche Daniele Zito, e non abbiamo idea di cosa uscirà da questo abbagliante triangolo. Vedere per credere.

 

9 settembre / Hai voluto la bicicletta? Pedala!

Il carretto pieno di libri (40kg!) è stato trascinato fino in cima alla salita di Via Manno. Il salotto è allestito. I cagliaritani sono perplessi e curiosi. Io ce l’ho fatta, spero l’impresa riesca anche a loro…

Cagliari: portare i libri in strada

Mattinata assolata in Piazza Costituzione, pomeriggio di “struscio” in Via Manno. Nel mezzo, pedalare e spingere a mano bici e carretto stracarichi sotto lo sguardo incuriosito, solidale, complice, perplesso, di abitanti e turisti.
Le locandine del Festival e le mie lavagne invitano a scoprire che genere di viaggiatori siamo, attraverso pagine letterarie inaspettate.
I curiosi si fanno raccontare un libro, chiedono un suggerimento, mi raccontano il loro viaggio personale, si ritrovano in un’idea di movimento non lineare. Si parla di arte, famiglia, lavoro, sradicamento, paure e strategie di sopravvivenza.
Non sono moltissimi, a fermarsi, ma tanti guardano, sorridono, prendono nota. So che, se tornassi, con il tempo che è loro necessario per trasformare un desiderio in necessità, mi verrebbero a cercare.
Chi entra nel mio salottino stupisce, sorride, ringrazia. Sono un corpo estraneo in una città che sembra disegnata per l’arte di strada, ma nella quale, come mi dice un musicista in erba, l’arte di strada è un corpo estraneo.
Oggi il tempo è incerto. Il salottino è fisso nella corte dell’Hostel Marina. Io attendo, insieme agli autori, i prossimi viaggiatori.

Tema: descrivi il Festival Internazionale della Letteratura di Viaggio
Svolgimento:

10 settembre / La noia delle presentazioni letterarie:

Siamo ai blocchi di partenza! Daniele Zito e Ivano Porpora si racconteranno a vicenda i loro libri. Io? A me hanno dato il ruolo di “disturbatrice”.
Quello di “valletta” era già preso (grazie al cielo!)

Il Viaggio e il Festival

Un Festival che parla di viaggio, e lo fa in senso stretto e lato, attraverso letteratura che indaga l’identità in movimento a 360°, va da sé è un viaggio in sé.
Ti fa partire prima di mettere in moto, ti accompagna mentre sei ancora per strada, ti accoglie con un tetto amorevole, un abbraccio, un piatto caldo e molti sorrisi. Ti mette accanto persone con cui è piacevole il transito, ti aiuta a portare i bagagli e accetta il tuo aiuto per i propri. Prende mentre dà, dà mentre chiede, scambia, partecipa, e chi guarda non può fare a meno di trovare un varco, un posto, e aggregarsi alla comitiva. Poi, quando riprendi la tua strada verso casa, continua a seguirti.
Lascio Cagliari, Patrizio, Tania, e tutti gli altri. Ma loro non lasciano me. Grazie.

11-12 settembre / Lincoln è nel Bardo*, Chiara nel sardo.

Curioso accostamento fra resti marcescenti, spiriti dolenti e la luminosità dell’isola.
Invece no. Non c’è lettura più appropriata per il mio ultimo giorno di viaggio.
Prima di imbarcarmi, una settimana fa, ero smarrita, sola, incerta, accompagnata da un senso di cautela che non mi appartiene. Temevo lo sforzo, che conosco, necessario a “restare” nel senso, resistere allo struggimento, vedere il giusto a prescindere dal bello. Aspettare di guarire.
Non ero diversa dalle anime nel Bardo.
Ma, come loro, mi sbagliavo.
Sempre può accadere qualcosa che scombini e ridefinisca. Non fuori, s’intende. Fuori si osserva, si ascolta. Ma la soglia la si attraversa dentro. Trovare pace fra ciò che si era e ciò che non si sarà mai, trarre da questo l’impulso a muoversi, abbracciando l’impermanenza.
Il “sardo” che avete letto nel mio Diario è stato il mio Bardo, che meglio potete gustare nelle pagine di Saunders. E poi, se vi serve, andare.
*George Saunders, Lincoln nel Bardo, Feltrinelli

13 settembre / Verso casa.

 

Colazione con le galline, deviazione per pranzare in Ogliastra guardando il mare dall’alto di una pineta. Letteratura di confine, nelle pause*.
Mi aspetta un traghetto, ma non ho fretta. Scelgo strade secondarie, viaggio lenta, cerco intersezioni di possibilità. Trovo, ancora, più di quello che stavo cercando.
*Marco Truzzi, Sui confini – Europa, un viaggio sulle Frontiere, Exòrma Edizioni

Navigar

Dopo la giornata in the road sono in grado di dire, con assoluta certezza, che insieme al pecorino, il mirto e i culurgiones, la più nota specialità sarda è: “sorpasso in curva su dosso e me ne fotto della linea continua”.
Bizzarro, ma sono sopravvissuta.
Mi imbarco tra poco su questa nave (stavolta mi porta Batman: come lo devo interpretare?) verso l’ultima tappa letteraria, per così dire.
Domattina, infatti, a Genova mi aspetta l’amata Chicca Gagliardo per fare colazione insieme. Non serve dirlo: “Il poeta dell’aria”*ha attraversato anche questo mare, nel mio carretto, e ha incontrato una volatrice sarda. Domani glie lo racconto e la ringrazio.
Ciao ciao, noi si va a navigar!

*Chicca Gagliardo, Il poeta dell’aria, Hacca Edizioni

Diario #inviaggioversolaletteratura Sardegna 2017 – I parte

Chilometro dopo chilometro, ecco qui la I parte della settimana sarda della Lettrice Vis à Vis. Andata e ritorno, con molta calma e attenzione, verso il Festival Internazionale della Letteratura di Viaggio di Cagliari.
Sul percorso: osservazioni, impressioni, pause e piccoli riferimenti letterari che mi hanno tenuto compagnia. L’abbraccio di un Festival eccezionale per accoglienza e coerenza. E il ritorno riflessivo.
Buona lettura.

5 settembre / Lo smarrimento
Dunque, il problema è il seguente:
– l’ultima volta che sono partita per un viaggio ho sbagliato la data della partenza
– l’ultima volta che sono tornata dalla Sardegna ho sbagliato la data del ritorno
– devo partire per la Sardegna
Lo capite il problema, vero? E’ un problema esponenziale.
Avevo organizzato di portarmi una badante. Ma mi ha mollata.
L’unica cosa che mi viene in mente è appicciare la locandina della Lettrice sulla macchina, così se mi intercettate voi sul percorso vi fate riconoscere e vi assicurate che sia (sufficientemente) in possesso delle mie facoltà, nella giusta direzione e, vi prego, nel momento giusto al posto giusto.
Posso contarci?

6 settembre / Carica


La vicina di casa filippina mi chiede: “Cara, traslochi?”
L’ascensore si blocca con dentro tenda e carretto per 45′(fuori budget).
Finisco di caricare e sono pronta per andare a dormire fino a domattina, ma il 42° controllo del biglietto mi dice che devo essere a Genova entro stasera.
Adesso appiccico la locandina della Lettrice e del Festival in vista, perché i millemila libri sono in valigia e quel che si vede ispira un #aiutiamoliacasaloro. Se mi fanno aprire il baule per un controllo, mi sa che il baule li aggredisce.
Sono pronta. E’ viaggio, è letteratura. Hai voluto la bicicletta? Pedala, baby, pedala…


Dopo il licenziamento della badante, avevo bisogno di un segno. Un incoraggiamento per questo viaggio.
E niente: questa è la nave su cui mi imbarco! Alè!

 

 

La navigazione 1
Diciamocelo, per qualunque ragazza nata negli anni ’70, un tragitto in nave evoca una romantica avventura e si manifesta come una realistica fregatura.
Sto parlando (occorre dirlo?), del sogno di trovarsi su Love Boat e la verità di navigare su un camion a elica, perlustrato da capitani tripponi, marinai scazzati, inservienti sfiniti e saccopelisti intrepidi.
Il rumore è quello di un auto-articolato, la temperatura interna scoraggia l’abito da sera, le aree di ristoro scoraggiano la conversazione. TV ad alto volume ovunque.
Cammini per i corridoi occhieggiando il personale e sfogliando mentalmente le pagine di D.F.W.*, perseguitata da immancabile senso di colpa solo per aver pensato, dico pensato, che il gentile marinaio che ti ha indicato la via avesse più dell’interesse di buttarti fuori bordo per la stanchezza.
Non ti puoi permettere un’acqua minerale, figuriamoci un cocktail sul ponte (che poi, tanto, il bar sul ponte è solo nella tua immaginazione). Al tavolo del Capitano, per cena, non sei invitata. Lo guardi e pensi “tanto la cena se la sarà già mangiata tutta lui”.
Non è un cargo diretto verso lo Stretto di Magellano, non è una goletta in cerca di pirati, non è nemmeno un pedalò per inseguire un’alba. È poco più di un pullman, affollato, senza fermate intermedie.
Ah, quasi dimenticavo, niente “mare, profumo di mareeee…”: rimane addosso quell’appiccicume umido che nemmeno nelle paludi.
July, Stubing, Goofy? Dove siete?
*“Una cosa divertente che non farò mai più”, MinimumFax

La navigazione 2
Ho traporti marittimi di ogni genere, nei miei 44 anni.
Traghetti grandi e bagnarole, pescherecci e charter, notti sul ponte a respirare salsedine, sacchi a pelo sdraiati sulla moquette dei corridoi e perfino un sonno in bilico sulla testa dello schienale delle poltrone (braccioli non reclinabili). Qualche cabina, lusso di lavoro e adultitudine. Mi manca la crociera (grazie al cielo).
Ho nella memoria metà della mia vita in cui la folla ammassata su un ponte, tremante e incerta, era quella delle fotografie ingiallite di emigranti verso Ellis Island o Buenos Aires. Poi sostituite dalla immagini patinate che contrastavano la grana feroce dei traghetti dall’Albania, stracolmi, pericolanti, eppure invincibili con il loro carico di disperazione e speranza.
L’altra metà della mia vita, come della vostra, ha subito un’accelerazione. La vedo in fast motion nel moltiplicarsi esponenziale di canotti, barchette, pilotini, corpi, naufragi, salvataggi, recuperi, respingimenti.
Non si può più navigare indifferenti. Salire su un mezzo di trasporto senza chiedersi il senso del trasporto stesso. Guardare i passeggeri senza confrontarli (confrontarsi) con la differenza fra scelta e necessità.
Vale per ogni viaggio. In mare di più. Pensare.

7 settembre / SS131 con fuga

80 km/h, questo il limite di velocità per percorrere la statale che attraversa da testa a coda la Sardegna. Il limite massimo anche per poter viaggiare quasi come fecero Julio Cortázar e Carol Dunlop a bordo del loro Fafner, tra Marsiglia e Parigi. “Autonauti della Cosmostrada” (Einaudi), per i quali il percorso è la meta, non la strada per arrivarci. Come loro, mi fermo ogni pochi chilometri, per scattare foto, prendere appunti, poggiare i piedi per terra e ascoltare cosa ha da dirmi.
Non credo ci siano modi migliori di attraversare questo paesaggio di saliscendi, curve disegnate da un topografo ubriaco, foreste che si alternano a deserti. Il mare che compare all’improvviso, dietro una svolta. E a volte è il mare dentro: bacini artificiali, laghetti, lagune. Perfino un guado da attraversare per raggiungere la meta del campeggio (sfidando la sorte, ma wonder woman è dalla mia parte).
I cipressi qui non sono come a Bolgheri, alti e schietti. Qui sono grassi e spettinati, e si infilano tra una palma, un ulivo, un pino marittimo e una pietraia. Altro che “duplice filar”, sembra che qualcuno si sia giocato ai dadi dove farli crescere. Al caso.
SP49/69/4
Lasciata la Carlo Felice, mi dirigo a sud ovest lungo la costa. Nell’abitacolo, coi finestrini aperti, si azzuffano il salmastro da un lato e lo stallatico dall’altro. La strada è lenta, sconnessa. Qui, anche nei rettilinei, il limite è 30km/h. Mettere un cartello costa meno che riparare l’asfalto disastroso.
Rido, rido davvero quando mi trovo in un paese che finisce sull’acqua. C’è un ponte, una corsia e mezza, che lo collega dopo 800m all’altra sponda di una enorme laguna. “Divieto assoluto di transito”. Chiedo al barista, che mi illumina: “Passi. Lo fanno tutti. Butti un occhio se c’è qualcuno di grosso che è già partito dalla parte opposta, solo”. Sì. C’è. Ma ci siamo visti a metà ponte. Che risate!
Continua il saliscendi, le curve che se non guidassi vomiterei, mentre vedo spuntare montagne frastagliate come un castello di sabbia dopo il passaggio di un bimbo dispettoso.
“Paesaggio brullo a chi?” sembra dirmi, mentre scatto. I colori gli danno ragione.
La mia strada provinciale finisce in sterrato, guado due fiumiciattoli (e ringrazio la coppia di automobilisti che mi incoraggia con il secondo, profondo al limite), guadagno l’arrivo al meraviglioso e imboscato campeggio vicino alle dune di Piscinas.
Butto la tenda e mi butto a mare.

Dune

Non sono quelle di Arrakis*, nessun verme dentato spunterà fuori dalla sabbia per divorarmi, né ci sarà Spezia nell’aria.
Non è nemmeno il deserto iraqueno, teatro di una guerra che Turner** sa può nascondersi nelle viscere di una carcassa, nella sacca di un pastore errante, nelle macerie di un veicolo abbandonato.
Qui niente fantascienza prot-ambientalista, niente pericolo reale.
Dune di sabbia che si sono prese le montagne e si allargano fino al mare.
Una bellezza innocua, pare.
(ho portato la bici verificare, il mare le è piaciuto)
*Il ciclo di Dune, Frank Herbert
**La mia vita è un paese straniero, Brian Turner, NNEditore ospite del Festival Internazionale della letteratura di viaggio a Cagliari (uragano permettendo)

Aneddoto prandiale
Circondata da famiglie tedesche bimbo-munite di figli (che contraddicono ogni stereotipo e sono i bimbi più molesti abbia mai visto), unici altri avventori sono:
– 5 tedeschi ultra cinquantenni che mi addocchiano e poi commentano (pesantemente suppongo) in lingua aliena. Mi scappa lo sguardo inceneritore. Una mamma tedesca approva.
– 2 avventori italiani, ognuno solo al proprio tavolo. Quando vado sorridendo alla cassa per chiedere un’informazione, uno dei due che sta pagando si illumina brevemente pensando cerchi lui. Poi si spegne e se ne va, mesto.
#nonèunpaesepersingle

8 settembre / Verso la meta


Lascio l’oasi di ristoro che mi ha accolta a Piscinas e mi dirigo verso Cagliari, dove mi aspetta Patrizio Zurru e il suo Festival.
Ma prima ringrazio con calore Silvia Limone che mi ha consigliato questo posto perfetto dove montare la mia tenda.
E Chiara Vallini che mi ha avvisata ieri: sì, i cervi c’erano. 5 maschi e un numero imprecisato di femmine in estro. Bramiti e passeggiate fra le tende tutta la notte. Non l’avessi saputo, sarei morta di paura o avrei incolpato cinghiali o campeggiatori russanti.
Vado, mi perdo e arrivo. Ciao ciao

…continua

Diario di viggio: Festival Internazionale della Letteratura di Viaggio (Cagliari)

Diario #inviaggioversolaletteratura D-0
La vicina di casa filippina mi chiede: “Cara, traslochi?”
L’ascensore si blocca con dentro tenda e carretto per 45′(fuori budget).
Finisco di caricare e sono pronta per andare a dormire fino a domattina, ma il 42° controllo del biglietto mi dice che devo essere a Genova entro stasera.
Adesso appiccico la locandina della Lettrice e del Festival internazionale della letteratura di viaggio in vista, perché i millemila libri sono in valigia e quel che si vede ispira un #aiutiamoliacasaloro. Se mi fanno aprire il baule per un controllo, mi sa che il baule li aggredisce.
Sono pronta. E’ viaggio, è letteratura. Hai voluto la bicicletta? Pedala, baby, pedala…

Per seguire le tappe del diario, andate sulla pagina fb Vis à Vis – Chiara Trevisan, e scoprite se ce l’ho fatta ad arrivare

Trasformare i libri in arte di strada: la Lettrice Vis à Vis La Stampa

Mentre riempio il bagagliaio del Doblò di libri, bici, carretto, tenda e aspettative per il viaggio verso il Festival Internazionale della Letteratura di Viaggio di Cagliari, sulle pagine nazionali de La Stampa Ilaria Dotta racconta la mia avventura vis à vis.

Con leggerezza, gentilezza e cogliendo in poche righe tutto lo spirito di questo progetto militante che attraversa strade e conversazioni ormai da quasi 5 anni.

LaStampa_t2_20170905_020

Festival della Letteratura di Viaggio – lavori in corso

Infaticabile, inarrestabile, irrefrenabile, La Lettrice non si fa comandare da nessuno. Tanto meno dalle feste. Infatti anche oggi, 15 agosto, è al lavoro per preparare catalogo e carretto in vista dell’appuntamento a Cagliari (9 e 10 settembre) con il Festival Internazionale della Letteratura di Viaggio.
La bici attraverserà quartieri del centro storico della città, portando conversazioni e racconti in programma e non.

I primi volumi sotto esame, da spulciare, segmentare, rimescolare fino a tirare fuori le idee da mettere nel catalogo per la vostra scelta su misura, sono un vero viaggio declinato in forme inaspettate:
– mi calo nei panni di un soldato (di tutti i soldati), in guerra con casa dentro, a casa con la guerra dentro, arrendendomi al fatto che “La mia vita è un paese straniero” (Brian Turner, NN Editore).
– mi perdo tra gli appunti di cronaca, le confessioni, le riflessioni, le mancate certezze che diventano fondamento di un’unica, alternativa, definitiva certezza: Lavoro Per il Lavoro. Insieme a “Robledo” (Daniele Zito, Fazi Editore).
– scorro nello spazio e nel tempo, tra un corpo e un altro, districandomi nel groviglio di identità fuse e confuse, con Severo e Arsène, “Nudi come siamo stati” (Ivano Porpora, Marsilio Editori).
– osservo Medio Oriente e Nordafrica, sulle tracce de “Il mussulmano errante” (Alberto Negri, Rosenberg & Sellier Ed.), per comprendere la guerra di oggi attraverso riti e miti di ieri.

Questi i primi viaggi. Altri ne seguiranno.
Per incrociarli con i vostri pensieri e bisogni, voi seguite me.

Nelle Borgate dal Vivo con La Lettrice

Fine settimana di chiacchiere montane per La Lettrice Vis à Vis: seguitemi tra le Borgate dal vivo in Val di Lanzo e Val di Susa.
Venerdì 4 andiamo Groscavallo a raccontare il principe dei paradossi: quando “Le pietre”, simbolo di inamovibilità, diventano motore e metafora di una metamorfosi inarrestabile. Vi proponiamo “1 libro in 10 minuti” e un curioso dialogo con Claudio Morandini (Exòrma Edizioni)
Sabato 5 saliamo in Frazione Pavaglione di Chianocco con Silvia Greco e Salvatore D’Alessio per parlare di felicità, imprecisioni, sguardi sul mondo, cose rotte e affetti che aggiustano. Dialogo a tre su “Un’imprecisa cosa felice” (Hacca Edizioni.
Prima di noi, Tiziana Angilletta, pavaglionese doc, ci fa conoscere “Ernesto Bondio” (Giovane Holden Edizioni) e la sua borgata.
Due giorni fra amici, persone vere che vengono su con me a parlare con voi, per un’idea di rinascita che parte realmente dalla relazione.

Petr Král: la pagine preferite dagli ospiti di Mirabilia

Dal 30 giugno al 2 luglio, La Lettrice vis-à-vis è stata ospite del Festival Europeo di Circo e Arte di Strada Mirabilia. Per l’occasione, ha rinnovato il suo carretto con alcune novità e una su tutte, prevedibilmente per lei, ha mostrato la sua vigorosa utilità come zeppetta per l’equilibrio mentale.

Si tratta di “Nozioni di base”, di Petr Král (Miraggi Ed), proposto anche per il pubblico inglese nella versione di Pushkin Press “Working Knowledge”.
Definita da Milan Kundera “…bella e strana enciclopedia esistenziale della vita quotidiana”, quella proposta da Král è una prospettiva poetica, originale, inaspettata gettata sui più diversi aspetti di ciò che ci circonda.

Oggetti (caffè, orologio, scale, porte, curve, treni, cipolle, …), azioni (spogliarsi, attraversare la strada, bloccarsi, godersela, fumare,…), relazioni (amicizia, assenza, madri e figli, coppie, conquista, …) sono elementi ordinari su cui si posa uno sguardo nuovo, inaspettato. Le pagine, amorevolmente tradotte da Laura Angeloni con la preziosa revisione di Francesco Forlani, si riempiono di poesia, humor, sorprese, e diventano suggestione per il lettore ad esercitare il proprio sguardo critico nei confronti di ciò che lo circonda e gli appartiene, materiale o intenzionale che sia.
Qualche esempio?
“La porta è uno sbarramento che alziamo contro gli intrusi e contro il mondo esterno, eppure non facciamo che guardarla nell’attesa che qualcuno la oltrepassi,…”
“[…] il mercato è per la città ciò che per una donna sono i vestiti: un provvisorio velo che, una volta rimosso, fa splendere ancor di più la sua pelle nuda.”
“Topinambur: arrivare di notte fino alla cucina, vedere il topinabur nel frigo e in silenzio tornare a letto”

Per la Lettrice, in cerca di punti di vista singolari e alternative all’esistente che ingabbia, le Nozioni di Král sono uno scrigno del tesoro cui attingere a piene mani, per riempire le orecchie degli ospiti in cerca della pagina giusta al momento giusto.

La nuova Signorina Buonasera sono io

Offresi presentatrice/lettrice/dialogatrice comme il faut, educata, composta, capace di mobilità facciale e umorismo.
Disponibile per eventi letterari e artistici, ma, perché no, anche pentole e materassi.
Richiesta economica sostenibile: gradita cena abbondante per rimpolpare il contenitore.

Per verificare prima di ingaggiare, seguite i prossimi eventi di Borgate dal Vivo dal lei coordinati:
4 agosto, h 18, Groscavallo (TO), con Claudio Morandini
5 agosto, h 15.30, Chianocco (TO), con Silvia Greco
13 agosto, h 18, Caprie (TO), con Alessandro Barbaglia

Dove ci vediamo? Appuntamenti estivi – in progress

La Lettrice Vis à Vis e la domatrice di Pulci del Valentino’s Flea Circus si mettono in marcia

Ecco qui i primi (più o meno) confermati appuntamenti estivi Vis à Vis con l’unica Compagnia che vi offre esclusivamente performance su misura. La vostra!

 

 

 

 

CALENDARIO ESTIVO PROVVISORIO

19 giugno 19h30, Libreria Luna’s Torta (Torino) “L’amore. Non si capisce” 30’ giocando con La Lettrice Vis à Vis per il compleanno di Luna’s Torta
24 giugno 18h00, Rifugio Maddalena, Borgata Maddalena (Giaveno – To) Enrica Tesio presenta “La verità vi spiego sull’amore” al Festival Borgate dal Vivo. Chiacchiera con lei La Lettrice Vis à Vis
30 giugno – 2 luglio, Fossano Festival Mirabilia – Valentino’s Flea Circus + La Lettrice Vis à Vis
29 luglio, NonSoloClown, Monza Valentino’s Flea Circus
4 agosto, Groscavallo (To) Claudio Morandini presenta “Le pietre” al Festival Borgate dal Vivo, introdotto da “1 libro in 10 minuti” de La Lettrice Vis à Vis, che chiacchiererà con lui
5 agosto, Chianocco (To) Silvia Greco presenta “Un’imprecisa cosa felice” al Festival Borgate dal Vivo, introdotta da “1 libro in 10 minuti” de La Lettrice Vis à Vis
Agosto, Roma – in attesa di conferma – La Lettrice Vis à Vis ospite in rassegna di musica e letteratura
9-10 settembre, Cagliari Festival Internazionale della Letteratura di Viaggio – La Lettrice Vis à Vis

Tra una data e l’altra, come sempre, trovate la Lettrice in strada libera, nel centro di Torino, o ovunque venga segnalato in tempo reale sulla pagina fb Vis à Vis – Chiara Trevisan

 

La Lettrice a RadioLibri

Che la Lettrice ami la radio si sa. Che l’amore sia ricambiato, se ne hanno le prove.

Oggi, su RadioLibri, nella rubrica “Città di carta – Tutti i mestieri del libro”, la Lettrice si racconta e vi racconta. Sul finale, una pagina trovata e letta su misura di RadioLibri.
Il regalo per celebrare questa corrispondenza di amorosi sensi.

Passaggi alle ore: 10:15, 13:15, 16:15, 19:15, 22:15
Podcast: da domani, sul sito di RadioLibri

Regalo di compleanno: pagina44

Ecco qui!
Per festeggiare 4 anni di conversazioni e letture in strada libera, vi regalo un racconto originale.
E’ creato dal montaggio della prima riga di pagina 44 di alcuni dei libri contenuti nel carretto della Lettrice Vis à Vis. 44 sono gli anni della sottoscritta, il raddoppio di 4, una pagina che nei libri è solitamente bianca, e per la Lettrice è ancora tutta da scrivere.
Che sia di buon augurio: una pagina, quella giusta, alla volta. Per la persona, quella giusta, alla volta.

In ordine di apparizione:
Valeria Bianchi Mian – Favole svelte (Golem)
Paolo Zardi – XXI Secolo (Neo Edizioni)
Douglas Adams – Guida galattica per autostoppisti (Mondadori)
Jean-Moïse Braitberg – Il bambino che maledisse Dio (Scritturapura)
Elisa Ruotolo – Ovunque, proteggi (Nottetempo)
Aleksandar Hemon – Il libro delle mie vite (Einaudi)
Raymond Carver – Se hai bisogno, chiama (Minimum Fax)
Donatella di Pietrantonio – Bella mia (Elliot)
Wu Ming – L’armata dei sonnambuli (Einaudi)
Emmanuela Carbé – Mio salmone domestico (Laterza)
Laura Salvai – Per un’ora di nuoto
Lutz Seiler – Il peso del tempo (Del vecchio Ed.)
Michela Murgia – Chirù (Einaudi)
Mark Crick – La zuppa di Kafka (Ponte alle Grazie)
Philippe Forest – Il gatto di Schrödinger (Del Vecchio ed)
Wisława Szymborska – La gioia di scrivere (Adelphi)
Alessandra Racca – L’amore non si cura con la citrosodina (Neo ed)
Eduardo Galeano – Giorni e notti d’amore e di guerra
Robert Macfarlane – le antiche vie, un elogio del camminare (Einaudi)
Fariba Vafi – Come un uccello in volo (Ponte33)
Guido Catalano – La donna che si baciava con i lupi (Miraggi ed)
Chandra Livia Candiani – La bambina pugile (Einaudi)
Marcelo Figueras – Kamchatka (L’asino d’oro ed)
Dario Benedetto – piglia un uovo che ti sbatto (Compagine)
Deborah Willis – Svanire (Del Vecchio Ed.)
Chicca Gagliardo, Massimiliano Tappari – gli occhi degli alberi, la visione delle nuvole (Hacca)
Paolo Piccirillo – La terra del sacerdote (Neri Pozza)
Alessandra Racca – Consigli di volo per bipedi pesanti (Neo ed.)
Alessandro Turati – Le 13 cose (Neo Ed.)
Teju Cole – Città aperta (Einaudi)
Bruce Chatwin – Anatomia dell’irrequietezza (Adelphi)
Jørn Riel – Uno strano duello (Iperborea)
Tommy Wieringa – Joe Speedboat (Iperborea)
Carlo Molinaro – Rinfusi (Genesi ed)
Birgit Vanderbeke – Si può fare (Del Vecchio Ed.)
Kari Hotakainen – La legge di natura (Iperborea)
Julia Slavin – La donna che si tagliò la gamba al Maidstone Club (Minimun Fax)
Amélie Nothomb – Sabotaggio d’amore (Voland)
André Aciman – Città d’ombra (Guanda)
Petr Král – Nozioni di base (Miraggi)
Gianni Rodari – La luna al guinzaglio (Einaudi)
Mario Bendetti – Inventario (Le Lettere)
Emmanuel Carrère – Vite che non sono la mia (Einaudi)
Claudio Morandini – Neve, cane, piede (ExOrma)
Arsenio Bravuomo – Son sempre solo (Miraggi Ed)
Maylis de Kerangal – Riparare i viventi (Feltrinelli)
Elia Malagò – Golena (LietoColle)
Chicca Gagliardo – Il poeta dell’aria (Hacca)

Si ringrazia per il video: Ian Deady

Il compleanno della Lettrice: 4 anni di strada libera

Era l’11 giugno del 2013. Piazza Carignano.
Il progetto, nato e rodato in vari modi dal 2011 (i Giardini della reggia di Venaria, Il Salone Off), aveva trovato finalmente posto e coraggio in Piazza una mattina di giugno. Grazie all’affettuosa accoglienza di Alberto Bartolino e del suo organetto di Barberia, che le avevano fatto superare la paura. Fu la prima giornata di sole, piazza, passaggio, chiacchiere e libertà, fuori da festival, programmi, protezioni. Strada libera.
Una giornata di incontri memorabili. Alcuni le hanno letteralmente cambiato la vita.
Quindi, domenica 11 giugno 2017 si festeggia!
Come?
Così:
1) IL MIO REGALO per voi: La Lettrice posterà per i partecipanti all’evento fb un video dedicato, in cui racconterà il suo carretto attraverso la “pagina44” dei libri che lo compongono. 44 sono gli anni della Lettrice, ed è il raddoppio della pagina 4, che nei libri non esiste mai (insomma, diciamocelo, è un compleanno farlocco…). Vi regalo la storia di tutte le storie.

2) IL VOSTRO REGALO per meper tutto il giorno potrete postare sull’evento fb o qui nei commenti una pagina in regalo per la Lettrice (letta, fotografata, registrata, disegnata, come volete). Le raccoglierò in un piccolo libretto, con i vostri riferimenti, che porterò nel mio carretto con onore!

3) VIS à VIS dalle 12 alle 15: se volete brindare di persona, mi trovate nella “strada” della Luna’s Torta, per un evento speciale durante l’ultimo brunch della stagione

4) VIS à VIS nella piazza virtuale: dalle 17 alle 20 mi trovate su SKYPE (lalettricevisavis) per speed-date di pagine su misura in regalo.

L’unico posto in cui non sarò, è Piazza Carignano. Strano. Ma solo con il corpo. Il cuore sarà lì.

PARTECIPATE. FESTEGGIATE. LA STRADA DA FARE E’ ANCORA LUNGA!

Brunch anti-broncio sulla Luna’s con la Lettrice

DOMENICA 28 MAGGIO, dalle 12 alle 15, un brunch domenicale post-Salone davvero speciale alla Libreria Torteria Luna’s Torta, perchè sarà la poliedrica Lettrice Vis à Vis a colorarlo, con la proposta di “letture ad personam” tra un assaggio e l’altro delle golose proposte antibroncio.
Ma cos’è? Ogni volta lascio briciole per intuirlo.
“L’importante non è avere tutto in testa, ma sapere dove andare a trovarlo” (J. Villoro) prova con La Lettrice Vis à Vis alla Luna’s Torta. Un brunch unico, alla ricerca della pagina giusta per la persona giusta.
Ancora confusi? Non vi resta che venire di persona a scoprire di che si tratta! Vi aspettiamo!
E il libro giusto troverà voi!

SalTo17: il metro del successo

Il successo si misura al metro, pare. Ci penso percorrendo i corridoi del Lingotto, l’ultimo giorno, e li misuro qui, per voi.

I metri di coda per entrare? Quelli ai controlli di sicurezza, soprattutto, benvenuti per la sicurezza, ma imbarazzanti (nel secondo anno) per l’inadeguatezza: quando gli operatori professionali, in attesa e ritardo (mentre le guardie bighellonano) si sentono chiedere “Ha nella borsa forbicine?”, il dubbio che il reato più pericoloso sia la sottrazione di pagine sorge spontaneo.

I metri quadrati di stand aggiunti rispetto all’anno scorso e riempiti non solo di libri ed Editori, ma anche di tanti autori “residenti”, presenti, disponibili a farsi tramite con i futuri lettori? Io ho trovato gli uni e gli altri. Ho raccolto la mia collezione di “figurine” editoriali, con gli indipendenti preferiti della Lettrice Vis à Vis, e ho riempito il carretto con nuovi titoli che presto troverete come pagine giuste da incrociare con voi. Ecco la galleria:

Il mio battesimo a SalTo è sempre lo stesso: baci, abbracci e selfie con la mia editrice preferita, la più bella del Salone, Francesca Chiappa, e recupero di due delle sue ultime uscite preziose Hacca Edizioni. “Un’imprecisa cosa felice” di Silvia Greco l’avevo già rubato a metà leggendolo di straforo al Luna’s Torta e ora posso completare la meraviglia. Luca Giachi mi ha, invece, conquistata con i suoi “10 motivi per non leggere questo libro”, pubblicati sul blog di
Giudittalegge. Ho raccolto la sfida e prendo “Come una canzone“.

Pietro Del Vecchio, sorride in barba alle avversità. Entrambi ci raccomandiamo al “Padre di Dio“, Giuseppe, perché ce la mandi buona. Martin Michel Driessen, edito da Del Vecchio Editore, ci aiuterà.

 

 

I belli abruzzesi Neo Editori, che spacciano letteratura strong e alcolici corroboranti, oltre ad abbracci e rallegramenti.
Me ne vado dallo stand felice e accompagnata dal nuovo romanzo di Alessandro Turati, che mi aveva commossa e grattugiata con “Le 13 cose”, e ora attendo di leggere che effetto mi faranno le “Briciole dai piccioni

 

Acchiappo Alessandro De Vito di Miraggi e, dopo lunga attesa e desiderio) intasco la mia copia dell’enciclopedia esistenziale della vita composta da Petr Král in “Nozioni di base” (sembra fatta apposta per finire nel mio carretto!).

 

 

La Lettrice Vis à Vis intercetta Daniela Di Sora e raccoglie i preziosi Voland per il suo carretto.
Sono tutte storie d’amore” di Dulce Maria Cardoso, “Riccardin dal ciuffo” di Amélie Nothomb e “La novità” di Paul Fournel sono pieni di parole giuste in attesa delle persone giuste.

 

 

Non poteva mancare un SalTo allo stand Scritturapura per fotografarsi con Stefano Delmastro e il bello della letteratura , qui rappresentato da uno dei miei cult del carretto “Il bambino che maledisse Dio” di Braitberg. Ci crede anche #CreativeEurope!

 

 

I metri percorsi avanti e indietro, senza posa, per incontrare tutti, salutare, sbirciare ogni angolo?

I metri cubi di libri nuovi che riempiono ogni giorno la borsa, divorati freneticamente in metro sperando di non arrivare mai a destinazione?
Il mio bottino ve lo mostro qui, in questo resoconto dorsale, che è anche consiglio di lettura appassionato:

I libri “Sono tutte storie d’amore”, inanellate “Come una canzone”. Colleziono “Nozioni di base” in cerca di “Un’imprecisa cosa felice”. “La novità”? Me la spiega nel suo reportage “Robledo”, il vero “Padre di Dio”, che mi dice di chiedere all’ornitologo amico di “Riccardin dal Ciuffo” come farsi dare “Briciole dai piccioni”.

I metri lineari di libreria, bacheche, totem che tra Piazza dei Libri e spazi Bookblogger hanno riconnesso generazioni e users con le pagine, superando diffidenze e anacronismi?
Date un’occhiata alla bacheca facebook del neonato Consorzio delle librerie indipendenti torinesi COLTI, e guardate con che meraviglia hanno inaugurato, al Salone, la loro collaborazione ufficiale. C’è da sperare bene per il futuro, lettori.

Il metro di statura acquisito da un “piccolo” Festival (se si può dire così), Borgate dal Vivo, che in cinque giorni è stato riconosciuto e si è fatto riconoscere come progetto valido, diffuso e diffondibile di relazione fra territorio, pubblico, arte e letteratura, e che ha abbracciato la Lettrice Vis à Vis inglobandola nella squadra organizzativa e artistica (nella foto: l’abbraccio)

 

 

 

Il metro con cui misurare il successo di questo Salone potrebbe essere tutto questo, dunque. L’avete letto ovunque.
Ma, personalmente, più di ogni altra, ho registrata la metratura di sorrisi instancabili, felici, onesti, spontanei, entusiasti, liberatori, ubriachi, contagiosi e solidali che ci siamo scambiati ogni giorno e fino alla fine del giorno. Ormai le battute si sprecano, ma è vero che #Lagioia è stato un hashtag più che credibile!

 

Note critiche costruttive per il futuro:
1) per i bagni, si sa, non si può fare niente, tranne aver pazienza (d’altra parte, è prevedibile che un centro fiere e congressi abbia tre toilette per postazione, noooo? vabbeh).
2) Però, visto che c’è attenzione al territorio, alla relazione, al coinvolgimento… perché il prossimo anno, nei piazzali, con un bel bando, al posto di autogrill non ci fate alimentare con maggior salute e minor costo dai tanti operatori della ristorazione a km 0 e buon senso 1000mila?
3) il prossimo anno mi porto le forbicine e attento ai libri brutti, sappiatelo!

Nuovo salto a Sal-To 2017

Anche questa volta, ce l’ho fatta!
Ogni anno, in vista del SALONE DEL LIBRO, mi do il compito di esserci in una veste diversa, da quando sono Lettrice Vis-à-Vis. Quattro edizioni, quattro vestiti. E per la quinta, uno speciale:

Da giovedì 17 a lunedì 22, infatti, mi trovate nell’area SUPERFESTIVAL (Padiglione 2), con BORGATE DAL VIVO, per accompagnare la presentazione di questo prezioso evento diffuso di letteratura e recupero sostenibile delle borgate alpine.
In compagnia del Direttore Artistico Alberto Milesi e del Responsabile della Comunicazione Francesco Piperis, si parlerà di rinascita delle borgate, riscatto culturale, 26 appuntamenti spalmati da giugno a settembre, da Cervo al Cervino, per portare autori, lettori e appassionati in una lunga e suggestiva traversata.

Venite a scoprire appuntamenti, autori, sorprese, curiosità e amenità che gli organizzatori hanno pensato per voi (e io aiuterò a far diventare realtà nei prossimi tre mesi, curando segreteria organizzativa e produzione).
Vi aspetto, questa volta senza carretto: dato il dislivello, prevedo mi ci vorrà un mulo!

Lunedì 22 maggio, ore 10,30, padiglione 2: presentazione ufficiale dell’edizione 2017 del festival.
Interverranno:
– Giovanna Pentenero (Assessore Istruzione Regione Piemonte)
– Francesco Di Candio (Project Leader Eppela)
– Alberto Milesi (Direttore artistico e di produzione di Borgate dal Vivo)
– Giuseppe Culicchia (scrittore e presidente onorario di Borgate dal vivo)
– Roberto Recchioni (disegnatore e sceneggiatore).
Presenta e modera: Dario Benedetto

6 maggio vis à vis

6 pronta? 6 libera? 6 curiosa? 6 eccentrica? 6 MAGGIO!
Domani 6 la persona giusta per incontrarmi vis à vis.
Dalla mattina a metà pomeriggio, il consueto appuntamento in Piazza Carignano, con LA LETTRICE Vis à Vis, per fare due chiacchiere e trovare la pagina perfetta per la tua giornata. Ti aspetto nel salottino, con i miei libri, le idee che ho catalogato in forma di parole e titoli, e una piacevole conversazione, intima e personale quanto basta.

Dalle 20.30 si cambia scena: nella roulottina illuminata all’entrata dello SPAZIO PROGETTO SLIP (Corso Giulio Cesare 338/50D, To) il VALENTINO’S FLEA CIRCUS in pochi minuti di sfrenato divertimento ti introduce alla serata di spasso e varietà indimenticabile di SlipUPArte
Uno alla volta, per carità!

Ehi, dico a te: ci 6?

Le vostre FACCE VIS à VIS su Instagram

IMG_4472

Arriva la primavera e si fa ordine.
Da questo mese, i ritratti scattati negli incontri della Lettrice Vis à Vis vengono raccolti e condivisi con voi su un profilo dedicato in Instagram.
La pagina di questo sito era ormai satura, e non riuscivate più a trovarvi, quindi adesso il vostro viso, la copertina del libro nel quale ho trovato la pagina giusta per voi, e il “titolo” che ho dato al momento che abbiamo trascorso insieme… li trovate QUI.

Seguite il link e le pagine collezionate giorno dopo giorno: tutte insieme sono un libro unico.

Il carretto si trasferisce “Sul Soffitto”

La Lettrice e l’Editore Pietro Del Vecchio, con regolare sedia matrimoniale in testa

Lo sapete perché i serpenti serpeggiano?
Una volta ce n’erano che filavano dritti. Arrivavano per primi alle prede, si nutrivano e lasciavano solo gli scarti ai loro simili distratti. Poi, quando le risorse cominciarono a scarseggiare, sulla dritta e veloce strada verso la meta, mete non ne trovarono più. I loro fratelli, che sinuosi e calmi si muovevano cambiando direzione, viceversa, poterono agevolmente sopravvivere scoprendo ciò che agli altri sfuggiva.

Questo aneddoto è la chiave che vi consente di apprezzare le peripezie del protagonista di “Sul soffitto” (Eric Chevillard, edito da Del Vecchio), che abita il mondo con una sedia sulla testa, rifiutandone la costrizione e l’immobilità. E che, in compagnia di altri valenti esploratori alla ricerca di spazi vivibili, indaga la prospettiva ribaltata, trasferendosi sul soffitto, apprezzando gli ampi orizzonti di spazi non costretti e limitati dal superfluo.

Un agile e bizzarro romanzo che moltiplica i punti di vista, in cui si ragiona sulle gabbie fisiche e mentali nelle quali ciascuno si costringe. Una passeggiata di libertà, che ha come unico limite la libertà stessa.
Indicato per claustrofobici, lo trovate ora anche nel carretto viaggiante della Lettrice Vis-à-Vis.

L’amore. Non si capisce. Ci (scom)metto la faccia.

Grazie grazie grazie! Grazie per aver partecipato numerosi e calorosi (qualcuno anche superfluo, ma è un’altra storia) alla serata presso la Luna’s Torta. Questo esperimento di stand up-read-act performance è andato in porto!
Tra il mio confuso vaneggiare e il vostro affettuoso e ilare partecipare, non so se sull’amore ci abbiamo capito qualcosa di più, ma confondersi insieme a voi è stato divertente ed emozionante.
Ecco qualche immagine dalla mia prima serata “da grande”! Foto di: Gigi Phaf Galli