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VETRINA: tutte le proposte di stagione della Lettrice Vis à Vis

Ecco qui, tutte in fila, senza che dobbiate dannarvi a cercarle nei meandri di questo sito confuso.

Proposte letterarie su misura per ogni occasione. Festival, eventi pubblici e privati, per uno, per tanti, dal vivo e on line. Come desiderate. Tutte le proposte possono essere adattate alle esigenze e alle dimensioni del vostro evento.

Per mandare le vostre richieste e ricevere un preventivo su misura, scrivete a lalettericevisavis@gmail.com

SALOTTINO VIS À VIS

La pagina giusta, per la persona giusta, al momento giusto.

Micro-performance partecipative, conversazioni e letture, per un ospite alla volta.

Performance human specific, esplorazione del paesaggio umano e relazione significativa.

Nel salottino allestito intorno alla sua biblio-bicicletta, La Lettrice  propone uno scambio di ascolto improntato alla cura e alla restituzione. Una conversazione e l’utilizzo di pagine di libri selezionate ad hoc, per offrire punti di vista originali sulle questioni intercettate.

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BIBLIOMANTICA

Divinazioni letterarie su misura

Prendendo spunto dall’antica arte della Bibliomanzia, la Lettrice finge di rinunciare a ogni velleità intellettuale, e propone un appuntamento di divinazione letteraria unico nel suo genere. Gli ospiti possono mettete alla prova le facoltà telepatiche e le qualità oracolari della letteratura, in una vera e propria caccia al tesoro di risposte.

Un gioco, una sfida, un azzardo che ha come ingredienti le vostre domande, le righe di un libro scelto (più o meno) a caso, e le doti interpretative de La Lettrice Vis à Vis per far tornare ogni risposta.

Troverete l’amore della vita? Supererete il prossimo esame? Dove avete perso quell’oggetto prezioso? E le piastrelle del bagno, riuscirete finalmente a cambiarle?

Nessuna domanda è impossibile, per quanto improbabile.

Quanto alle risposte… è tutta un’altra storia.

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BUGIARDINI LETTERARI VIS À VIS

Consigli di lettura su misura

Una formula inedita per condividere proposte di lettura, scoprire nuove uscite e ri-scoprire perle dimenticate.

Un incontro-collage, nel quale 8 libri vengono presentati con la formula del bugiardino (dire abbastanza senza dire troppo, e permettere a ogni lettore di trovare il libro giusto leggendone ingredienti, indicazioni, avvertenze e consigli di somministrazione), accompagnati da brevi letture, e legati gli uni agli altri da suggestioni della Lettrice e dei partecipanti.

Esplorare nuove letture, intercettare molteplici gusti e generi, agevolare la selezione di letture a propria misura, ascoltare la voce del testo, creare connessioni sia fra i libri stessi che fra i libri e i lettori, scoprire libri che vi erano sfuggiti.

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L’AMORE. NON SI CAPISCE

Spettacolo

Monologo partecipativo generato da parole mie e di altri, ironia e poesia (più la prima, lo ammetto), sull’argomento più abusato e investigato.

Cos’è l’amore? Voi lo sapete? Non lo sapete? Credete di saperlo? Ancora meglio, non ve ne frega niente?

Per tutti i romantici, i disillusi, quelli in continua ricerca, quelli che non hanno più bisogno di cercare, quelli che manco morti, un percorso di educazione sentimentale con la Lettrice Vis à Vis, che vi condurrà per mano attraverso le mille insidie che spuntano tra rose e spine.

“L’amore. Non si capisce” è un ironico e poetico pot-pourri di divagazioni più o meno letterarie, esplorazioni a tutto campo, quiz e commoventi rivelazioni, contenuto in una girandola emozionante.

Un modo inedito di usare la letteratura, per continuare a capirci poco sulla questione, ma emozionarsi molto.

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20 anni dopo – Una ballata del G8

Spettacolo di letture musicate, di Lucio Villani

“20 anni dopo, una ballata del G8” è il racconto in prima persona, in forma di filastrocca, di un cittadino pacifico e dei suoi amici attraverso una folle giornata di fuga dalla violenza pura. Il viaggio in treno, il corteo e poi il caos di quella che sembrava una normale manifestazione e che poi si è trasformata nel delirio di Genova 2001 culmi- nato con l’irruzione della Polizia di Stato nella scuola Diaz. Lucio Villani sceglie i versi ottonari, come i cantori delle gesta degli eroi, per raccontare la sua esperienza e il pericolo scampato per un soffio durante il G8. Una ballata, corredata da 120 disegni in bianco e nero, per esorcizzare uno degli episodi più traumatizzanti e violenti della storia del nostro paese, mantenendo la memoria degli eventi vissuti.

Il libro è pensato per essere rappresentato in forma di spettacolo, per la precisione una lettura musicata. letto da Chiara Trevisan e musicato da Lucio Villani al contrabbasso.

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VIS À VIS ON LINE

La ricerca delle pagine giuste per la persona giusta trova spazio anche in appuntamenti dedicati, privati e a propria misura.

Ideale per chi abita lontano, per chi ha poco tempo e molti impegni, o per chi vorrebbe un momento per sé, ma non è a proprio agio con l’eccessiva vicinanza, arriva la formula a distanza della Lettrice vis-à-vis.

La stessa leggerezza e profondità di un incontro nello spazio pubblico, ma con le comodità e la confortevolezza del mezzo virtuale.

Tutto ciò che serve è una connessione internet stabile. Orari, luoghi e contenuti sono all’insegna della massima flessibilità.

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Regala un Vis à Vis!

Torna il regalo più personale:

30 minuti di conversazione e letture su misura con La Lettrice Vis à Vis

Esplorazione di idee, connessioni, sorprese, in uno spazio e un tempo tutto per sé.

Nota: quest’anno, in virtù dell’emergenza pandemica, il servizio è disponibile esclusivamente online, sulla piattaforma preferita dai destinatari del tuo regalo.

COSA SI FA

Si interroga un Catalogo di Idee, costruito su misura, alla ricerca di strade da esplorare.

Si chiacchiera, ci si conosce, ci si interroga a vicenda.

In mezzo a tutto questo, leggo frammenti letterari scelti a misura di ospite, sul momento, per commentare e arricchire la conversazione.

Al termine dell’incontro, invio all’ospite la bibliografia delle letture, così che possa continuare a viaggiare.

COME SI REGALA?

Invia una mail di richiesta all’indirizzo: lalettricevisavis@gmail.com

Specifica nome e indirizzo mail del destinatario del dono, giorno in cui desideri che venga recapitata la mail di auguri con il ‘vale’, e il tuo messaggio di accompagnamento.

POI COSA SUCCEDE?

Nel giorno indicato, invierò una mail annunciando il tuo regalo e allegando le informazioni per programmare l’incontro. Tu sarai in copia all’invio

QUANTO COSTA?

L’incontro costa 25€ a persona, che possono essere pagati con bonifico o paypal.

IL ‘VALE’ HA UNA SCADENZA?

No. La persona a cui decidi di regalarmi può richiedere il suo incontro in qualunque momento, a suo piacere.

MAGGIORI DETTAGLI?

Scrivi all’indirizzo lalettricevisavis@gmail.com e chiedi. Ti risponderò prontamente.

Appuntamenti: La Lettrice Vis à Vis a Festivaletteratura Mantova

Il privilegio del mestiere che mi sono costruita: essere il ‘mezzo di comunicazione’ fra altre persone, altre parole, altre idee.

Usare cervello e sensibilità per diffondere il valore di ciò che intercetto. Poterlo fare, nuovamente, in un luogo come Festivaletteratura, poi, è un ulteriore privilegio.

Ecco dunque uno sguardo su dove, quando, come e, soprattutto, per chi mi adopererò:

VENERDÌ 9 settembre: incontro “IL VERSO DELLE STORIE”, con Lucio Villani (“20 anni dopo – Una ballata del G8”, Red Star Press – Hellnation Libri ) e Amir Issaa (“Educazione rap”, add editore ). A colpi di rime, musica e illustrazioni, esploreremo come le storie, e la Storia, possano essere cosa viva, pulsante e feconda. Come il personale possa diventare patrimonio comune, grazie a una pluralità e un’intersezione di linguaggi che condividiamo. L’incontro, che mescola presentazione e spettacolo, è inserito nella sezione “adolescenti” del programma, ma è aperto anche a diversamente giovani.
***Ore 18, Museo Diocesano (evento n°117). Su prenotazione. Biglietto di ingresso: 7

DOMENICA 11 settembre: spettacolo “20 anni dopo – Una ballata del G8” racconto, in rima alternata, del delirio di Genova 2001. Il libro di Lucio Villani diventa spettacolo, letto da me e musicato dall’autore, per ricordare, sostenere ed esorcizzare la memoria degli eventi. Approfittatene per farvi deliziare il palato dalla cucina di Maurizio!
***Ore 21.30, Ristorante Giallozucca. Su prenotazione (posti molto limitati). Ingresso libero e contributo all’impresa libero e consapevole

MERCOLEDÌ 7, GIOVEDÌ 8, SABATO 10, DOMENICA 11: pausa pranzo con “BIBLIOMANTICA – Divinazioni letterarie su misura” Un appuntamento di divinazione letteraria unico nel suo genere!
Tra evento mistico oracolare e gioco a premi, il pubblico può mettete alla prova le facoltà telepatiche e le qualità oracolari della letteratura, in una vera e propria caccia al tesoro di risposte.
Una sfida, un azzardo che ha come ingredienti le vostre domande, le righe di un libro scelto (più o meno) a caso, e le doti interpretative della Bibliomante per far tornare ogni risposta.
Chi siete? Dove andate? Avete spento il gas prima di uscire di casa?
Nessuna domanda è impossibile, per quanto improbabile. Quanto alle risposte… beh, è tutta un’altra storia.
I libri selezionati per la divinazione sono presentati al Festival, e accompagnati dal dono di un bugiardino letterario. Potete partecipare solǝ, in coppia, in gruppo, in gregge… come vi pare.
***Orario 11.30 – 15.00, piazza del Pallone (ex panchina poetica). Come da tradizione, potrete ricompensare l’oracolo offrendo in sacrificio il vostro primogenito, una gallina… o ciò che avete nel portafoglio!
IMPORTANTE: luoghi e orari potrebbero essere suscettibili di cambiamenti, segnalati sulla pagina fb Vis à Vis – Chiara Trevisan.

5 #bugiardinivisàvis per Festivaletteratura

Con la Parca di mezzo, si può collaborare.

#bugiardino Vis à Vis di “La Fortuna”, Valeria Parrella (Feltrinelli, 2022)

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Cin cin! “Quando tutto è detto”, Anne Griffin (trad. Bianca Rita Cataldi, Atlantide, 2022)

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Il giallo animato di Sarah Savioli, “Le inchieste degli insospettabili” (Feltrinelli, 2022)

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In uscita il 30 settembre, la seconda avventura di una letteratura che salva la vita.

Sally Bayley, “No boys play here” (trad. Fabio Cremonesi e Micaela Uzielli, Clichy, 2022)

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Un incanto rinnovato: Andrés Neuman, “Una volta l’Argentina” (Sur, 2022)

#bugiardinivisàvis: “Donna con libro”, di Bianca Pitzorno

Ogni lettrice e lettore forte vorrebbe, credo, riuscire a comporre un autoritratto in libro, come ha fatto Bianca Pitzorno in “Donna con libro” (Salani, 2022). Con le parole di altri, a raccontarci.

#bugiardinovisàvis per Festivaletteratura e per nutrire la vostra ispirazione

#bugiardinivisàvis: “il tempo delle tartarughe”, di Francesca Scotti

Ogni volta che prendo un libro pubblicato da Hacca fra le mani, lo faccio con fiducia incrollabile e costantemente premiata.

Non fa eccezione questo “Il tempo delle tartarughe”, di Francesca Scotti (Hacca Edizioni, 2022).

Nella confezione del #bugiardinovisàvis ho cercato di restituirvi più l’impressione che mi è rimasta attaccata alla pelle, che i dettagli. Lascio al contenuto di ogni piccolo racconto la possibilità di sorprendervi.

Lo trovate, anche questo, a Festivaletteratura

Appuntamenti: Bibliobar, Roma

Mercoledì 17 agosto, alle ore 21, il Piccolo Festival delle dieci notti ospita “BIBLIOMANTICA – Divinazioni letterarie su misura

Nell’amabile cornice del Bibliobar, sul Lungotevere, vi aspetto con le vostre domande impossibili e le risposte improbabili che la mia ruota poetica troverà per voi.

#bugiardinivisàvis: “Il maestro della cascata”, di Christoph Ransmayr

Il terzo #bugiardinovisàvis è dedicato a un libro per il quale scelgo l’aggettivo “sorprendente”. Apprezzo sempre le letture che mi portano da qualche parte, e mi ci lasciano più piena di domande di quando ero partita.

In uscita il 30 agosto, e in programma a Festivaletteratura: “Il maestro della cascata”, di Christoph Ransmayr (Feltrinelli, 2022)

#bugiardinivisàvis: “Educazione rap”, di Amir Issaa

Questo nuovo bugiardino vis à vis è un invito: a leggere il libro di Amir Issaa (“Educazione rap”, add editore, 2021), perché contiene un patrimonio di buon senso e buone pratiche che vi saranno utili. Ad ascoltare la musica di Amir mentre girate in bici nella vostra città (e nella vostra vita), come ha fatto la sottoscritta, perché vedrete cose che vi erano sfuggite. A venire a Mantova, a Festivaletteratura, il 9 settembre per partecipare all’incontro fra Amir e Lucio Villani, accompagnati dalla sottoscritta, perché sarà uno spettacolo.

#bugiardinivisàvis: “Salvarsi a vanvera” di Paolo Colagrande

Vi auguro di costruirvi un mestiere che vi consenta di rispondere: “No, scusa, non posso: DEVO leggere”, e possiate nascondere la testa in un libro rutilante come questo.

Bugiardino vis à vis per “Salvarsi a vanvera”, di Paolo Colagrande (Einaudi, 2022). Il primo di una serie #inviaggioversolaletteratura per Festivaletteratura 2022

Spettacolo: “20 anni dopo – Una ballata del G8”

5 + 1 buone ragioni per venire, oggi (Giovedì 26, ore 21), a Edera Squat a vedere lo spettacolo “20 anni dopo – Una ballata del G8”.

1: è COMPLESSO (il contenuto), è LIEVE e originale (la forma)

Condivido un racconto in filastrocca, scritto da Lucio Villani che mi accompagna al contrabbasso. Attraverso le sue rime, vi porto in un tempo, un luogo, un viaggio, un’epifania, una trasformazione, una denuncia.

“Vi racconto l’avventura

di un terzetto birichino:

un capron d’alta statura,

uno medio e uno piccino”

2: è VERO

Il contesto politico, la realtà fisica, il pregresso, l’accaduto, l’eredità, hanno necessitato 20 anni di riflessione, prima di poter essere raccontati chiaramente e inequivocabilmente.

3: è PERSONALE

Né eroico, né retorico, è un racconto onesto di quanto vissuto. Né dogmatico, né assolutorio, abbraccia la fragilità, mentre rivela la forza. Di tutti gli ‘attori’ di quel teatro.

4: è NECESSARIO

Lo è ricordare, per chi c’era. Lo è comprendere, per chi non c’era. Ancor di più per chi, all’epoca non era ancora nato, e manca di una chiave fondamentale per interpretare il mondo in cui vive. Lo spettacolo è particolarmente consigliato a questi ultimi (dai 15 anni in su).

5: è EMOZIONANTE

“Crudo e delicato”, lo hanno definito. Non vi prendiamo a schiaffoni, con il nostro racconto, giacché la realtà è sufficientemente contundente. Vi accompagniamo con cura e ferma gentilezza, con ironia e limpida schiettezza. Traghettandovi dal prima al dopo.

+1: PANE E COMPANATICO

Lo spettacolo è alle 21, ma dalle 19 si mangia: CENA BELLAVITA. Porta quello che vorresti trovare, cucina il tuo piatto preferito e condividilo con tutti. Nell’accogliente e pieno di senso, spazio di Edera Squat

7 copie del LIBRO (“20 anni dopo – Una ballata del G8” di Lucio Villani, Red Star Press – Hellnation Libri) saranno disponibili per l’acquisto

APPUNTAMENTI di Maggio

Quando non mi si vede per un po’, in genere è perché sto prendendo la rincorsa.

Ecco tutti i modi in cui vi raggiungerò nelle prossime due settimane.

VENERDÌ 20, ore 16-18, e DOMENICA 22, ore 17-20: “BIBLIOMANTICA – Divinazioni letterarie su misura”, gioco letterario allo Stand Miraggi, Salone del Libro

SABATO 21, ore 21: “20 ANNI DOPO – Una ballata del G8”, Reading musicato con Lucio Villani, Teatro TIQU, Genova

GIOVEDÌ 26, ore 21, “20 ANNI DOPO – Una ballata del G8”, Reading musicato con Lucio Villani, Edera Squat (Torino)

DOMENICA 29, ore 15-19: “BIBLIOMANTICA – Divinazioni letterarie su misura”, spettacolo/gioco letterario  al Giardino Pellegrino/Balon (Torino)

Inoltre, tutti i martedì, dalle 8.15 alle 8.30: “COLAZIONE DA BRIDGE- Dubbi mattutini e conflitti letterari”. In diretta su Linkedin (Alessandra Colonna) e fb (Bridge Partners), e in differita sulla pagina fb Vis à Vis / Chiara Trevisan

Novità: Colazione con Bridge

Novità!

Da domani prende il via una nuova collaborazione fra La Lettrice Vis à Vis e Bridge Partners (società di consulenza per negoziazione e comunicazione).

Tutti i martedì, dalle 8.15 alle 8.30, iniziate la giornata con “COLAZIONE CON BRIDGE – Dubbi mattutini e conflitti letterari”.

In diretta, con Alessandra Colonna (CEO Bridge), in ogni puntata proveremo a sciogliere un dubbio o mescolare un conflitto, in una tazza di letteratura. Partiremo da un breve testo letterario, e lo correderemo di aneddoti, osservazioni e suggerimenti. Per salutarvi, vi lasceremo anche un piccolo biscotto per accompagnare la giornata.

Niente risposte, ma un sacco di modi diversi per assaggiare (e digerire) certe domande!

Fate colazione con noi!

Ci trovate qui:

Facebook: https://www.facebook.com/bridgepartners/ 

YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCkfMar8TFqc8BhnqZ9iVwww

LinkedIn: https://www.linkedin.com/in/alessandracolonnanegoziazione/

Auguri!

Bibliomantica 31/12/2021

31 DICEMBRE 2021, Piazza Castello (Torino)

Piazza piena di chi, invece di soffocare in casa, è uscito per festeggiare in mezzo a completi sconosciuti.
Una Bibliomante che regala vaticini letterari e rimedi miracolosi. Accompagnata da un Artista che la sprona, le guarda le spalle (e le salva lo zaino dal ladro di mezzanotte).
Qualche ora di grazia insensata, tra botti e stelline, sorseggiando whisky e luccicando.
Ho lasciato il 2021 accompagnata dalle migliori promesse, molti libri, felici incontri e una discreta fortuna.
E sono pronta, per (ri)cominciare!

Buon anno a tutti voi!

A Natale: regala un vis à vis

Un regalo agile, personale e su misura e unico nel suo genere.

30’ minuti di conversazione e letture scelte al momento, per donare sorpresa, punti di vista e prospettive a chi ami.

COME FUNZIONA

Un incontro virtuale, programmabile a piacere.

Si chiacchiera, ci si conosce, si esplora un catalogo di idee.

I frammenti letterari inframmezzano la conversazione e la arricchiscono, intrecciando le nostre parole a quelle scritte da altri.

Al termine, il viaggio continua con l’invio della bibliografia dedicata.

COME SI REGALA?

Invia una mail all’indirizzo: lalettricevisavis@gmail.com

Specifica nome, indirizzo e mail del destinatario, giorno in cui desideri venga inviato il “buono” telematico, ed eventuale messaggio di accompagnamento.

Il giorno prescelto, il destinatario riceverà una mail con il biglietto e le istruzioni per programmare l’incontro. Tu sarai in copia.

QUANTO COSTA?

L’incontro costa 25€, che possono essere pagati con bonifico o PayPal

IL “BUONO” HA UNA SCADENZA?

No. Tu lo regali, e chi lo riceve può scegliere in assoluta libertà quando incontrarmi.

Come si legge, a Torino?

Martedì 14 dicembre, ore 17 alla Biblioteca Italo Calvino (Torino), su invito del Forum del Libro sarò in ottima compagnia a parlare di lettura.

Con Il Menu della Poesia, Saulo Lucci, La Piola Libreria di Catia, Cecilia Cognini e Rocco Pinto, proveremo a raccontare come si legge indipendente a Torino.

Ognuno di noi ha perfezionato una strategia personale per portare la letteratura fuori dalla polvere, e vicino alle persone.

Venite a dirci cosa ne pensate, fateci domande, metteteci alla prova: per noi la lettura è una questione di relazione!

#nonrecensione: “Brutta – Storia di un corpo come tanti”

Giulia Blasi, “Brutta – Storia di un corpo come tanti” (Rizzoli)

La prima memoria di definizione altrui del mio corpo è abbastanza antica. Sono alle elementari, presumo alla fine dell’ultimo anno. Faccio girare un quadernino fra compagne e compagni, perché ognuno possa scrivere una dedica di ricordo. Qualcuno disegna, qualcuno scrive cose carine piene di fiorellini, qualcuno firma e basta, qualcuno lo ignora. Poi c’è S. Siamo amici, ci troviamo nelle reciproche case a giocare. C’è benevolenza, fra noi. A S. piace disegnare, ed è anche bravo. Quindi si impegna, sul mio quadernino. Disegna un volatile dalla faccia simpatica (lo vedo sfocato, nella memoria). E aggiunge una scritta (questa sì, indelebile, nonostante siano passate molte decadi): “Ti auguro che la tua storia sia come quella del Brutto Anatroccolo”. Ecco la prima volta in cui apertamente, chiaramente (e pure armato di buone intenzioni), un maschio non solo mi definisce nel presente (evidentemente: brutta), ma mi fa anche l’augurio per il mio futuro che ritiene più auspicabile: che diventi bella. Non ricordo come avessi reagito, al tempo. Ma aver conservato questa memoria così precisa e così a lungo, mi obbliga a considerarne la rilevanza.

Il mio amico ha stabilito un’unità di misura per il mio futuro, per il mio successo. Per il successo, in generale, di una femmina. Non ho dubbi: nemmeno con il più scorfano dei miei compagni ha avuto tale premura.

A far riemergere questo ricordo, e a mettermi nella posizione di ripensare al processo con cui ho costruito l’idea del mio corpo, è l’ultimo libro scritto da Giulia Blasi “Brutta – Storia di un corpo come tanti” (Rizzoli, 2021).

Pur nelle differenze, condivido molte cose con Giulia. L’età, gli anni ’80-’90 in cui siamo diventate grandi, un’infanzia e una giovinezza in cui il nostro corpo era oggetto di una certa considerazione (non di quella benevola che ci avrebbe permesso di pensare ad altro, però), il fastidio, per usare un eufemismo, con cui consideriamo alcune “attenzioni” . E anche la ‘faccia da stronza’ (alla disamina della quale è dedicato un capitolo illuminante quanto esilarante).

Leggendo il libro mi rendo conto di quanto poco tempo dedichi a cercare di capire perché io mi veda in un certo modo, o che importanza attribuisca al filtro dello sguardo dell’altro, o cosa stia proiettando su questo involucro dai caratteri effimeri. In pratica, quanto trascuri di riappropriarmi almeno della consapevolezza delle dinamiche che lo riguardano, se proprio non riesco a modificarle. Sta di fatto che “bella” non lo sento quasi mai come un complimento, e capire perché sarebbe un bel vantaggio.

Il libro di Giulia Blasi è importante, perché anche se a certe conclusioni ci sei già arrivata da sola, il più delle volte non hai dato loro la rilevanza che meritavano. E di questa trascuratezza non vedi gli effetti allo specchio, ma nel tuo sguardo rivolto ad esso.

L’erba tinta di Borgo Vecchio

“Chi osserva chi? Come ci si lascia attraversare dallo sguardo altrui? Come si legge la realtà, con quali occhi la si guarda? Domande che conducono infine alla questione ancora più centrale del ‘chi educa e chi è educato?’, insieme all’implicito interrogavo di come tradurre, come parlare dell’altro in una maniera che non ne devitalizzi la ricchezza dal punto di vista dell’incontro umano […] per dare protagonismo non soltanto ad un argomento o alla tematizzazione di un’esperienza empirica, ma piuttosto all’imprevedibilità dell’interazione umana”

Un approccio alla realtà che condivido profondamente.

Martina Riina ha scritto un libro in cui restituisce il racconto di dieci anni di lavoro a Borgo Vecchio, attraverso l’abile intreccio di pedagogia, antropologia e voce viva del ‘campo di gioco’.

Lei viene da Palermo, e vi porta a Palermo, ma anche fra le crepe che stanno sotto i vostri occhi.

Venerdì 29 ottobre, dalle ore 17, a Via Baltea (Torino)

Appuntamento vivamente consigliato a chi cerca il bandolo di quella matassa che è l’educazione sul campo.

Appuntamenti: Salone e altre sale

‘Maggiobre’ si presenta in tutto il suo confuso splendore, ricco di appuntamenti con la letteratura su misura. Ecco dove potete trovare La Lettrice Vis à Vis questa settimana.

Provate a prenderla!

Giovedì 14 ottobre, ore 21, Casa Fools (Torino)

20 anni dopo – Una ballata del G8“, di Lucio Villani

voce e letture: Chiara Trevisan

contrabbasso: Lucio Villani

“20 anni dopo, una ballata del G8” è il racconto in prima persona, in forma di filastrocca, di un cittadino pacifico e dei suoi amici attraverso una folle giornata di fuga dalla violenza pura. Il viaggio in treno, il corteo e poi il caos di quella che sembrava una normale manifestazione e che poi si è trasformata nel delirio di Genova 2001 culminato con l’irruzione della Polizia di Stato nella scuola Diaz. Lucio Villani sceglie i versi ottonari, come i cantori delle gesta degli eroi, per raccontare la sua esperienza e il pericolo scampato per un soffio durante il G8. Una ballata, corredata da 120 disegni in bianco e nero, per esorcizzare uno degli episodi più traumatizzanti e violenti della storia del nostro paese, mantenendo la memoria degli eventi vissuti.

Per info e prenotazioni: prenotazioni@casafools.it +39 392 340 6259

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA

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Venerdì 15 ottobre, ore 21, Biblioteca Multimediale “A. Loria” di Carpi

Consigli di lettura, chiacchiere e nuove forme di relazione generate dalle pagine selezionate su misura di lettrici e lettori.

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Sabato 16 e domenica 17, dalle 16 alle 19, Salone Internazionale del Libro di Torino, Stand Miraggi

Fedele come un miraggio, che il desiderio evoca con costanza, anche quest’anno torna il tavolino imbandito per letture su misura al Salone del Libro. Consigli, assaggi, ricerche e ottime letture dal meglio del catalogo Miraggi, per un ospite alla volta.

Volta la Carta: la buonanotte a modo mio

Comincia oggi la IV stagione di Volta la Carta, l’appuntamento settimanale in diretta facebook ( Vis à Vis – Chiara Trevisan) con chiacchiere e letture su misura del tempo che passa.

Ogni domenica sera, alle 21.30, vi propongo una svolta alla settimana che viene, scegliendo pagine come frammenti di un discorso fra me e voi. Per fare bei sogni e per prepararsi al risveglio del lunedì.

La nuova stagione inizia con una novità.
Il Romanzo a Puntate entra in programmazione, la domenica sera, intrecciando interi libri agli eventi della settimana.
Un capitolo a puntata, userò testi duttili e inaspettati per intrecciare le pagine di ieri alla vita di oggi.
Si comincia con una perla fuori catalogo… quale? Lo scoprite seguendo la diretta!

#bugiardiniletterari Miraggi da Leggere

Consigli di lettura estesi, per somministrarvi in una sintesi completa tutto quanto ho trovato in questa selezione di libri editi da Miraggi Edizioni.

Esplorate e provate a vedere cosa fa per voi. Poi ditemi cosa ne pensate.

Avete già letto qualcuno di questi libri? Vi hanno procurato ‘effetti collaterali’? Vorreste aggiungere qualcosa?

“IL LAGO” , Bianca Bellová (Jezero, trad.  Laura Angeloni, Miraggi, 2017)
“I PELLICANI” , Sergio la Chiusa (Miraggi Ed. 2020)
“KRAKATITE” , Karel Čapek (Krakatit, trad. Angela Alessandri, Miraggi, 2020)
“IL BAMBINO INTERMITTENTE”, Luca Ragagnin (Miraggi Ed. 2021)
“LA TEORIA DELLA STRANEZZA” , Pavla Horáková (Teorie podivnosti, trad.  Laura Angeloni, Miraggi, 2019)
“MONA” , Bianca Bellová (Mona, trad. Laura Angeloni , Miraggi, 2019)
“I TEDESCHI” , Jakuba Katalpa (Němci, Trad. Alessandro De Vito, Miraggi Ed. 2021)
“CON BATA NELLA GIUNGLA” , Markéta Pilátová (S Baťou v džungli, trad. Alessandro De Vito, Miraggi, 2018)
“GRAND HOTEL” , Jeroslav Rudiš (Grandhotel, trad.  Yvonne Raymann, Miraggi, 2019)

Palermo: Una Marina di Libri

Dunque dunque, appena il tempo di svuotare una valigia di libri e riempirne un’altra, e sono di nuovo in partenza.Amici siciliani, da domani a martedì mi trovate a PALERMO!!!Venite a salutarmi allo stand di Miraggi Edizioni, editore del cuore per il quale ho preparato mille e una sorpresa.Vi intratterrò con le mie letture si misura, vi condurrò nell’esplorazione del catalogo attraverso i miei bugiardini, vi riempirò di chiacchiere belle come le pagine dei libri che potrete accaparrarvi.Infine, perché non vi faccio mancare niente, mi vedrete anche in versione da palco/presentazione, con l’Autrice ceca Bianca Bellová, la sua traduttrice Laura Angeloni, e Angelo Di Liberto a condurre.Palermo è la mia città preferita, e non mi pare vero di essere riuscita a tornarci. Venite a salutarmi!

RITORNO A MANTOVA! Festivaletteratura 2021

Le Lettrice Vis à Vis è lieta di annunciare il più gradito dei ritorni.

Da mercoledì 8 a domenica 12 settembre, potrete incrociare il carretto di letture su misura, pieno di novità e autori del Festival, nelle piazze di Mantova.

In programma, come ‘fuori programma’, la troverete indicativamente in Piazza Sordello e Piazza Pallone, di giorno. Orari e postazioni precise saranno comunicati sulla Pagina Facebook Vis à Vis – Chiara Trevisan volta per volta, assecondando da onesta Artista di Strada le necessità che la strada vorrà suggerirle.

Festivaletteratura è l’unico posto al mondo in cui fare la coda diventa un’esperienza intrigante. Venite a farla davanti al mio salottino: vi promette meraviglia.

Festivaletteratura 2014

Nota: la performance, per un ospite alla volta, viene svolta in completo rispetto delle indicazioni Covid. Si invitano caldamente gli ospiti del salottino a collaborare per il regolare svolgimento dell’attività, evitando assembramenti.

#bugiardiniletterari: “Il bambino intermittente”, Luca Ragagnin

“IL BAMBINO INTERMITTENTE” , Luca Ragagnin (Miraggi Ed. 2021)

CONTENUTO

Molte persone, che sono una, che potresti essere tu. Il grande nel piccolo e viceversa. Una città invisibile. Musica per ogni passo. Sogni, miraggi, fantasticherie, incubi, domande e risorse. Istruzioni per montare una tenda e girare sulla ruota da criceti. Camere blu, camere a valvola, camerate e camerette. Tavoli, moltissimi tavoli. Amici, diversissimi amici. Una famiglia diffusa. Nomi per ogni occasione. Un gioco del mondo e uno spavento. Amore, parecchio.

AVVERTENZE

Se avete trascorso l’esistenza con la sensazione che vi credessero pazzi, che i vostri rituali di salvezza fossero anomalie, faticando a spiegarvi ‘glitch’ costanti di una normalità perturbante, non siete soli. Vi avevano detto che crescere sarebbe stato per sempre, una strada segnata, a senso unico. Sbagliavano loro.

INDICAZIONI

Per chi cerca nella letteratura, e trova se stesso. Per chi vuole un’avventura in cui specchiarsi. Per chi sa che ci deve essere un motivo per perdonare e perdonarsi. Per chi frequenta i margini incogniti e fluttuanti fra felicità e infelicità.

POSOLOGIA

Da leggere abbandonandosi, affezionandosi, fidandosi. E giocando.

CONTROINDICAZIONI

La lettura può causare dipendenza, e interferire con le normali attività quotidiane.

CAMPIONE GRATUITO

In video

Presente imperfetto

Sono (ero) un’Artista di Strada

“L’importante non è avere tutto in testa, ma sapere dove andare a trovarlo” (Juan Villoro)

Questa la citazione che leggevano i miei potenziali ospiti, scritta su una lavagna, quando mi incontravano sul loro cammino.

Sono (ero) un’Artista di Strada, e porto nello spazio pubblico l’opportunità di una relazione attraverso la letteratura. Un incontro uno-a-uno, in cui si intrecciano un gioco, una conversazione e una lettura su misura.

Come Lettrice Vis à Vis dal 2013 mi offrivo in strade, piazze, festival, fiere letterarie e case come mezzo di comunicazione fra le idee dei miei ospiti e le pagine letterarie che offrissero una prospettiva inaspettata e nutriente sulle questioni.

Lo spazio pubblico era il mio principale luogo di lavoro, per due ragioni: l’opportunità di farmi trovare da chi non mi stava cercando, e la possibilità di leggere il mondo, indagarlo, comprenderlo dal vivo, senza altro filtro che il mio punto di osservazione.

Chi mi incontrava entrava in uno spazio unico, protetto, governato dalla sospensione del giudizio e dal puro interesse reciproco. Ogni ospite esplorava un personale Catalogo di Idee (citazioni, frasi mie, parole chiave) e sceglieva gli elementi che più si accordavano con il personale sentire. Mi proponeva una macro questione che poi approfondiva attraverso commenti e suggestioni. Io ascoltavo, gran parte del mio lavoro è questo. Raccogliendo informazioni, costruendo connessioni e lasciando che nella mia mente tutto ciò si disponesse in un disegno coerente, per poi scegliere e leggere una fra le pagine dei moltissimi libri che portavo con me. Quella giusta. A volte si trattava di sostenere un’idea, altre di proporre una contraddizione, altre ancora di suggerire un’angolazione imprevista per poter continuare a lavorare sulla domanda. Con ogni persona accadeva qualcosa di diverso, giacché diversa è ogni persona.

Sono (ero) un’Artista di Strada anomala. Seduta nel mio salottino, interamente contenuto in un carretto attaccato alla bici, circondata di libri, sfidavo silenziosamente il pregiudizio che vuole la letteratura un’occupazione per pochi privilegiati. Per coloro che hanno tempo, hanno istruzione, hanno allenamento. Le brevi pagine, i frammenti, selezionati in una libreria assolutamente contemporanea ed eterogenea , con me diventavano qualcosa di personale. Di strettamente legato al vissuto e all’emozione del mio ospite. Di accessibile, a tutti, perché vincolato unicamente alla relazione. Il luogo in cui trovare ciò che non necessariamente bisogna avere già nella propria testa.

Sono un’Artista di Strada.

O meglio, ero un’Artista di Strada.

Sono costretta a usare l’imperfetto (spero non il passato remoto). Adesso il mio orizzonte si è fatto piccolo piccolo. Lo spazio in cui posso affacciarmi è solo quello digitale. Quasi sempre una comunicazione tronca, un’emissione senza relazione. Un assenza di quel vincolo imprescindibile che è la condivisione di uno stesso spazio e tempo.

Lo spettacolo dal vivo, fra vivi, è proibito. Non c’è protocollo di sicurezza che tenga, pare. E, dopo un anno, sembra non vi sia quasi più la necessità di parlarne.

La piazza è vuota, le strade sono restituite esclusivamente allo shopping, l’unico spettacolo consentito è la messa (ma non in scena).

Non mi potete più incontrare, se non cercandomi nel privato di una skype. Non potete più inciampare in me, o in nessuno degli altri Artisti che si sono messi fino a ieri sul vostro cammino. Non potete assaggiare una possibilità inaspettata, diversa da quelle che avevate programmato.

E io non posso più leggere. Per voi, ovvio. Ma anche leggere voi, e il mondo che mi circonda.

Anche per me, che ho sempre dato maggior valore alle domande che alle risposte, è inaccettabile che siano rimaste solo quelle.

Ve ne siete accorti? Vi manca?

(Articolo pubblicato su Libreriamo.it, Febbraio 2021)

#nonrecensioni: I Pellicani, Sergio La Chiusa (Miraggi)

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“I PELLICANI” , Sergio la Chiusa (Miraggi Edizioni, 2020)
CONTENUTO
Un uomo cammina tantissimo, frenetico e rocambolesco, fra memorie, deliri psicotici, e proiezioni fantasmagoriche, inciampando nelle macerie di un appartamento e di un’esistenza.
AVVERTENZE
Sembra di salire su una bicicletta, lanciata a folle velocità su un percorso sconosciuto. Le prime pedalate lasciano senza fiato, ma in un attimo si prende il ritmo e ci si immerge nel piacere delle folate di aria in faccia.
Il paesaggio è nitido, grazie a un uso della lingua magistrale e ipnotico.
Il divertimento assoluto, così come l’intuizione di una realtà verosimile, al di là di ogni apparenza.
INDICAZIONI
Per chi ha bisogno di muoversi, sperimentare, abbandonarsi e riprendere il controllo, con la certezza della sua inutilità.
POSOLOGIA
Da leggere tutto in un fiato, e lasciare agire con stupore
ESTRATTO
“… era chiaro che non potevo sistemarmi da nessuna parte, sistemarsi era sommamente pericoloso, si correva il rischio di trovarsi ad accudire qualcuno, oppure, se non c’era nessuno da accudire nei dintorni, coricarsi, cadere nella trappola del letto e assumere senza pensarci la posizione dell’accidioso, entrare nel suo comodo stampo, che era poi come stendersi in una cassa da morto perché l’accidia, l’inoperosità, l’indolenza erano tutti strumenti di resistenza, d’accordo, ma se non si governavano a dovere alla lunga si tramutavano in attività letali… Circolare! Circolare! Questo era importante!”

Art is work. Is Art work? – Cap.3: le relazioni

Il lavoro artistico si basa sulla relazione. Qualunque lavoro artistico, anche il più solipsistico. Può essere la relazione con il pubblico, con uno spazio, con un momento storico, con un oggetto, un’idea, una memoria,… Non la mera osservazione, o la registrazione dello stato delle cose. Ma uno scambio dialettico che suggerisce una proiezione nel futuro, una creazione. Ascolto e restituzione, in sintesi. Anche l’Artista più schivo e isolato, l’eremita nascosto nella sua stanza o in un grotta, in qualche modo lavora sul principio di questo scambio. Che dire, quindi, di chi per arte, e per lavoro, si esibisce dal vivo? Come fa a produrre una risposta, se gli è negata la relazione, e dunque preclusa la possibilità di capire la domanda? L’Arte si manifesta spesso come un’illuminazione, sono d’accordo, ma la luce serve a vedere qualcosa. Non ha altra funzione, se non in relazione a… Troppo teorico? Non basta a convincervi che anche la relazione sia un lavoro (che, in questo Paese, si riduce a “economia”)?Allora vi ricordo che, banalmente, ogni relazione, ogni connessione, nutre l’economia. Il post su fb, la navigazione on line, le mail, le telefonate, gli spostamenti per gli incontri, le residenze, una semplice chiacchiera al caffè… nutrono, arricchiscono, moltiplicano benessere in un panorama sconfinato. Se l’Artista è ridotto al silenzio, e reso sordo dall’isolamento, se gli si impedisce di fare il proprio mestiere, non è solo a lui, che si toglie lavoro.

Art is work. Is Art work? Cap.2 – Gli strumenti

Quando parlo di Arte come lavoro, comprendo nel primo termine anche aspetti e funzioni che apparentemente sarebbero pertinenti ad altri campi. Chi fa questo mestiere lo sa, ma magari sfugge agli altri.

Ci sono la ricerca e la creazione, diciamo le basi, che derivano necessariamente dall’istruzione (più o meno istituzionale) e dalla formazione. Per un formato, c’è sempre un formatore. Anche l’auto-didatta si rivolge  al mondo (delle cose, se non a quello delle persone) e sperimenta, prova, sbaglia, corregge, prima di arrivare alla creazione vera e propria. Utilizza risorse, e incrementa l’economia, attraverso il suo studio.

Proseguendo, affinché alla creazione segua la realizzazione dell’opera d’arte, e magari la sua diffusione, intervengono altre competenze che, per estensione, diventano artistiche.

Competenze sociologiche, psicologiche, economiche, giuridiche, organizzative, distributive. Così come studio dei materiali, tecnica, fisica. Competenze manuali, o digitali. E via dicendo.

Anche un pittore eremita che produce capolavori per il suo unico piacere, avrà bisogno di un supporto o dei materiali per realizzarlo. Fossero anche solo il legno, la tela e i colori, come minimo dovrebbe essere un botanico e agricoltore per procurarseli. Provate a fare il gioco a ritroso delle necessità, partendo dalla vostra opera d’arte (anche performativa) preferita, e arrivando alle origini. Questo banale esempio per dire che difficilmente tutte le competenze sono appannaggio di una singola persona, l’Artista.

L’Arte è un lavoro per tanti, non solo per gli artisti. È un lavoro anche per studiosi, comunicatori, organizzatori, tecnici, costruttori, giuristi, amministratori, e perfino trasportatori.

Perché dalla creazione si arrivi al creato, la filiera comprenderà molte altre figure che si inseriranno nel processo. E il loro è un lavoro artistico a tutti gli effetti. Senza di loro, l’Arte non c’è.

Ognuno dei soggetti produce reddito, consuma, movimenta un’economia in senso a volte lato a volte stretto. Tutti sono collegati, interdipendenti, necessari.

Per concludere: della recente manifestazione di bauli in piazza a Milano, mi ha colpito la scelta della dimensione dei bauli. Sufficiente a contenere una persona.

Evidentemente abbastanza grande da contenere la vita di più di una persona.

In vita, possibilmente.

Bunker Diary: Piccolo kit di sopravvivenza all’Apocalisse Moderna

SPETTACOLO – Giovedì 15 Ottobre 2020, ore 21, Luna’s Torta

All’alba di un nuovo conflitto, armiamoci e combattiamo!
Facciamo scorte di letteratura, pensierini, punti di vista (e lievito!) per affrontare con slancio l’avvincente Apocalisse perenne che ci investe.
Con ironia, lucidità e la giusta dose di follia che solo La Lettrice può garantirvi, partecipate a una vera e propria serata di brainstorming collettivo.
Appronteremo insieme un diario di sopravvivenza e una cassetta degli attrezzi che ci permetterà di sconfiggere l’inverno del nostro scontento!

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MODALITA’ DI ACCESSO ALLO SPETTACOLO
Gli spettacoli durano 45 minuti e cominciano alle 21:30. Si potrà accedere solo su prenotazione e si potrà assistere allo spettacolo solo seduti al tavolo. Potremo ospitare dai 14 ai 25 spettatori al massimo (dipende se conviventi, congiunti o meno) per consentirci di garantire le distanze interpersonali di sicurezza.
CHIEDIAMO AGLI SPETTATORI DI ARRIVARE MEZZ’ORA PRIMA DELL’INIZIO DELL’EVENTO (E QUINDI ALLE 21) E DI AVVISARCI TEMPESTIVAMENTE IN CASO DI DISDETTA: i posti disponibili sono pochi e saranno così riassegnati.
L’ingresso all’interno del locale non sarà consentito durante lo svolgimento degli spettacoli a chi non ha prenotato.
Come al solito gli spettacoli sono “a cappello”, ma questa volta viene richiesta una donazione minima di 5 euro (vabbeh, è la formula up to you, ma non ci piaceva inglesizzarci).
DURANTE GLI SPETTACOLI SI AVRA’ LA POSSIBILITA’ DI FARE APERITIVO
INFO E PRENOTAZIONI allo 0116690577, tramite info@lunastorta.eu o sul messenger di Facebook

Art is work / Is Art work?- cap.1

“Art is work”. In questi giorni, i profili di molti utenti facebook esibiscono questa bandiera. Non serve che sovrapponga questa frase al mio viso, ne parlo già sempre in questi termini, e voi lo sapete. Piuttosto, magari è utile raccontare meglio cosa si intenda per lavoro, parlando di arte. Provo a farlo per capitoli, nei prossimi giorni, a beneficio di chi si chiede “Is Art work?”. Chiamiamola formazione a distanza. Cap.1: il lusso Capita che qualcuno presuma che io sia ricca di famiglia, abbia una rendita, mi possa concedere il lusso di chiamare lavoro quello che mi piace (e so) fare, a prescindere dal fatto che mi dia o meno da vivere. Basta una frase di mio padre, a sgombrare il campo da ogni equivoco: “Sono sempre stupito dalla tua capacità di privarti delle cose”. È vero. Ho fatto della privazione, dell’arrangio, un’arte. A parte qualche occasionale stravaganza alimentare, e una non altrettanto occasionale compulsione libresca, non ho problemi a fare a meno di quasi tutto ciò che gli altri considerano indispensabile. L’unico lusso reale e necessario che sono obbligata a concedermi è il tempo. Perché il lavoro artistico di creazione lo impone. Spesso un tempo lento, apparentemente morto. Un vuoto in cui si agita un brodo primordiale, la cui evoluzione non posso affrettare a mio piacimento. È un tempo conteso a mille aspetti pragmatici del lavoro stesso (amministrazione, promozione, diffusione, burocrazia, costruzione, movimento), alle scadenze dei lavori stessi, alle incombenze della vita quotidiana, alla famiglia. È un tempo conteso al cattivo umore, all’emicrania, ai dubbi, ai malanni. È un tempo anche conteso agli svaghi, alle amicizie, agli amori. Per essere un tempo morto, è piuttosto impegnato, dunque. Ora direte: non si può quasi lavorare nell’arte, quindi hai tempo in abbondanza? No, perché quello della creazione è un tempo che se normalmente non è remunerato, adesso è completamente in perdita. E quindi si trasforma in tempo dedicato a trovare un modo di mettere insieme il pranzo con la cena, ad arrangiarsi, a spremere limoni rinsecchiti nel frigo. A far fronte a quella perdita. Che è un po’ più, e un po’ diverso dall’arrendersi a campare come fanno quasi tutti gli altri. Non considerare l’arte un lavoro, in sintesi, significa privare me del tempo per produrre qualcosa che prima non c’era, e voi dell’opportunità di godere di qualcosa di cui non sapevate di avere bisogno. Queste sì, due necessità travestite da lussi.