#nonrecensioni: letture estive ‘al caso’

Letture al caso.
Partita all’improvviso per due settimane di eremitaggio, non ho compilato una selezione dei libri da mettere in valigia. Il Kindle con l’ammonticchiarsi dei “da leggere”, la piccola biblioteca trovata nella casa pugliese, qualche consiglio raccolto in altre bacheche.
Il risultato è un guazzabuglio di letture intense e leggere, serie e cialtronesche, avvincenti e noiosette, senza capo né coda. Che però, nell’insieme (più o meno un libro al giorno) fanno il loro sporco lavoro di trasportarmi ovunque senza muovermi dal posto.
Campagne lucane, città, borghi britannici, altri pianeti e mondi fantastici. Kosovo, Pakistan, Kashmir, Nicaragua. Parigi, Londra, New York, Edimburgo, Sparta e Troia. Corti e mercati, famiglie e molte, moltissime figure femminili.
Un bel giro nello spazio e nel tempo. Libri notevoli e minchiate, casualmente miscelate: l’ordine è più o mneo quello di gradimento, i miei commenti li trovate accanto alle copertine, e capirete da soli cosa faccia per voi e cosa è meglio evitare. A me, come sempre, hanno in qualche modo salvato la vita.


I reietti dell’altro pianeta”, Ursula K. Le Guin (Mondadori)
La possibilità dell’anarchia. Dopo anni in cerca di una definizione esaustiva, o un esempio illuminante, finalmente (e, aggiungo, tardivamente) vengo premiata da questo libro magnifico. Il più importante letto quest’estate, senza ombra di dubbio. Un #passolungo, perché se è vero che si seguono con scioltezza le vicende di Shevek, fisico geniale, solitario e oppresso dai muri, in movimento fra i pianeti gemelli Anarres e Urras, è anche vero che le pagine aprono a innumerevoli riflessioni e necessitano di lunga digestione.
Un’utopia, quella della diaspora di una piccola comunità, che lascia il florido e liberista Urras per realizzare una società anarchico-collettivista sul desertico Anarres. Un’idea trasformata in concetti semplici: prendere solo ciò di cui si ha bisogno, lasciare l’eccedenza, condividere risorse e lavoro. Abolire il concetto di “mio” (perfino riferendosi ai propri genitori) per la sua inefficacia conclamata. Affidare il coordinamento non a un Governo, ma a semplici apparati tecnici e logistici. Un’utopia non priva di ombre, poiché il concetto di “potere” si rivela pur sempre ineliminabile, e alimenta un apparato burocratico da far impallidire il nostro. Ma un’utopia da cui se si fugge, se si parte, è comunque per tornare. Perché l’alternativa consuma, ingabbia, costringe in logiche che promettono di eliminare il dolore, e mantengono di riservarlo solo agli altri.
L’obiezione rivolta da chi si aggrappa alla parola utopia e rinuncia nutrirne la realtà, è che l’anarchia sia applicabile solo in piccole e isolate comunità. Per la prima volta, grazie a questo romanzo non poi così fantascientifico, ho l’impressione che la riduzione sia di comodo, non di sostanza. E, chiuso il libro, continuo a pensare. Il testo è del 1974, la lettura dovrebbe essere di sempre.
Quindi, da leggere se volete pensare.


Il libro dell’acqua e di altri specchi”, Nadeem Aslam (Add Ed.)
Struggente e poetico, crudo e veritiero, questo viaggio nel Pakistan intollerante e avviato all’estremismo è il testo più commovente capitatomi quest’estate. Un racconto di maschere indossate, di amori architettati, piantati e nutriti, prima di essere falcidiati. Di fughe impossibili e di coscienze che urlano. Di intolleranza e comunanza.
Una lingua chiara ed evocativa conduce fra sassi e polvere, alberi resilienti e palazzi appesi al soffitto, testi sacri e profani ricuciti con filo d’oro e ritratti sovrapposti come lo sono le anime. Un incanto doloroso, in cui ci si abbandona e a cui si è strappati a forza.
Da leggere per amore.


La straniera”, Claudia Dursatanti (La Nave di Teseo)
Dove la biografia può essere indulgente con il suo soggetto, illuminare gli eventi da una direzione precisa, a volte perfino lasciare intuire un “lieto fine” (per pretestuoso che sia), il romanzo auto-biografico non concede, viceversa, scappatoie. Parlare di sé è acuminato strumento di auto-analisi, scavo, perlustrazione di territori dalla superficie visibile, cartografabile, ma dalle profondità ignote e indistinte. Un esercizio di franchezza e sospensione del giudizio imperativi. Questo trovate nel libro di Claudia Dursatanti, che compila il suo “direfarebaciareletteratestamento” muovendosi nelle geografie spazio-temporali degli intrecci familiari, animata da feroci domande su sé. Figlia di genitori sordi e instabili, subisce e poi affronta l’ambiguità di una condizione fisica che esprime disabilità secondarie rispetto a quella psichica, e che modifica lo stare al mondo di chi le si avvicina.
Un #passolungo che non offre risposte, ma suggerisce una diversa prospettiva per affrontare la domanda.
Da leggere per guardarsi.


Il libro del Sole”, Matteo Trevisani (Atlantide Ed.)
Un #passolungo, un libro breve, ma da leggere con molta calma, per garantirsi la scoperta delle molte suggestioni che la premessa della ricerca di un amante perduto nasconde.
Come nel “Libro dei Fulmini” (sorprendente avventura semi-onirica nel mondo dei miti e dei riti romani, pubblicato lo scorso anno), anche qui ci si inoltra in un territorio confuso, fra la realtà scientifica e quella alchemica.
Un incendio, una tempesta solare, e il buio che segue, aprono allo sguardo un città e un cielo che l’abbaglio della luce nascondevano. Una donna insegue l’uomo amato e perduto, smarrita a sua volta in una ricerca tanto necessaria quanto estenuante. Un città, Roma, nasconde un’altra città sotto gli occhi di tutti, fatta di pietre che parlano non appena la luce tace.
Da leggere se ci si interroga sulla necessità di ritrovarsi


Piccola guerra perfetta”, Elvira Dones (Einaudi)
L’assedio di Pristina e la guerra del Kosovo attraverso tre donne chiuse in una casa, tra bombardamenti Nato, rastrellamenti serbi, fantasmi. Un piccolo romanzo di enorme densità, ferocia e tenerezza. Un #passolungo, per darsi il tempo di assorbire le atrocità, per tornare indietro con la memoria a una guerra combattuta sotto gli occhi di un’ Europa paradossalmente attonita e per lo più indifferente. Era il 1999, il conflitto in Kosovo seguiva di poco quello Bosniaco, e io ricordo che non ci capivo niente. La Jugoslavia era ancora, per me, la meta di vacanze infantili anarchiche e vagabonde con i miei genitori. Stentavo, allora, a comprendere l’idea di pulizia etnica, di vicini di casa diventati improvvisamente nemici, di città e paesi rasi sistematicamente al suolo, a volte dai loro stessi abitanti. Il romanzo di Elvira Dones è prezioso per capire che la stessa incredulità era compagna quotidiana delle vittime di quel conflitto. Le voci sono quelle delle donne, che, come spesso ricordato nel romanzo, nella società balcanica sono depositarie della cura, della protezione, dell’integrità dei nuclei. E in quel momento videro dilaniarsi al tempo stesso famiglie, relazioni, corpi, senza poter fare altro che assistere e assistersi a vicenda.
Un #passolungo, per recuperare la memoria, arrendersi all’evidenza del paradosso (la vicinanza/distanza che qui, a poche centinaia di chilometri, sperimentammo), la com-passione.
Da leggere. Punto.


Elena di Sparta”, Loreta Minutilli (Baldini e Castoldi)
Per la prima volta, si ode la voce della donna miticamente condannata per la sua bellezza. Il suo punto di vista, la pena auto-generata dall’educazione ricevuta. L’impeto a ribellarsi, quando comprende che la propria bellezza, senza consapevolezza, è un strumento in mano ad altri. Il desiderio inespresso e mai ascoltato che qualcuno le dica: “raccontami”. La parola negata dalla maschilista società spartana, ma ancor più ignorata dall’apparentemente progressista Troia. Gli uomini abusanti e le donne che avvallano quell’idea di proprietà che ne nega l’identità.
Un breve romanzo ipotetico, che restituisce fragilità, ostinazione e dignità a una figura femminile che, per lo più, conosciamo impropriamente solo da voce maschile.
Da leggere se si vuole ascoltare.


Le febbri della memoria”, Gioconda Belli (Feltrinelli)
Un barattolo di biscotti trovato dall’ingegnere incaricato di demolire la casa di famiglia, contiene i quattrocento fogli di carta da pacchi fittamente vergata dal Duca Charles Théobald Choiseul de Praslin, avo della scrittrice Gioconda Belli.
Un lavoro di ricostruzione storica e familiare lo traducono in questo romanzo biografico avvincente. Il Duca, scappato all’accusa di uxoricidio e alla ghigliottina nel 1847, inseguito dai servizi segreti e dalla propria coscienza, raggiunge l’Isola di Wight, poi Londra, Liverpool, l’imbarco per New York, il viaggio avventuroso con il Commodoro Vanderbilt attraverso Panama, e l’inaspettato Nicaragua che lo accoglie e redime. Si tratta di un uomo tormentato dagli eventi, che provvede a tormentarsi ulteriormente da sé. Tuttavia, nonostante il peso che porta, non esita a cogliere tutte le opportunità che la fortuna e i suoi rovesci hanno in serbo per lui. I rovelli di un nobile agiato che si confronta con la cruda realtà del mondo, e in qualche modo vi si adegua, sono di ottimo stimolo per trasformare le avversità in opportunità.
Da leggere se si ha paura del passato, del presente, del futuro.


Palafox”, Eric Chevillard (Del Vecchio)
Palafox nasce da un uovo, e scatena il vecchio gioco con la gallina. Palafox è indescrivibile e descritto da ciascuno secondo il proprio sguardo. Palafox è immenso e micronico, volatile e terrestre, anfibio e anaerobico. Ha piume, scaglie, peli, pelle, aculei, artigli, pinne, zampe e zanne. Puoi nasconderlo nel taschino, può abbattere il ramo sui cui posa. Palafox è quello che vedi, ma al tuo sguardo fugge, scavando un varco nella rete. Palafox è un’ossessione e un bisogno, e puoi perdere il senno a sentire raccontare di lui.
Un #passocorto esilarante, rocambolesco e geniale.
Da leggere per perdere la bussola.


Le maledizioni”, Claudia Piñeiro (Feltrinelli)
Come tutti i libri della Piñeiro, anche questo utilizza il pretesto di un mistero (in questo caso, l’inspiegabile fuga del braccio destro del leader di un nuovo movimento politico) per indagare la realtà sociale e politica argentina. Uno sguardo, a tratti assai perspicace, sulla politica in generale, sulle spinte che manifesta, sul concetto di “interesse”. E sul compromesso, che pur se abilmente manipolato, non necessariamente debba essere una strada senza uscita.
La scrittura è fluida, i temi attuali (anche in questo emisfero), la vicenda si snoda in scioltezza.
Da leggere se si vogliono guardare le cose più da vicino.


Un uomo al timone“, Nina Stibbe (Bompiani)
Un divorzio è la fine di una famiglia? Senza un uomo al timone, si perde il saluto dei vicini, la gaiezza di una madre, la rispettabilità di una famiglia? Pare di sì, alle piccole protagoniste di questo romanzo lieve e ironico, alle quali non resta da fare altro che compilare una lista di possibili sostituti del padre, e procedere alla selezione. Segue carrellata di uomini più o meno meschini e ignobili, di cui la madre depressa e grafomane cade vittima consenziente. L’unico degno di ricoprire effettivamente la carica di “uomo al timone” arriverà, più che giustamente, quando la donna si sarà risollevata da sola, avrà ripreso in mano le redini (il timone) della sua vita, avrà ripristinato con determinazione l’autonomia necessaria a decidere che se un uomo deve esserci, deve essere per desiderio e non per bisogno.
Il romanzo è leggero, scorrevole, a volte un po’ troppo ridondante. Si lascia leggere sul bagnasciuga senza troppe riflessioni, e con qualche sorriso. Il pregio indubitabile è quello di restituire perfettamente idiosincrasie, manie, abitudini e stravaganze degli inglesi.
Da leggere nel tempo libero.


La Luna che uccide”, N.K.Jemisin (Fanucci Editore)
Ci vuole pazienza.
Sono una lettrice abituata alla forma fantasy, ma ho impiegato oltre il 30% del libro per orientarmi nel mondo estremamente frammentario della Jemisin. Il paesaggio e i personaggi che vi si muovono prendono forma lentamente, fino a una specie di “clic” che rende l’insieme pienamente visibile. Dopo l’inziale difficoltà, comunque, la lettura concede uno sguardo interessante sul conflitto fra buona fede ed errore. Ambiguità, devastazione esistenziale, volontà di resistere a mostri che si affacciano dall’interno di sé (mentre si credeva di impegnarsi nella lotta con l’esterno) sono gli ingredienti di questa avventura. Un mondo in cui i sogni sono la liberazione, e i loro Raccoglitori dispensatori apparenti di pace (attraverso la morte, però), mette chiaramente in discussione il concetto di rettitudine formale e sostanziale.
Un #passocorto, dunque, forse impegnativo per le ragioni sbagliate (deludente, rispetto alla precedente “La quinta stagione”, della stessa autrice), ma la cui lettura non è infine priva di senso, e a tratti avvincente.
Da leggere con pazienza.


Pratiche applicazioni di un dilemma filosofico”, Alexander McCall Smith (Guanda)
Come bere una bibita frizzante. Il palato si addormenta per il pizzicorio, la sete non si placa e gli zuccheri ingannano il metabolismo. Un vero libro inutile.
Ben lontana dalla sagacia e dall’ironia di Precious Ramotswe e la sua Ladies’ Detective Agency in Botswana, Isabel Dalhousie, filosofa e detective per caso a Edimburgo, è scialba, superficiale, impicciona e fragile in un modo tanto banale quanto poco costruttivo. Il mistero/pretesto della vicenda è minuscolo e inutile. Il contorno insulso. E perfino la suggestiva Edimburgo ne esce maltrattata, ridotta a elenco pretestuoso di luoghi. Quanto alla filosofia… lasciamo perdere. Messa a caso come la riflessione sotto il casco del parrucchiere.
Da leggere… no, lasciate perdere, non mi viene in mente una buona ragione.

#nonrecensioni: passolungo e passocorto

Rubrica libresca estiva.
Prendo a prestito due definizioni automobilistiche (io che l’auto nemmeno ce l’ho) per segnalare i libri in lettura quest’estate.
#PASSOLUNGO: “Maggiore stabilità, in condizioni di curve effettuate alle alte velocità, così come alle accelerazioni e frenate violente, si avrà uno scomponimento minore del mezzo, evitando eventuali ribaltamenti o sbandate. Maggiore abitabilità, con un passo maggiore si ha un maggiore spazio per i passeggeri o la possibilità di avere un numero maggiore di passeggeri”.
Questi saranno i libri di maggiore respiro, necessità, mole ed età. Classici e non, le cui pagine inducano a riflessione e lentezza, che contengano molteplici punti di vista e suggeriscano una lettura ponderata, non frenetica.
#PASSOCORTO: “Maggiore agilità/maneggevolezza, la vettura è più facile da gestire e veloce nei cambi di direzione. Maggiore trasferimento di peso, la forza delle masse del mezzo si trasferiranno più facilmente e in modo più marcato”.
Imprevedibili, fantastici, inusuali per stile e contenuti. A volte leggeri, altre volte di potenza esplosiva. Sperabilmente, libri che si leggono in un fiato e con slancio verso i prossimi.

Il primo che vi propongo è un #passolungo: “I mandarini”, di Simone de Beauvoir (Gallimard 1955, Einaudi 1993 nella traduzione di Franco Lucentini). Sono solo alla centesima pagina, ma procedo con calma e sicurezza. La comunità di intellettuali francesi nel periodo post-bellico si interroga sulla propria esistenza, necessità, sopravvivenza, al di là dell’urgenza. Quale posto occupare? A quale attività dedicarsi? A che bisogno rispondere? Domande accantonate per dovere di resistenza, che si ripropongo in tempo di pace come imperativi di esistenza. Il testo è accogliente, ma di una densità inusitata. La voce dei diversi protagonisti compone un prisma di interrogativi e possibilità, che la luce del mio sguardo sulle pagine moltiplica ulteriormente. In tempi aspri e violenti come i nostri, mi sembra, fin dalle premesse, un testo in grado di consolidare la struttura e alimentare la speranza, per chi si interroga sul proprio stare al mondo come azione politica.
Appassionante, non tollera una lettura distratta e ben si accompagna con una matita.

LA MIA CITTÀ INVISIBILE – Un giro turistico non convenzionale

Nuova proposta per la stagione 2019-2020: mini tour alla scoperta di cosa si nasconda sotto gli occhi.
Una passeggiata nel Centro di Torino, tra memorie, evocazioni e pagine letterarie con qualche grado di separazione.

Per conoscere la Città sotto un altro punto di vista, quando le strade si svuotano e le pietre parlano: poche informazioni storiche circostanziali, il grande brulicare di vita che non ti aspetti, molta letteratura e nutrita aneddotica. Per capire cosa intendo, rileggetevi la descrizione di Zaira, una delle Città Invisibili di Calvino.

Informazioni minime:
4km circa dal Centro città al fiume Po
3h a piedi o 2h in bici (più eventuali soste di ristoro)
16 stazionamenti con letture dedicate
possibilità di personalizzare minimamente l’itinerario 

Se volete venire a visitare Torino con me, o se ci vivete, vi piace l’idea di intrecciare le vostre memorie con le mie e di ascoltare un commento letterario non didascalico dei luoghi di passaggio, contattatemi via mail (lalettricevisavis@gmail.com) per ulteriori informazioni e costi

 

Si espatria!

Venerdì 19, sabato 20 e domenica 21, il salottino della Lettrice Vis à Vis è allestito nell’area del Parco Ciani, a Lugano, per il Lugano Buskers Festival

Tre giorni in cui le mie parole e le pagine degli autori prescelti si mischieranno con musicisti sfrenati e performers imprevedibili.

I dettegli del programma e le postazioni li scoprite sul sito e sulla pagina fb del Festival. La pagina giusta per voi, invece, vi aspetta accanto alla mia bicicletta. Con me!

Dei bisogni

Del bisogno di non dire

Scrivere a macchina è l’equivalente, per un destrorso, del disegnare con la mano sinistra.
Sulla carta compaiono parole e idee che provengono da un altro luogo della mia mente, sul quale non ho controllo. Il ritmico battere sui tasti ipnotizza. Il segno sulla carta confonde e si confonde. E rivela.
L’occasione fa l’uomo ladro, la donna: artista. Ho acquistato per ispirazione una vecchia Lettera32, e fin dalle prime battute è stato chiaro che mi porterà in luoghi che non conosco.
No, non abdicherò al privilegio di essere una delle poche italiane a potersi vantare di non scrivere, ma leggere. Tuttavia sento che “Fenice”, così l’ho battezzata, farà rinascere me e i miei pensieri in nuova forma abbagliante. Per battezzarla, ho scelto una frase da “L’enfant de la haute mer”, di Jules Supervielle: “Être plus joyeux que sage”

Del bisogno di non sentire

Ognuno legge (o non legge) per motivi suoi, che a volte è anche deleterio declinare.
Però mi sento di condividere come leggere mi abbia più volte salvato la vita. Qualcosa di simile al volume che interrompe la traiettoria del proiettile diretto al cuore.
La possibilità di chiudere fuori tutto il mondo quando è schifo. Di silenziare non solo il telefono, ma anche certi pensieri. Di far passare, senza accorgermi, le ore maledette che separano il destarsi dal coricarsi. Di poter stare sola senza sentirmi sola. Leggere mi concede tutto questo.
Il momento è duro, particolarmente, e a mali estremi, estremi rimedi.
Oggi confido nelle 880 pagine di Underworld di Don Delillo, per la salvezza.

ps: l’ho comprato alla Libreria Ca’libro, scegliendolo da una delle mensole del torneo “Occupa la tua mensola”. 10 sfidanti che suggeriscono ai lettori 5 libri ciascuno. Al termine di ogni girone, passano quelli che hanno venduto di più. Partecipano affezionati della Libreria, appassionati della lettura e amici. E le mensole sono piene di loro. Anche di me: ne ho una porzioncina. Andate, scegliete, comprate, leggete e… salvatevi con me.

Buon Compleanno, Lettrice Vis à Vis!

Buon Compleanno, Lettrice Vis à Vis!
Sei anni esatti dal sabato mattina in cui, preso il coraggi a due mani, il carretto attaccato ai pedali, la figlia al seguito, un collega (e un amore, ma questo lo ignoravo) ad accogliermi, sono andata per la prima volta in totale libertà, in Piazza Carignano.
Due anni di creazione e qualche apparizione “protetta” in festival, per arrivare al quella mattina. E, da allora, chilometri di selciato, di pagine… e di voi.

Festeggio condividendo questa immagine perfetta per il momento.
Stefano Casiraghi e Niccolò Rastrelli, durante la Festa del Racconto di Carpi, hanno proposto #nonsoloselfie: ritratti all’aperto con la sedia del festival.
Al loro obbiettivo ho riservato l’ultimo momento dell’ultimo giorno, e la versione rilassata e satolla della Lettrice, che pochi di voi conoscono.
Sciolto l’intreccio di capelli del lavoro, tolte le scarpe, appeso il cappello. Ancora con un libro in mano, ma seduta come mi piaceva fare sulla poltrona del mio babbo, nell’infanzia. Felice.

Ecco, sei anni di felicità. A momenti, come è giusto che sia, ma ben goduta, come è un privilegio che so.

A voi dico: grazie!
Da sola non sarei arrivata fin qui.

(ps: mi perdonerete, ma non sarò in piazza a festeggiare, questo fine settimana. Volta la Carta, però, domani sì. Un po’ prima del solito: alle 21)

Festa del Racconto di Carpi: arrivo!

Un carretto su misura di racconto, e declinato nei temi di memoria, storia e futuro.
Questo potete aspettarvi se vi accomodate nel mio salottino Vis à Vis.
Sabato 1 e domenica 2 giugno, orario 10-13 e 16-18.30 nel Cortile di Levante (Sala riviste Biblioteca Loria, se piove).

Vi aspetto!

Da una presentazione a una conversazione: Georgi Gospodinov SalTo19 Off


Ieri sera, alla Libreria Pantaleon, sono successe delle cose belle.
Complici un padrone di casa entusiasta e un pubblico nutrito e più che benevolente, la presentazione di “e tutto divenne Luna” di Georgi Gospodinov (pubblicato da Voland) è stato un vero momento di gioia.
Io, l’avevo premesso, ero un po’ preoccupata di farmi trasportare eccessivamente dall’entusiasmo per uno scrittore che ho letto, condiviso e apprezzato al limite del groupiesmo. Per questo, e assecondando la mia inclinazione, avevo preparato domande brevissime, introdotte da letture evocative. Quando si tratta di racconti, il rischio è dire troppo o troppo poco, esaurendo la curiosità verso le storie, oppure dando per sottintese troppe atmosfere.
Invece, storie ne abbiamo avute a bizzeffe, e chi ha partecipato è rimasto con il desiderio di leggerne altre.
Come mai? Perché a rispondere e a raccontare c’era un autore generoso, curioso, felice di lasciarsi ingaggiare nella conversazione e di cucire le proprie risposte con aneddoti, racconti e sorprese. Agganciare un tema all’altro è stato facile, perché Gospodinov evidentemente vive nel mondo che racconta, e sa come portarci chi ascolta. Al punto da farci capire una lingua che non conosciamo, il bulgaro, prima ancora che arrivasse la traduzione.
La magnifica interprete ci ha aiutati a far fluire la conversazione e a condividere con precisione i nostri pensieri, appoggiati su intenzioni che tutti abbiamo compreso, al di là delle parole.
Un incanto. Un’esperienza fuori dal comune.
Sono grata a chi mi ha permesso di prendervi parte, perché mi sono divertita (e ho visto che vi siete divertiti) immensamente.
Gospodinov è ancora in tour letterario in Italia. Se capita nella vostra città, non perdetevelo. Viceversa: leggetelo!

(Grazie a Ian per la foto)

New: DeCesso Po’Etico

Immagine di Lucio Villani

Performance poetica al bisogno
da un’idea di Chiara Trevisan / La Lettrice Vis à Vis

un progetto di Chiara Trevisan e Alessandra Piccoli

Come sta la poesia?
Viva, morta, esiliata, coltivata, isolata, premiata, fraintesa, sopravvissuta, pubblicata. Letta?

Letta.

DeCesso PoEtico: una performance poetica estemporanea nel luogo del bisogno: le code al cesso.

Abituata a valorizzare gli anfratti più improbabili, riempie di senso la vostra attesa.
Cercatela in fiere, festival, locali pubblici.
Intrattiene, suggerisce spunti da approfondire durante la visita, promuove la lettura di poesie e la scoperta di Autori ed Editori Indipendenti, suggerisce punti di vista originali e procura piacere.
Nonché, benvenuta, abbrevia la percezione dell’inevitabile attesa in coda.
Le autrici del progetto auspicano di soddisfare più bisogni in uno.

Ci trovate:
– al Salone del Libro 2019, nelle code del bisogno
– sul sito dedicato DeCesso Po’Etico
– sulla pagina facebook, per gli aggiornamenti

Vado al Salone

Certa che, in attesa di sapere, non dormivate la notte, mi pronuncio riguardo alla partecipazione al Salone del Libro.
Sì, io andrò. Dentro il Lingotto, e nelle librerie per gli eventi off.
Allo stand famigerato, invece, no. Non intendo passare nemmeno un minuto, dare visibilità ulteriore, degnare di attenzione.
Ci sarò, con le azioni che ho previsto: dalla poesia nei cessi (che mi permetterà di intercettare ogni genere di ascoltatore, con specifici e determinati generi di poesia, non so se mi spiego), alle presentazioni e ai trattamenti di libri che contengono una matrice civile indiscutibile, infine ai contenuti e alla prassi che mi porto addosso (non solo come un costume di scena). Ci sarò. Con senso e dissenso.

Mi ha insegnato una maestra d’asilo che quando i bambini urlano, alzare la voce non serve. Viceversa, dire a volume normale una cosa interessante, fa scendere il silenzio. Chi vuole ascoltare farà tacere le urla.

La Lettrice al Salone del Libro di Torino. Tutti gli appuntamenti


Come ogni anno, durante il Salone del Libro, La Lettrice Vis à Vis esercita le sue doti di ubiquità e polivalenza.
Ecco gli appuntamenti in cui potrete incrociarla e trovare il vostro libro su misura

Giovedì 9, ore 18.30, a Luna’s Torta: INDIE PLAYLIST.
5 titoli (a sorpresa) di 5 Editori Indipendenti (Hacca, NNE, Exòrma, Miraggi, Neo), presentati con il format “1 libro in 10 minuti”. Scoprite i libri misteriosi, assaggiate le pagine, scegliete i vostri preferiti e fate la lista, prima di correre agli stand

Sabato 11 e Domenica 12, ore 15.30-17.30, stand Miraggi Edizioni(Oval, W154-X155): MIRAGGI DA LEGGERE.
Un menù di suggestioni per trovare il libro giusto. In dieci minuti e quattro chiacchiere Vis à Vis, avrete Miraggi su misura

Sabato 11 e Domenica 12, orari imprevedibili, nei ‘cessi’ di Lingotto e Oval, La Lettrice con Alessandra Piccoli: DE CESSO PO’ETICO – Poeti al bisogno
Vi scappa la pipì? Vi scappa la poesia? Niente paura, almeno la seconda la prendiamo noi
(www.decessopoetico.wordpress.com)

Sabato 11, dalle ore 19, Libreria Ca’libro: il salottino Vis à Vis festeggia la nascita di una nuova Libreria Indipendente. Letture, consigli, commenti, rigorosamente Vis à Vis e calibrati su di voi durante la serata di inaugurazione

Domenica 12, ore 20.15, Libreria Pantaleon: il piacere di presentare Georgi Gospodinov, “E TUTTO DIVENNE LUNA” (Voland). In un modo o nell’altro, farò parlare solo lui, promesso.

Lunedì 13, ore 15.30, Sala Internazionale (Lingotto): letture all’impronta, accompagnando la presentazione di “LA MIA MERAVIGLIOSA LIBRERIA“, Petra Hartlieb ( Edizioni Lindau)
Il sottotitolo adatto? SI-PUÒ-FARE!

Indie Playlist: l’appuntamento indispensabile per SalTo2109

La Lettrice Vis à Vis / Chiara Trevisan
Luna’s Torta, giovedì 9 maggio, ore 18.30

INDIE PLAYLIST
1 libro in 10 minuti

Sta per iniziare il Salone del Libro di Torino.
Siete pronti? Sapete che pesci pigliare? Avete già memorizzato il percorso tra gli stand con google maps? La lista, l’avete fatta la lista dei libri?

Se avete risposto “sì” alle domande qui sopra: buon per voi.
Se avete risposto “no”: beati voi!

Beati, perché potrete sperimentare l’ebrezza di trovare ciò che non stavate cercando.

La Lettrice Vis à Vis, nel tempo di un aperitivo, vi somministra indizi per questa caccia al tesoro.

5 Editori Indipendenti: ExOrma, Hacca, Miraggi, Neo, NNE
5 nuovi Titoli, a sorpresa, in uscita o appena usciti
10 minuti per ogni libro

Un’ora di chiacchiere e letture, assaggi e condivisioni, parole chiave e consigli d’uso, in una formula originale e coinvolgente.
Attraverso le parole dei libri smontate e rimontate ad arte per il format “1 libro in 10 minuti”, La Lettrice Vis à Vis vi aiuterà a creare la vostra Indie Playlist su misura, da portare al Salone del Libro.

Di lavoro, leggo. È ufficiale

Cose che ho imparato, tenendo insieme a Davide Ferraris, il workshop “Leggere per condividere” del programma ” Di lavoro, leggo” di NN Editore (30 marzo 2019):

– che, in effetti e a tutti gli effetti, di lavoro, leggo
– che a volte, anche se non sempre, il modo di dire “chi non fa, insegna” è falso
– che dal fare al dire c’è molta strada, ma percorribile. E, in seguito, dal dire al fare la strada è tutta una sorpresa
– che tutti, senza distinzione, siamo gelosi e protettivi nei confronti della nostra esperienza. Ma che molti, con qualche distinzione, la consideriamo come una cosa che può crescere, essere contaminata, essere condivisa
– che 200 pagine di parole stampate possono trasformarsi infinitamente, alla faccia del punto finale
– che ascoltare è un’attività imprescindibile, anche da questa parte del “tavolo”
– che io pensavo di essere una che fa tanto, ma quanto fate voi… levatevi
– che la prossima volta che mi capita, prima vado un po’ di palestra, perché sono tornata a casa come dopo una gara di triathlon

Insomma, ero (ingiustamente) restia a dedicarmi alla formazione. Invece ho imparato un sacco di cose.
(P.S. Spero anche i partecipanti, se no la prossima volta mi fanno pagare per farla).

#nonrecensioni: “Pontescuro”, di Luca Ragagnin

Luca Ragagnin, PONTESCURO, Miraggi Ed.

INDICAZIONI
Per chi si assolve; per chi non riesce a dire; per i chi si salva

LA MIA LETTURA
1922. Nel Paese dilaga il male. Un piccolo paese, nel male ci scivola.
Pontescuro, un ponte, una manciata di case, poche decine di abitanti. Il nome di ciascuno racconta il suo fare. La voce di ciascuno, mente.
Sono coloro che non hanno parola, a dire la verità. Una ghiandaia che la vede dall’alto, la nebbia che la svela pietosa, il fiume che la fa galleggiare, un ponte che la farebbe attraversare.
E due innocenti, Dafne e Ciaccio, che ne pagano il prezzo.
“Dentro la colpa non si cade, si scivola”. Ieri, come oggi, piccoli gesti, o la loro assenza, sfumano il confine tra bene e male e lavorano per rendere indistinguibile la responsabilità. Non di uno, ma di una collettività che stringendosi nella menzogna si conforta, si assolve, si chiude nella confortevole stanza della presunta ignoranza e del conclamato pregiudizio.
Un’illusione, perché “tutto ciò che si smarrisce o si vuole dimenticare, le parole scartate, i pasi non compiuti, le scelte non fatte, un giorno emergeranno dalla corda dell’orizzonte, e prenderanno il posto del sole”.

PAROLE CHIAVE
Colpa, verità, responsabilità, innocenza, voci

Questa è la prima #nonrecensione scritta per BOOK-BOOK, la libreria del cittadino, di Albano Laziale. Un progetto di libertà e condivisione che La Lettrice Vis à Vis sposa con entusiasmo.

Casa è comunque altrove: in strada, per esempio

A Novembre ho smesso di lavorare in strada, perché non avevo più senso. Perché i miei contenuti, riassunti nel titolo “Qualcosa di personale” cominciavano a essere la scusa per concentrarvi solo più sul vostro ombelico (neanche l’orticello, l’ombelico proprio). Perché la strada, soprattutto quella torinese, ha manifestato disinteresse, quando non addirittura ostilità, per chi l’attraversava con un’idea o un’esibizione. Perché nemmeno io avevo più piacere, quindi come suscitarlo in altri?

Ma…
Lavorare in strada mi manca.
Mi manca il senso di libertà che contiene, come il peso della libertà che impone.
Mi manca fisicamente, per l’esercizio costante che richiede, la tenuta, la solidità che impone.
Mi manca osservare la strada, capirla, ascoltarla. Mi mancano gli sguardi fugaci che mi vengono rivolti, come le parole ponderate che ci scambiamo.
Mi mancano lo spazio aperto, l’aria, i cambi di temperatura. Mi rifugio a lavorare sul balcone, il mio metadone, ma l’astinenza non si placa.
Mi mancano gli aneddoti, le osservazioni, gli incontri inaspettati e la possibilità si verifichino quelli sperati.
Mi manca, in sintesi, la possibilità di trovare ciò che non stavo cercando.

Quindi torno in strada. Adesso che so perché e con cosa, posso farlo.
Il salotto vi sembrerà lo stesso, ma il cambiamento è significativo.
Vi dichiaro fin da subito che qui si pensa. “Casa è comunque altrove”, lo scrivo sulla lavagna. Il tema sono appartenenze e sradicamenti. Il carretto porta testi vecchi e nuovi, nei quali ho operato altre scelte. Il catalogo di idee è disponibile per ‘conoscere’, ‘pensare’ e ‘sentire’.
Voi venite con la vostra domanda, io la intreccio con narrativa, saggistica e poesia che non avreste mai considerato. Voci, anche molto distanti da voi, per riflettere che esistono gli altri, non i noi e i loro.

Dal 9 marzo, probabilmente in Piazza Carignano (a Torino), sicuramente a seconda del meteo, ottimisticamente con voi.

Quale santo potrà aiutarci?

In procinto di lasciare i mesi più freddi dell’anno, quando già qualche refolo primaverile si insinua a disturbare il letargo dei sensi, nel mese di Febbraio più acuti si fanno gli interrogativi.
Uno su tutti: l’amore? Cos’è? Come si riconosce? Come si tiene? Come si perde?
Bisogna prendere una posizione, è inevitabile. Capita anche a voi? Anche il single più impenitente, a un certo punto, qualche domanda se la fa.
Io me ne faccio talmente tante che ho scritto uno spettacolo.

Da tre anni a questa parte, approfitto del momento e mi appello a San Valentino. Scansando il flagello del marketing, che costringe alla resa dei conti come fosse Capodanno, uso biecamente questa ricorrenza per aggiornare il cantiere amoroso. Convoco il pubblico come un esercito di umarells, disposto attorno ai lavori in corso e pronto a offrire il proprio contributo professionale.
Anche quest’anno, dunque, il 14 febbraio, alla Luna’s Torta, vi propongo “L’amore. Non si capisce“, monologo partecipativo generato da parole mie e di altri, ironia e poesia (più la prima, lo ammetto).

Cos’è l’amore? Voi lo sapete? Non lo sapete? Credete di saperlo? Ancora meglio, non ve ne frega niente?
Per tutti i romantici, i disillusi, quelli in continua ricerca, quelli che non hanno più bisogno di cercare, quelli che manco morti, un percorso di educazione sentimentale con la Lettrice Vis à Vis. Garantisce emozioni, divertimento, perplessità e l’unica certezza che serve sull’amore: non si capisce.
Un ironico e poetico pot-pourri di divagazioni più o meno letterarie, esplorazioni a tutto campo, quiz e commoventi rivelazioni, contenuto in una girandola emozionante adatta a coppie di fatto e sfatte, adolescenti brufolosi, matrone pacificate, single militanti e perfino ai poliamorosi.
Ci appelliamo a San Valentino perché trovi le risposte alle nostre domande… ma se tra voi ci fosse chi se l’è fregate, le potrà restituire, in completo anonimato, alla cassa della Libreria.

Giovedì 14 febbraio 2019, alle 21 precise, presso la Luna’s Torta.
Se volete mangiare comodi e sedervi fra amici, prenotate utilizzando il modulo a questo indirizzo

#nonrecensioni: “Nel nostro fuoco”, Maura Chiulli


Maura Chiulli, “Nel nostro fuoco” (Hacca Edizioni)

INDICAZIONI:
per chi teme d’essere ferito, sconfitto, abbandonato, e dunque teme, sconfigge e abbandona; per nutrire speranza; per le sfumature e le ombre

LA MIA LETTURA:
Il buio è quello assoluto, che devi toccarti gli occhi, per assicurarti che siano aperti.
La luce è sfolgorante e folgorante. E’ una fiamma viva, cangiante.
Dall’incontro fra buio e luce, si rivelano le ombre. E, attraverso queste, gli oggetti, le persone, i confini. Il buio è necessario tanto quanto la luce, per poter vedere.
Tommaso arriva con la sua oscurità, densa di giudizio e povera di affetto. Elena porta in strada la propria luminosità, che prorompe dall’interno e ferisce la superficie.
Per un breve attimo, la luce generosa di Elena illumina il buio affamato di Tommaso. Le ombre create da questo incontro, sono quelle della piccola Nina, imperscrutabile come le figure che compaiono fra le fiamme.
Noi li guardiamo, vediamo attraverso tutti loro, ci scottiamo e disponiamo a far rimarginare le ferite grazie a un balsamo insperato. Nessuno può ostinarsi, immutato, solo, cieco, “nel nostro fuoco”.

PAROLE CHIAVE:
fuoco, famiglia, artista di strada, dolore, salvezza

 

Di lavoro, leggo. E vi racconto come nel Workshop 2019

Di lavoro, leggo.
Lo sapete. Anche se non sapete bene come lo faccia.
Ripartono i workshop tematici organizzati da NNEditore, dedicati a chi vuole fare di questo piacere un mestiere.
Vii spiego i segreti del mio, insieme a Davide Ferraris, in “Leggere per condividere”, il 30 marzo alla libreria Gogol & Company di Milano.
Altri quattro appuntamenti sono dedicati al mercato editoriale, alla comunicazione, alla traduzione e alla valutazione. Ce n’è per tutte le esigenze.
Si lavora per lavorare, si lavora per leggere, si legge per lavorare.
Le iscrizioni sono aperte fino al 28 febbraio.
Chi vuole imparare?

Ecco i dettagli dal Sito:

“Di lavoro, leggo” è stato il primo passo di NN nel mondo della formazione, un’esperienza che ci ha riempiti di entusiasmo per la sua capacità di intercettare le esigenze concrete di un pubblico di lettori capaci e intraprendenti, che dai corsi hanno saputo trarre nuovi stimoli e strumenti per realizzare i loro progetti.
Ci siamo rivolti a librai, bibliotecari, blogger, lettori forti, docenti e a chiunque volesse trasformare la lettura da passione a componente fondamentale della propria identità professionale.

PERCHÉ
La promozione della lettura e la creazione di comunità di lettori forti sono gli obiettivi finali dei nostri corsi. Per questo abbiamo deciso di coinvolgere anche le librerie.
Ma quali sono le competenze della lettura? La risposta a questa domanda è cambiata negli ultimi anni perché è cambiato il modo di leggere e di comunicare la lettura. Quando abbiamo definito la proposta didattica di “di lavoro, leggo” abbiamo pensato alle esigenze che più di tutte oggi sono al centro di questa trasformazione:

chi legge per pubblicare e conoscere il dietro le quinte del lavoro editoriale;
chi legge per valutare la pubblicabilità di un testo (per una casa editrice o un’agenzia letteraria);
chi legge per presentare e raccontare a un pubblico la storia del libro (librai, bibliotecari, coordinatori di gruppi di lettura) ;
chi legge per comunicare sui vari media un libro edito (tra ufficio stampa, social media manager e blogger, giornalisti culturali);
chi legge per tradurre un testo, nel difficile equilibrio tra fedeltà e leggibilità.

QUANDO E DOVE
I corsi si svolgeranno presso la libreria Gogol&Company, a Milano, in via Savona 101, dalle 9.30 alle 18.00 nelle seguenti date:

sabato 9 marzo | Di lavoro, leggere con Fabio Cremonesi e Alberto Ibba
sabato 23 marzo | Leggere per valutare con Sara Sullam e Monica Malatesta
sabato 30 marzo | Leggere per raccontare con Davide Ferraris e Chiara Trevisan
sabato 6 aprile | Leggere per comunicare con Chiara Beretta Mazzotta e Paolo Soraci
sabato 13 aprile | Leggere per tradurre con Silvia Pareschi, Serena Daniele e Gioia Guerzoni

LA NOSTRA PROPOSTA
L’offerta formativa si articola in 5 moduli.
Ogni partecipante è libero di scegliere quali frequentare, a seconda dei propri interessi:

Di lavoro, leggere: il lavoro, i protagonisti e il mercato editoriale | 9 marzo
Chi trasforma una storia in libro? Come arriva nelle librerie? Quante e quali letture sono necessarie? Quali obiettivi si dà l’editore? Come ci si rapporta con la rete di vendita? Cosa differenzia la piccola-media-grande editoria?
a cura di Fabio Cremonesi (traduttore, ex editore e promotore editoriale) e Alberto Ibba (fondatore NN editore)

Leggere per valutare: tra oggettività e gusto, leggere per i lettori | 23 marzo
Con quali criteri si valuta, per un editore, la pubblicabilità di un testo? Con quali criteri un’agenzia letteraria seleziona i propri autori? Come si scrive un parere di lettura professionale?
a cura di Sara Sullam (docente universitaria e lettrice editoriale), con l’intervento di Monica Malatesta (MalaTesta Literary Agency)

Leggere per condividere: costruire percorsi e esperienze di lettura condivisa | 30 marzo
Come si costruisce un percorso di lettura? Qual è il ruolo di un coordinatore di gruppi di lettura? Come si legge ad alta voce e come si racconta un libro?
a cura di Davide Ferraris (libraio e storyteller), con l’intervento di Chiara Trevisan (“la lettrice Vis à Vis”) e la collaborazione dei librai Danilo e Marta (Gogol&Company)

Leggere per comunicare: parlare (e far parlare), scrivere (e far scrivere) di libri | 6 aprile
Quali sono le regole per una comunicazione efficace nel mondo dei libri? Medium – forma – contenuto: come interagiscono? Come lavora un ufficio stampa in piccole, medie e grandi case editrici?
a cura di Chiara Beretta Mazzotta (giornalista culturale e agente editoriale), con l’intervento di Paolo Soraci (ufficio stampa e comunicazione di PDE)

Leggere per tradurre: trasportare voci, suoni e visioni da una lingua all’altra | 13 aprile
Come leggere ai fini della traduzione? Come cercare la voce giusta? Come rapportarsi con il testo? Come essere fedeli all’originale senza sacrificare la leggibilità?
a cura di Silvia Pareschi (traduttrice free-lance), con l’intervento di Serena Daniele (editor NN editore) e Gioia Guerzoni (traduttrice free-lance e scout)

COSTI
1 modulo: 250 € || 2 moduli: 400 € || 3 moduli: 600 € || 4 moduli: 800 € || 5 moduli: 900 €
Le quote sono comprensive di: formazione, brunch e materiale didattico.
Gli abbonati NN CARD hanno diritto a uno sconto del 10-15%, a seconda della tipologia dell’abbonamento.

SCADENZA ISCRIZIONI
28 febbraio 2019

Nella nuvola e fra le nuvole

Sabato 8 e domenica 9, passo di qui: Più Libri Più Liberi, Roma
Come si vede in foto, passo solo a salutare. Proprio “ciao ciao”, senza zavorre, carretti, libri e parole.
Potete chiedermi del tempo, della moda estiva del prossimo anno, dell’andamento della borsa e delle vostre tonsille. Di tutto ciò non so nulla. Ma “una risposta a caso non si nega a nessuno” (cit.).
Se, invece, volete che parli di quello che so: porto con me le proposte professionali 2019. Sono preparatissima!
A sabato, allora.

Letti, lavorati, chiacchierati: i “miei” libri per Festival delle Letterature Migranti (Palermo)

Eccoli. Scelti fra i numerosi presentati nel programma del Festival delle Letterature Migranti di Palermo. Letti e lavorati con il rodato sistema della Lettrice Vis à Vis, estraendo idee con cui confezionare un catalogo su misura da incrociare con i pensieri dei miei ospiti. Infine restituiti con i miei singolari bugiardini.

La libreria della Lettrice svolta con convinzione. La direzione è quella militante, civile, pur sempre nell’ottica di condividere qualcosa di personale.
Ringrazio sentitamente i curatori del Festival, per aver proposto letteratura e saggistica di ottima qualità, a volte di estrema necessità. Le relazioni con gli ospiti del mio salottino hanno confermato l’aspettativa maturata durante la lavorazione. Tra queste pagine, che nel lavoro ho ordinato secondo i criteri di “conoscere” (quello che non sai di non sapere), “pensare” (fuori dalle convinzioni della tua confort zone) e “sentire” (le cose che abbiamo in comune), ci sono sostegni solidi alla vostre, nostre, domande.

 

Eccovi la mia piccola selezione, schedata in ordine sparso, con indicazioni d’uso e un estratto della mia personale lettura. Nel titolo, il link alla scheda nel catalogo dell’Editore.
Buona esplorazione!


Donatella Di Cesare
STRANIERI RESIDENTI – Una filosofia della migrazione
Bollati Boringhieri – Saggio

INDICAZIONI
Per chi ‘casa non è proprietà’; per capire l’inganno; per riappropriarsi dell’ospitalità; per le parole
LA MIA LETTURA
Quando e perché si sono infranti i tentativi di costruire una filosofia della migrazione? Che peso ha l’imperativo Stato-centrico nel privare la politica di un contributo argomentativo essenziale al riconoscimento della figura di cittadino residente? Quanto siamo confusi riguardo al significato di termini ( migrare, frontiera, asilo, esilio, abitare, comunità, ospite, …) che maneggiamo con apparente sicurezza, avendone tuttavia rimosso il significato originale? Dove rintracciare ragioni convincenti per rinegoziare i concetti di “noi” e “loro”, e dare nuovo significato al ruolo di (apparenti) spettatori in cui ci troviamo?
La scrittura limpida e precisa di Donatella Di Cesare accompagna il lettore, non necessariamente lo studioso, nel ragionamento che avvicina alle risposte. Lasciando margine alla riflessione individuale, al riconoscimento della propria posizione, del proprio inciampo, e dei vuoti da colmare.
Parole chiave: filosofia, migrazione, significati, pregiudizi, abitare

Ÿ*


Chen He
A MODO NOSTRO
Sellerio – Romanzo

INDICAZIONI
Per chi ‘sono tutti uguali’; per chi indaga il prima e il dopo di ogni cosa; per gli sradicamenti
LA MIA LETTURA
Lo sguardo cinese.
Questo libro apre agli occhi una scatola, che ne contiene molteplici altre. Ognuna rivela il frammento di un mondo che, a noi europei, è sempre parso chiuso e inaccessibile. E che, nel rivelarsi, mostra noi stessi come non ci siamo mai visti.
Le rotte migratorie dei cinesi; i meccanismi della loro imprenditorialità e dei loro traffici criminali; le radici culturali che li hanno costretti a un’enorme migrazione esistenziale prima che territoriale; lo sguardo alle volte predatorio, alle volte deprivato, rivolto all’Occidente. Tutto questo è raccontato attraverso la vicenda di Xie Quing.
La storia di una ricerca, che, come molte, porta a trovare ciò che non si sapeva di stare cercando. E vale anche per il lettore.
Parole chiave: Cina, migrazione, Rivoluzione Culturale, straniero

*


Gabriele Del Grande
DAWLA – La storia dello Stato Islamico raccontata dai suoi disertori
Mondadori

INDICAZIONI
Per chi si è accorto della Siria solo nel 2014; per chi crede che “loro” siano tutti uguali; per comprendere ciò che da qui sembra incomprensibile
LA MIA LETTURA
Abituati a pensare nei termini di noi e gli altri, ci manca la competenza e la conoscenza di quanto eterogenea sia la compagine apparente di questi “altri”. Le storie dei tre disertori, raccolte e restituite da Del Grande, ci portano dove non siamo mai stati. Nel dubbio, prima di ogni altro luogo.
Come si costruisce un esercito di martiri? E come si genera, al suo stesso interno, il dissenso?
Prendi centinaia di ragazzi, privati per Legge della vista di una donna diversa da una familiare, e dilungati nella descrizione delle meravigliose 72 vergini dagli occhi scuri che li attendono appena l’anima si sarà separata dal corpo.
Raccogli tutti gli orfani che hai seminato, nutrili, accudiscili, investi in una generazione che non ha mai conosciuto altra Legge che quella del Califfato.
Rinchiudi, vessa, tortura e mescola i tuoi prigionieri, fino al punto che non abbiano che due scelte: aderire o morire.
Elargisci armi, denaro, speranza, miraggi d’Europa, a chi ha perso tutto o a chi ha fame di rivalsa.
Addestra il tuo esercito a partire dalla spirito, e solo dopo nell’uso delle armi. Rendi indistinguibili religione e politica, per sottomettere anima e corpo.
Fatti temere al punto che chi ti tema desideri essere come te.
Sradica ogni dissenso a colpi di Legge e Kalashnikov.
Avrai un esercito nutrito, inesauribile. Fedele, a suo modo, e in qualche misura. Coloro che proveranno a sottrarsi, per quanti essi siano, sapranno che il loro destino sarà essere braccati ovunque e per sempre.
Estremo? O riconoscibile? Non vi suona familiare?
Parole chiave: Islam, conversione, martirio, storia, religione, politica

*


Siri Ranva Hjelm Jacobsen
ISOLA
Iperborea – Romanzo

INDICAZIONI
Per chi torna; per le radici; per le generazioni come isole
LA MIA LETTURA
Una manciata di isole sparse sull’Atlantico, una collezione di isole immaginate da un nonno e una nipote. Un’isola da chiamare casa, e in cui sentirsi turisti, un’isola da lasciare per poi vivere di nostalgia. Un’isola in cui tornare, un’isola che sembra muoversi e fuggire per non farsi acchiappare. Migrare è una questione di generazioni: ognuna lo fa diversamente, e diversamente dissemina sul cammino migratorio memorie. Quelle che riesce a preservare dall’assimilazione, quelle che riesce a trasmettere con la narrazione, quelle che uno scoglio verde battuto dal vento può conservare.
Questa è la storia di un ritorno in un posto in cui non si è mai stati. Chiedendosi casa cosa sia.
Parole chiave: emancipazione, memoria, migrazione, generazioni

*


Marino Magliani
L’ESILIO DEI MOSCERINI DANZANTI GIAPPONESI
Exorma – Romanzo

INDICAZIONI
Perché casa è comunque altrove; per la geografia esistenziale
LA MIA LETTURA
In un frammentario viaggio nel tempo e nello spazio, Marino Magliani esplora esilio, ritorno e nomadismo. Si cerca, fra la costa ligure, le distese olandesi e il mare delle Baleari, i rifugi, i sentieri e le reclusioni.
La geografia esistenziale si compone di forme (il sorriso rovesciato della Liguria, le geometriche zattere di terra olandesi), di lingue infantili, tragitti degli affetti, ritorni che si confondono con passaggi, relazioni esplorate a tratti.
Si indaga sulla (im)possibile esistenza di un punto di arrivo, interrogandosi sui punti di partenza. E il luogo definitivo, la vera casa, risulta essere il transito
Parole chiave: ritorno, frontiera, esilio, fuga, partenza, mare

*


Marco Rizzo – Lelio Bonaccorso
SALVEZZA
Feltrinelli Comics – Graphic Novel

INDICAZIONI
Perché non sono numeri; per esserci
LA MIA LETTURA
Esserci è diverso da farsela raccontare. E farsela raccontare con disegni e parole è diverso che accontentarsi di grafici e notizie, magari fasulle.
L’arancione della nave Acquarius, e dei giubbotti di salvataggio, è l’unico colore che guida nel grigio tagliente di viaggi disperati. Il calore, invece, è quello dei tratti umani restituiti da penne che hanno raccolto suoni, odori, espressioni e ombre e squarci luminosi di sorrisi.
Leggere è più che superare l’indifferenza, è avvicinarsi alla presenza.
Parole chiave: salvataggio, Mediterraneo, salvezza, perdita, umanità

*


Alì Ehsani
STANOTTE GUARDIAMO LE STELLE
Feltrinelli – Romanzo

INDICAZIONI
Per cambiare punto di vista; per toccare con mano
LA MIA LETTURA
Smettere di guardare il viaggio dalla sponda, ed entrare nella carne, negli occhi, nelle dita aggrappate al cassone di un camion, al bordo di un gommone, al telone di un furgone. Partire dalle macerie di casa, mano nella mano, e attraversare un continente, sei Paesi, la vita di altri profughi, chi fermo chi in movimento, con il miraggio di una nuova casa. Perdersi. Insistere. Guardare indietro, oggi, per fare coraggio al bambino di ieri. Resistere soli, esistere nelle comunità. Sapere che indietro non si può tornare.
Alì ci chiede di fare questo. Lasciare la comoda sponda da cui abbiamo osservato, e partire con lui. Per esistere, con lui e con gli altri che fatichiamo a riconoscere, qui, come “noi”.
Parole chiave: migrazione, speranza, guerra, solitudine, coraggio

*


Andrea Segre
LA TERRA SCIVOLA
Marsilio – Romanzo

INDICAZIONI
Per l’attesa, l’incontro, il viaggio da fermi
LA MIA LETTURA
Un racconto per imparare ad attendere. Per sedersi su una sedia, accanto alla finestra delle cucina, nelle notti insonni, e aspettare che le risposte arrivino da sole. Magari sporgendo lo sguardo oltre il margine della voragine che si è aperta nella strada, e che potrebbe condurre dall’altra parte del mondo, a casa.
Il tempo è il protagonista. Nell’attesa di un trapasso, nella trasformazione multietnica di un quartiere, nella nostalgia di madri abbandonate e abbandonanti, nei tragitti di vecchi con il carrello spesa, nelle pause di vita fra un incombenza e l’altra, nel lamento impetuoso di Stravinskij, nella sospensione del pensiero e del fare. Un tempo che lega due donne, e altre donne ancora, in un intreccio indistinguibile di doveri e affetti e rimorsi e doni. Comuni, da un estremo all’altro del tempo e dello spazio, come non li abbiamo mai pensati.
Parole chiave: amicizia, Torpignattara, culture, attesa, tempo

*


Roberto Camurri
A MISURA D’UOMO
NNE – Romanzo

INDICAZIONI
Per i precipizi della pianura; per i resistenti; per chi va piano, non sa se sano, ma lontano
LA MIA LETTURA
Fabbrico è un paese che potrebbe essere tutti i paesi. Ci arrivi con un treno piccolo che sembra inciampare nelle erbacce. Passi al caffè in una Piazza che è una Via, da una donna anziana che serba una sedia per l’uomo della memoria. Dalle finestre di Fabbrico vedi la tua infanzia. Ci trovi gente che si trova, che precipita, che ci prova.
Ci vivi amori, guerra, amicizie, tradimenti, rese, convincimenti.
Un luogo a misura d’uomo, nel quale, per prendere la misura, abbondano i punti di riferimento.
Parole chiave: pianura, errori, vicinanza, memoria

*


Max Lobe
LA TRINITÀ BANTU
66TH A2ND – Romanzo

INDICAZIONI
Per i paradossi; per salvarsi da soli; contro le apparenze
LA MIA LETTURA
Uffici di collocamento che non collocano, medici che non guariscono, attivisti che non attivano, treni che rallentano, famiglie che fanno finta di non capire. Una Svizzera anomala e inospitale, punteggiata dai cartelli xenofobi che dileggiano le “pecore nere”, si nasconde dietro la patina di efficienza e pulizia che pensiamo di conoscere.
La realtà, se ce la si fa raccontare dal vero, è sempre diversa. E farebbe venire voglia di ribellarsi, combattere il sistema, scagliarsi con violenza contro la violenza.
Invece, a farselo raccontare, si può anche imparare che, a volte, l’unica cosa da fare al nemico, è “rifilargli la sua parte di pace”
Parole chiave: xenofobia, integrazione, radici, Bantuland, Svizzera, luoghi comuni

*


Raffaele Alberto Ventura
TEORIA DELLA CLASSE DISAGIATA
Minimum Fax – Saggio

INDICAZIONI
Per chi accetta di non avere risposte; per chi è pronto a guardare in faccia la realtà; per i 30-40 enni; per i figli
LA MIA LETTURA
“Noi non siamo stati preparati per questa vita agra, ma per un’altra meravigliosa. Il problema è che quella vita non esiste”. Questa premessa, senza possibilità di riscatto, è la condizione in cui si trova un’intera generazione. Capire perché, come sia maturato l’equivoco, pur non garantendo una soluzione, è l’unico modo per prendere coscienza della propria condizione. Permette di cambiare punto di vista, di maturare un giudizio (su sé e sul mondo) più onesto. Non salva, per il presente, ma orienta per il futuro.
Una ricostruzione storico-socio-economica preziosa, soprattutto nella prospettiva della generazione seguente a quella che sta consumando se stessa.
Parole chiave: economia, lavoro culturale, società, storia

Festival delle Letterature Migranti: La Lettrice sbarca a Palermo

Dal 17 al 21 Ottobre, la scatola narrativa dei “Dialoghi” del Festival delle Letterature Migranti di Palermo ospita anche il salottino Vis à Vis della Lettrice.
La sezione di Arti Visive “Fuga da Europa“, curata dalla preziosa Agata Polizzi, ospiterà anche questo minuscolo e intimo tentativo di abbattere la barriera fra “noi” e gli “altri”, all’insegna delle cose in comune.
Eccovi una piccola anticipazione di ciò che troverete se mi raggiungerete in uno dei due appuntamenti giornalieri in giro per la città (QUI il programma della manifestazione, per trovarmi.

I libri che ho scelto all’interno dell’ampio programma, affiancati da alcuni che mi accompagnano da anni (conoscete la mia predilezione per gli sradicati), comporranno una libreria nuova, su misura, nella quale ogni pagina affiancherà un dubbio a una scoperta.

 

Per l’occasione, ho cambiato il mio sistema di catalogazione. Le affermazioni originali, i documenti, le testimonianze vivide, i punti di vista significativi, i dubbi e i paradossi sorprendenti, sono contenuti nel mio “catalogo di idee” divisi per senso.
CONOSCERE: investigare i meccanismi, la storia, i luoghi, i processi. Ascoltare. Conoscere meglio noi stessi, attraverso l’altro.
PENSARE: pagine per riflettere, informarsi, sapere, cambiare luogo, anziché fermarsi ai luoghi comuni.
SENTIRE: ritrovarsi nei panni degli altri, nelle loro vicende, nelle comunanze, nostalgie, erranze.
Ognuno di voi, come sempre, sarà libero di scegliere come muoversi, e quale domanda aiutarmi a sostenere.
Faremo due chiacchiere, e troverò la pagina giusta per farvi scoprire ciò che non sapevate di stare cercando.

Se, al termine, vorrete saperne di più, ho preparato delle schede con la mia personale lettura di alcuni dei libri. Il solito “bugiardino” per consumarli nel modo più idoneo, in attesa di incontrare i loro autori nel Festival.

Le cose che abbiamo in comune, è dunque questo l’approccio scelto su misura per questa occasione.
Venite a sorprendervi, imparare, illuminarmi, condividere. Vi aspetto!

E se siete lontani, come sempre potete seguire il mio diario #inviaggioversolaletteratura sulla Pagina Facebbook

Letti, lavorati e chiacchierati: i libri scelti per Letture d’Estate

Libro per libro, indicazioni, parole chiave e la mia lettura

Prima che l’estate finisca, una coda di libri da Letture d’Estate.
Scelti fra i molti presentati nella manifestazione romana, lavorati con il metodo della Lettrice, trasformati in idee per avere relazioni significative con gli ospiti del salottino itinerante, nell’agosto romano.
Infine, restituiti qui nella forma di un pratico bugiardino: con suggerimenti d’uso, parole chiave e la mia, molto personale e sintetica, lettura.
Buone letture a voi!


Sara Gamberini
MAESTOSO È L’ABBANDONO
Hacca Ed.

INDICAZIONI
Per la libertà, il libero arbitrio, il silenzio, il bosco, le radici, e il ritrovarsi abbandonate le guide

LA MIA LETTURA
Un libro che è uno stato d’animo. Un’accurata analisi sui (mancati) benefici della conoscenza. Lo si può raccontare solo per paradossi.
“E’ difficile parlarne”: meglio, dovrebbe esser il libro, a parlare. Non la critica letteraria, l’autrice in logoranti presentazioni, o la riscrittura operata da infinite recensioni.
“Non c’è una storia”: ci sono gli spazi bianchi. Il respiro, lo spazio, il tempo per inserire la propria narrazione intrecciata alle suggestioni del testo. Il consenso implicito delle linee scritte a generare linee immaginate.
“Non ho tempo per leggere”: e allora il tempo si dilata, ingloba le pause, le riletture intermedie, le sospensioni. La lettura il tempo se lo prende, lo pretende, e lo restituisce moltiplicato in densità. Lo stupore di guadagnare tempo perdendolo.

Parole chiave: psicanalisi, poesia, fantastico, libertà, lentezza


Sandra Petrignani
LA CORSARA – Ritratto di Natalia Ginzburg
Neri Pozza Ed.

INDICAZIONI: per riallacciare il filo fra esperienza, verità e narrazione; per rivivere la storia italiana del ‘900 nell’intreccio di fatti, persone, testi; per l’integrità; per farsi venire voglia di scrivere

LA MIA LETTURA
“Dire la verità. Solo così nasce l’opera d’arte”. Natalia Ginzburg lo pensa e lo scrive a 16 anni, e la si ritrova fedele a questo principio per tutta la vita. Ripercorrerne le tappe, che corrispondono ai mutamenti italiani attraverso la Guerra, il dopo guerra, il nascere, il consolidarsi e poi l’infrangersi del movimento culturale letterario come impegno civile, ci si ricorda e rinnova. Il ritratto di questa donna apparentemente austera e intimamente sensibile, coniuga dubbi, necessità, speranze e disillusioni, in un flusso per nulla consolatorio, e tuttavia nutriente. Impossibile, al termine del libro e della sua vita, sfuggire alla necessità di rileggere la propria in una nuova prospettiva. E, soprattutto, impossibile trattenersi dal fare proprie le ultime parole lasciatele da Leone Ginzburg: “Sii coraggiosa. Attraverso l’attività artistica ti liberai delle troppe lacrime che ti fanno groppo dentro; attraverso l’attività sociale, qualunque essa sia, rimarrai vicina al mondo delle altre persone”.

Parole chiave: infanzia, politica, Einaudi, verità, legami


Walter Mauro
MILES & JULIETTE
Giulio Perrone Editore

INDICAZIONI: per jazzisti sfegatati; per amanti delle trasformazioni; per il bianco e il nero, della pelle e della storia

LA MIA LETTURA: ammetto di aver desiderato una guida, nel cammino sinuoso e a tratti impervio di una scrittura competente, che si snoda fra improvvisazioni, partiture, assoli e rivoluzioni del jazz da una sponda all’altra dell’Atlantico, e per quasi mezzo secolo. Così come mi sarebbe stato utile un nocchiero per attraversare i numerosi rivoli che intrecciano musica e letteratura, razzismo ed esistenzialismo, amore e distanza, confluendo in un unico fiume impetuoso che ha modificato esistenze e percezioni di intere generazioni. Ma gli ostacoli apparentemente disseminati sul cammino, a volte in forma di nomi di battesimo, soprannomi, termini tecnici, proseguendo nella lettura si sono trasformati in componenti del paesaggio. Lo smarrimento è diventato strumento di empatia con i protagonisti, accumunandomi ad essi nella stessa urgente necessità di ricerca, approfondimento, appassionamento, evoluzione.
Questo è un libro che si può godere certamente appieno se si possiedono le conoscenze della materia, ma che parla in modo eloquente anche al profano.

Parole chiave: jazz, esistenzialismo, corpi, amore, Parigi, lacerazioni


Tony Brewer
NON SO DI NON SAPERE – Revisione semiseria alla filosofia
effequ Ed.

INDICAZIONI: per scettici, polemici, dissacratori, innamorati delle domande

LA MIA LETTURA: cosa accade se un insegnante di filosofia mette in fila, ironicamente e beffardamente, le contraddizioni della “Scienza Prima che insegna a Pensare”? Che, oltre a farti un paio di risate, sei costretto a continuare a pensare, preferibilmente con la tua testa. Quella degli altri può solo darti un punto di vista (a volte delirante).
Il paradosso di sapere attraverso il non sapere, contraddicendosi e contraddicendo ogni buon senso.

Parole chiave: filosofia, paradossi, contraddizioni, pensiero


Aamer Hussein
UN ALTRO ALBERO DI GULMOHAR
La Lepre Edizioni

INDICAZIONI: per chi teme che sia finita, vuole aprire gli occhi, pensa alla differenza come risorsa

LA MIA LETTURA: due racconti compongono un unico intreccio. Fantasia e tradizioe si dispongono per consolidare un legame altrimenti fragile, fra identità divergenti nello spazio e nel tempo.
La poesia salda, attraverso il moltiplicarsi dei punti di vista, mentre i fiori sfolgoranti dell’albero di fuoco incendiano il paesaggio.

Parole chiave: colori, tradizione, fiaba, poesia, trasformazione


Andrew Faber
FERMO A SEMAFORO IN ATTESA DI TORVARE IL TITOLO, VIDI PASSARE LA DONNA PIU’ BELLA DELLA SOTRIA DELL’UMANITA’
Miraggi Ed.

INDICAZIONI: per chi amare non è per forza combattere, anche se tutto quanto è campo di battaglia

LA MIA LETTURA poesie d’amore con una certa propensione a viversela “abbestia”. Si sogna molto, si bacia molto, e in assenza di sogni e baci, questi li si desidera molto. Ci sono donne tanto più belle quanto più stanche, e un uomo che si promette tanto più innocuo in quanto più stanco. Si beve e si fuma, si parla molto, ci si abbraccia. Sembra un bel posto, accogliente, dove stare.

Parole chiave: baci, sogni, poesie, sentiero


Filippo Ferrantini
NON SIAMO CHE ALBERI – Saggio alla scoperta del Bosco degli uomini
Effequ

INDICAZIONI: per chi mette radici, cerca identità, ama perdersi, riconosce storie sulle superfici

LA MIA LETTURA: puoi entrare in un bosco cercando (pretendendo) di capirlo, oppure lasciando che sia lui a parlare di te. Nella Macchia lucchese, solo così.
Albero dopo albero, ci siamo tutti. Lo spavaldo e l’ostinato, il custode e il leale, il lavoratore e il millantatore. Un campionario di vegetazione, un campionario di umanità, che non si lascia classificare più di tanto. Meglio, preferisce lasciarsi attraversare.

Parole chiave: miti, botanica, carattere, disordine


Margaret Atwood
FANTASIE DI STUPRO
Racconti Edizioni

INDICAZIONI: per chi è sempre sul punto di…; per le vite parallele; per il non finito da finire da sé

LA MIA LETTURA: i racconti di Margaret Atwood lasciano straniti, sospesi. Si aspetta una risoluzione, spesso si attende per pagine una spiegazione, una chiave, una fine. Invano. Portati nell’intimo dei personaggi, quasi tutti basculanti fra la ripetitività delle proprie consuetudini e l’immaginario di un’alternativa ipotetica, li si accompagna per un breve tratto, investiti dal dubbio. Appena lo si fa proprio, il racconto si interrompe.
Tutti si affacciano sull’orrido, lanciandosi nel quale potrebbero cambiare, ribellarsi, combattere. Ma lo faranno?
La soluzione, la svolta, il cambiamento, se accade, accade oltre la pagina. Lo sceglie il lettore. Così come sceglie se la crisi del personaggio sia stata fugace pretesto o reale dissesto.
Un libro pieno di domande, e senza risposte.

Parole chiave: dubbio, domande, relazioni, fantasie, doppia vita, coppie, quotidiano


Daniela Cicchetta
MATELDA CAMMMINA LIEVE SULL’ACQUA
Miraggi

INDICAZIONI: Per riscaldarsi e nutrirsi con la memoria, per la conciliazione, per la fame

LA MIA LETTURA: Ottantaquattro anni della vita di una donna normale, insaporiti dalla preparazione di una cena di compleanno. Per ricordarsi che la serenità non è nella rinuncia, che se si sceglie di nuotare si considerino correnti e profondità, che nello specchio di una finestra si può riflettere e riflettersi.

Parole chiave: cucina, famiglia, convinzione


Violetta Bellocchio
LA FESTA NERA
chiarelettere

INDICAZIONI: per chi non ha paura di guardare nel vuoto

LA MIA LETTURA: Un elenco umano, pietoso e graffiante di parole di Violetta e suggestioni personali è l’unico modo, per me, per restituire la partecipazione a questa festa nera.
(soprav)vivere per raccontarla
“Ti saluta la realtà, dice che non la chiami mai”
Una passata di rossetto, e i piedi nella polvere
Espiazione
Gli ultimi giorni dell’umanità
Ogni famiglia è infelice a modo suo
Senza fine
“lo charme dell’apocalisse”

Parole chiave: abisso, verità, racconto, setta


Luigi Malerba
STRATEGIE DEL COMICO
Quodilibet Compagnia Extra

INDICAZIONI: per curiosi, puntigliosi, dispettosi, studiosi e sospettosi,

LA MIA LETTURA: “Cosa c’è da ridere?” Ce lo chiediamo e ce lo sentiamo chiedere, con genuina curiosità o con infastidita insistenza, e raramente conosciamo la risposta. Una carrellata di testi, che passano dalla semplice esposizione, all’analisi dei meccanismi al genuino esempio narrativo, squaderna infiniti indizi da combinare a piacere. Per studio o per diletto, come si vuole. Senza che sapere levi un briciolo del divertimento, lo devo ammettere.

Parole chiave: riso, inaspettato, meccanismo


Stefano Benni
BALLATE
Feltrinelli

INDICAZIONI: per cantarla, raccontarla, prenderla in giro e ragionarci su

LA MIA LETTURA: uno sguardo dissacrante e schietto su amori, abitudini, favole e persone che ti sembrava di conoscere a menadito. E invece?

Parole chiave: filastrocche, ballate, storie


Salvatore La Porta
LESS IS MORE – Sull’arte di non avere niente
ilSaggiatore

INDICAZIONI: per chi si è svegliato con un carapace, per chi si sente solo, per chi è in buona compagnia, perché il troppo stroppia

LA MIA LETTURA: sovrastrutture e vie d’uscita, nelle tre età della vita, in cerca della leggerezza. Cosa sia “meno” e cosa sia “più” sono risposte sapientemente e curiosamente affidate a protagonisti della letteratura e ai loro autori. Un’indagine che, compiuta al momento giusto, protragga il gioco, rallenti la formazione dell’esoscheletro e tenga a bada la nostalgia e i rimpianti. Vi sembra poco? O di più?

Parole chiave: libertà, beni, bisogni, letteratura

Buoni motivi per Letture d’Estate

Qualche parola, scavallata la metà della mia Residenza d’Artista a Letture d’Estate.
Ogni sera, al mio arrivo, sono accolta da una quantità di sorrisi e un calore che solo uno staff coinvolto, partecipe, realmente interessato a ciò che produce è in grado di riversare sui suoi ospiti. Tutti coloro che tengono in piedi questa complicata manifestazione hanno trovato l’occasione di sedersi nel salottino della Lettrice e di godersi un numero di Circo. Avevano grandi e ottimistiche aspettative, che ho fatto del mio meglio per ripagare. Ogni pomeriggio, quando mi salutano con rinnovato affetto e si fanno più che in quattro per rendere sempre più accoglienti le mie postazioni, ho l’impressione che ci siamo capiti. Accade raramente, in queste proporzioni. Ci vuole attenzione, cura, predisposizione. Sono estremamente grata di averne trovata in tale abbondanza.
Quando è tutto pronto, poi, e comincia l’alternarsi di ospiti sugli intimi sgabelli della Lettrice, o l’avvicendarsi di curiosi mentre racconto aneddoti circensi, invito a entrare nella mia scatola misteriosa, provoco e diverto con le deliziose sciocchezze che ho collezionato insieme alle mie Pulci, mi riempio di nuova meraviglia.
Si fermano persone di ogni genere: grandi, piccoli, maschi, femmine, appassionati, scettici, fedeli e casuali. Tutti, per quanto diversi, accumunati dallo stesso garbo, gentilezza e sincera curiosità. E tanta calma. Niente fretta o pressione.
Ho la rara possibilità di dedicare a ciascuno il giusto tempo, la giusta attenzione, regalando (e soprattutto regalandomi) interazioni significative che mi permettono di fermare nella memoria ognuno nella sua singolarità.
Tra coloro che vengono apposta, perché già hanno sentito parlare di me, e coloro che mi scoprono senza sapere che mi stavano cercando, il mio carnet di umanità si riempie ogni sera in modo sorprendente, ancora dopo tutti questi anni.
Mi mancano le parole adeguate per restituire la gratitudine e il privilegio di lavorare in questo modo, onorata di tanta cura, con la possibilità di restituirne altrettanta.
Se passate per Roma, d’estate, non tralasciate una serata nei Giardini di Castel Sant’Angelo. Qualunque cosa troviate programmata, state certi che lo sarà con attenzione, precisione e generosità.
(Foto di Giusy Esposito, a proposito!)

Lettrice e Circo sono ancora disponibili, in esclusiva romana, tutte le sere a partire dalle ore 21, fino al 19 agosto!

Tutte le strade portano a…?

ROMA!!!

Dal 10 al 19 agosto, l’appuntamento è nei Giardini di Castel Sant’Angelo, dove la Lettrice è Artista residente ospite di Letture d’Estate.
Ogni sera, a partire dalle 21, mi propongo in una della mie molteplici declinazioni. Per sapere quale, consultate gli aggiornamenti sulla pagina fb Vis à Vis – Chiara Trevisan e Letture d’Estate
Queste le proposte che carico sul carretto:

1) La Libreria Su Misura per Letture d’Estate
Margherita Schirmacher mi ha affidato questi libri (foto 1).
Io li ho letti, riletti e schedati, come pericolosissimi criminali (foto 2). D’altronde, si sa che di questi tempi l’attività intellettuale è quanto meno sospetta.
Poi, non paga, ho anche cercato delle idee, le ho catalogate e trascritte su pratiche micro-schede per la vostra consultazione e scelta (foto 3). A voi costruire l’identikit.
Nella scatola rossa (allarmante possibile fonte di ginnastica cerebrale), troverete indizi da incrociare con i vostri pensieri. Scegliete, parlatene con il vostro “mezzo di comunicazione” preferito (la sottoscritta, va da sé) e fatevi leggere la pagina giusta, colpevole di indirizzarvi verso il libro giusto.

2) Accanto ai libri nuovi, il carretto è pieno dei miei titoli più affezionati. Per un incontro vis à vis intimo e molto personale, come vi ho abituato. Chiacchierate con me, scegliete nel catalogo di idee 5-6 foglietti che vi appartengano, fra Titoli, Parole e Testi, e poi raccontatemi la vostra storia. Io troverò la pagina giusta per accompagnarla.

3) A sorpresa, per intrattenimenti sorprendenti, l’imbonitrice vi chiamerà a entrare nell’unico Circo di Pulci in scatola del mondo, per un solo spettatore alla volta. Il Valentino’s Flea Circus ha attraversato un secolo e un Oceano per stupirvi con i suoi numeri straordinari. Mettetevi in fila e scegliete l’artista che fa per voi. Al resto pensa la Domatrice!

4) Se ci sarà tempo, voglia e occasione, una sera a sorpresa andrà anche scena lo spettacolo più inconcludente mai stato scritto: “L’amore. Non si capisce“. Un’ora e mezza di divagazioni letterarie e improvvisate, ironiche e poetiche, senza capo, ma soprattutto senza coda. Se pensate di saperne qualcosa, sull’argomento, partecipate numerosi: si accettano suggerimenti!

Tutte le strade portano a Roma. Fatevi portare da me!

Tripletta a Courmayeur

Siete in Valle d’Aosta? Nei dintorni di Courmayeur? Magari proprio a Courmayeur? Per esempio, VENERDI’ 3 agosto?
Oibò! Che coincidenza, anche io! E in quasi tutte le variabili possibili.

Al mattino, dalle 10.30 alle 13, con il classico salottino Vis à Vis nelle vie del paese, per incontri uno a uno, molto personali. Trovatemi e sedetevi sullo sgabello, per farvi leggere la pagina giusta per voi.

Dalle 15 alle 17 sulla terrazza della Biblioteca di Courmayeur, salottino Vis à Vis, ma non solo. Sarò a disposizione per parole in libertà, consigli di lettura, rispondere alle vostre curiosità, insomma… una specie di tè e quattro chiacchiere. Fate di me ciò che volete.

Alle 21.15, infine, nella chiccosa location Maserati Mountain Lounge (ma lo sapranno, che io giro solo in bici???), Una valanga di libri mi ospita con “L’amore. Non si capisce“, il mio spettacolo di divagazioni letterarie e non, pieno di domande e, prometto, senza nemmeno una risposta.

12 ore rocambolesche: non vedo l’ora di vedere voi!

Lettrice di montagna, assai ossigenata

Dunque, a Pralibro è andata così: ho trascorso tre giorni in compagnia eterogenea e stimolante. Mi è saltato, imprevisto, il tappo emotivo e cognitivo e si è innescato un principio di cambiamento di cui vi informerò tra qualche settimana. Le persone con cui ho potuto confrontarmi, mi hanno regalato indizi preziosi e osservazioni che hanno resto pochi giorni densi come mesi.
Lo so che sto dicendo tutto e niente (molto niente, in effetti), ma sarebbe difficile sintetizzare l’effetto di un’immersione a tempo pieno, fra libri, camminate, cene, incontri, con personaggi accumunati da un raro spirito di osservazione e restituzione.
Vi basti sapere che, se vi capitasse di andare a Prali a seguire questa manifestazione, sareste benvenuti in un circolo virtuoso che parte da una pagina e diventa narrazione collettiva.

Non vi dico quanto è stato complicato, l’ultimo giorno, raccontarsi nell’incontro organizzato da Rocco Pinto. Ero talmente piena di pensieri e di dubbi, che temevo di dire solo sciocchezze. Di rimettermi in posizione difensiva (come giustamente ha notato una delle persone più acute che abbia incontrato), quasi io stessa non avessi confidenza in ciò che faccio.
Rocco e il pubblico sono stati amabili e affettuosi, e mi hanno aiutata a non perdere la rotta, quindi, in qualche modo, sembra me la sia cavata.
Erika Gallo, se vi interessa, ha raccontato la mattina qui, con grande garbo.

Ero partita felice alla prospettiva di aggiungere una breve vacanza a un appuntamento di lavoro, e curiosa nei confronti di una manifestazione a lungo osservata da lontano, ma mai esplorata.
Non potevo immaginare che, complice l’accoglienza della comunità valdese, miglior viatico per la condivisione e la comprensione (di sé e dell’altro), sarei tornata a casa con una nuova idea di dove devo andare.

Come valorizza il magnifico saggio “L’ignoto ignoto – Le librerie e il piacere di non trovare quello che cercavi” (Mark Forsyth, Laterza), ” Ci sono cose che sappiamo di sapere. Ci sono cose che sappiamo di non sapere. Ma c’è anche l’ignoto ignoto, cioè le cose che non sappiamo di non sapere“.
Questo è ciò che ho trovato a Prali, qualcosa che non sapevo di non sapere, e che, adesso, cambia tutto.

Pralibro: raccontarsi leggendo

Mollo bici e carretto e mi metto in cammino. Prestissimo questi scarponcini vedranno sorgere il sole non fra gli austeri palazzi torinesi, bensì fra le vette della Val Germanasca!
La Lettrice si inerpica, venerdì, fino a Prali per Pralibro.
Tre giorni di vacanz… lavoro matto e indefesso di promozione della lettura, passo dopo passo. Lo zaino è pieno delle migliori pagine che mi hanno accompagnata negli anni. Saranno tutte disposte su un tavolino, con un post-it che, in una frase, indica la posologia d’uso di ciascun volume. Racconterò come li ho scelti, o come loro hanno scelto me e si sono disposti in una sorta di biblio-biografia della sottoscritta, nell’incontro previsto alle 11.30 di DOMENICA 22: una chiacchierata amichevole con Rocco Pinto.

Non solo, il giorno precedente, SABATO 21, alle 16.30, mi inserirò nella conversazione inaugurale sul tema “Italia che legge“, fra i molti pregevoli ospiti (Michela Caledda, Maurizio Caminito, Vito Gardiol, Giuseppe Laterza, Francesca Leon, Antonella Parigi, Rocco Pinto, Sara Platone, Antonio Sgobba, Giovanni Solimine), per portare un po’ di scompiglio. Lo sapete, le mie idee, maturate sul campo parlando con voi, non sono proprio convenzionali. Chissà se gli ospiti istituzionali le apprezzeranno?

E venerdì? Beh, venerdì cammino, mi guardo intorno, probabilmente scrivo, magari leggo. Il paesaggio e le persone che incontro, facilmente.
Se volete raggiungermi, spolverate i vostri scarponcini.

Luglio e Agosto, casa mia non ti conosco


CALENDARIO LUGLIO – AGOSTO (in progress)

Provate a prendermi…

– Dal 4 al 7 Luglio, studio. Formazione al workshop: “From Neutral mask to Clandestine clown” con Clown Clandestino a Villa Maddalena (Bra). Possibili apparizioni clandestine nello spazio pubblico dei dintorni

– Dal 13 al 15 Luglio: torno finalmente in strada, con l’unico appuntamento torinese del “Valentino’s Flea Circus – Il Circo di Pulci di Valentino“. Se volete godervi un numero di CIRCO DI PULCI in scatola personalizzato e tutto per voi, venite al Turin EYE Circus al Balon, sotto la Mongolfiera. Sarò in buona compagnia.

– Sabato 21 Luglio, Prali, ore 16.30, seduta a una tavola rotonda con numerosi altri ospiti, contribuisco alle chiacchiere che inaugurano la 16ma edizione di Pralibro. Titolo: “Italia che legge”
– Domenica 22 Luglio, sempre Prali, sempre Pralibro, alle 11.30 Rocco Pinto intervista la Lettrice Vis à Vis, che si racconta con parole di altri, in un percorso bio-bibliografico di chiacchiere e letture

– Venerdì 3 Agosto, Courmayeur, per Una valanga di libri, La Lettrice si moltiplica. Dalle 10 alle 13, il salottino è allestito nella via centrale del paese. Alle 15, nuovo incontro sulla splendida terrazza della Biblioteca. Infine, alle 21 circa, alla Maserati Mountain Lounge, va in scena il delirio intimo, letterario e partecipativo di “L’amore. Non si capisce”

– Dal 10 al 19 Agosto, Roma, per Letture d’Estate, un ’48. Sulle sponde del Tevere troverete il salottino della Lettrice, con un carretto pieno dei libri programmati dalla rassegna e lavorati su misura; alcuni appuntamenti per raccontarvi queste perle nella formula “1 libro in 10 minuti“; forse la Lettrice a prestare la voce agli autori, nelle presentazioni, quando desiderata; e, se non vi bastasse, il Circo di Pulci che compare a sorpresa! Ho dato ampio mandato alla Direzione Artistica di fare di me ciò che vuole e, conoscendola, farà cose assai belle!

Potete immaginare che in Piazza Carignano per un po’ non mi vedrete. Ma bisogna pure che raggiunga chi sta lontano, ogni tanto.
Se sentite la mia mancanza, torinesi, non vi preoccupate:

– Ogni domenica, ore 21.30, sulla pagina Vis à Vis – Chiara Trevisan: “VOLTA LA CARTA – la buonanotte a modo mio”: video storie in diretta, per finire bene la settimana. Cercherò di trasmettere da ogni dove, se connessa. Promesso!

Altre comparizioni sono previste, in modo estemporaneo e non programmato, ma sempre comunicato sul momento, nei luoghi più impensati. Tenete d’occhio la pagina!

Nota: la foto (di Ian Deady) è molto antica, quasi dei miei inizi, ma continua a riassumere meglio di tutte ciò che faccio: poche cose mi servono, da portare in giro. L’essenziale lo trovo sul posto: siete voi! La uso come buon augurio per questa bella estate in movimento.

Due parole in Sicilia

Lo scrittore e giornalista siciliano Ettore Zanca, autore della singolare raccolta di racconti “E vissero tutti feriti e contenti” (Ianieri Edizioni), di cui presto vi parlerò, mi ha intervistata per il Gazzettino di Sicilia.
Vi riporto qui l’articolo, perché mi ha dato la rara opportunità di dire alcune cose alle quali tengo molto.
Buona lettura!

Chiara Trevisan è tra quelli che possono definirsi alfieri di resistenza letteraria. Se la incontri hai quasi l’impressione di trovarti in un film intimista e al contempo magico. Una sorta di Amelie della Mole Antonelliana. Chiara ha un sorriso spesso stanco ma mai ricurvo. E spesso fa una attività meravigliosa. Ogni volta che può, annunciandolo dai social, va nelle piazze di Torino portando con sé dei libri, con una bici con un grande portapacchi dietro. Chi la incontra, può chiedere una magia, che lei stessa ci spiega, raccontandoci questo e altro.

Tu fai mille cose, porti parole in giro, distribuisci oculatamente come una omeopata di versi, passi di libri. Possiamo definirti una book trotter. Adesso presentati tu, con la tua magia degna di Mary Poppins.

Sono la Lettrice Vis à Vis, una sorta di mezzo di comunicazione posto fra le persone e i testi. Incrocio, nel mio salottino itinerante, ciò che passa per la testa dei miei ospiti con la pagina di un libro che ritengo possa offrire una prospettiva singolare, un punto di vista inaspettato, un appoggio diverso alla domanda che intercetto. Attraverso l’ascolto, alcune strategie che orientano la conversazione e un sistema di catalogazione di idee (raccolte da libri e incontri), raccolgo in pochi minuti le informazioni essenziali, poi ricorro alla mia biblioteca itinerante per proseguire il discorso attraverso una pagina letta faccia a faccia.
Di magico non c’è niente, e l’unica cosa che mi accomuna (esteticamente) a Mary Poppins è forse il cappello. Mi piacerebbe che il mio carretto fosse come la sua borsa, così da poter trasportare più agevolmente le decine di chili di libri che utilizzo. Ma, a parte questo, sono una persona comune, che fa un lavoro fuori dal comune, tutto qui.

Se si va sul tuo sito (lalettrice-vis-a-vis.com), non si trova soltanto il tuo girovagare, ma anche consigli di lettura, progetti speciali. Per te leggere è anche condividere. È così?

Prima per me, poi per altri, ho coltivato il concetto dei libri come zeppette: così come alcuni li usano per regolare l’equilibrio di un tavolo, mettendoli sotto una gamba, io li uso per spostare l’equilibrio dei pensieri, per sostenere il piano delle domande in modo originale, inclinandolo e sbilanciandolo, per poterlo osservare da prospettive diverse.
A partire dal modo in cui leggo ai miei ospiti, uno a uno e con l’intento di comunicare un senso e continuare una conversazione, ho fatto a priori una scelta di lettura condivisa, anziché di lettura collettiva (come sono i reading tradizionali, le interpretazioni da palco, e, in generale, le letture di un singolo per una folla, a prescindere dall’orientamento di questa).
Di conseguenza, il lavoro di lettura si declina in molteplici altri progetti accumunati da questa idea.
#nonrecensioni, cioè impressioni di lettura che valorizzano spesso una caratteristica, un’idea, un puntello possibile. Spesso con il suggerimento delle Istruzioni d’uso, come fossero il bugiardino di un rimedio.
O i trattamenti che ho chiamato “1 libro in 10 minuti”: racconti ottenuti dallo smontaggio e rimontaggio di frammenti di un testo, seguendo un filo rosso privilegiato (fra i molti possibili), offrendo una panoramica di tutti i ritmi, le voci, le temperature che questo contiene. Non un riassunto, bensì una breve immersione che lasci il desiderio di nuotare a persone diverse, con stili diversi.
Ci sono i percorsi tematici, che diventano piccoli spettacoli partecipativi, e che a partire dalle domande fondamentali, e utilizzando libri, monologhi, interazione con il pubblico, lascino con altrettante domande fondamentali. Ma con moltissimi strumenti in più per approcciarle.
Questi sono alcuni esempi, ma vale per tutti il concetto che ho riassunto nella lavagna che porto sempre con me: “L’importante non è avere tutto in testa, ma sapere dove andare a trovarlo” (J. Villoro). La condivisione è fondamentale, per ampliare il volume di risorse cui attingere. Dunque mi muovo in questa direzione con la massima coerenza possibile e un discreto margine di creatività.

Come è nata la volontà di adempiere quella che a tutti gli effetti è una missione?

Per carità missione no. Ha una connotazione catto-punitiva in cui non mi riconosco proprio.
Questo è il mio lavoro. L’ultimo di una serie di progetti autoriali che ho creato in sedici anni di attività professionale in campo artistico.
A partire dal primo spettacolo, un Circo di Pulci in scatola (Teatro di oggetti e immaginazione), in cui la performance era preponderante rispetto alla relazione (pur essendo sempre una spettacolo uno-a-uno), ho via via, quasi senza rendermene conto, intrapreso un percorso nel campo delle performance human specific che ha spostato gradualmente l’equilibrio sulla relazione.
Quando, circa sette anni fa, ho cominciato a lavorare a un nuovo progetto, ho deciso di farvi confluire tutto quanto mi apparteneva, definiva ed era frutto degli anni di lavoro precedenti, in funzione di una domanda specifica che avevo intercettato durante il mio lavoro parallelo di investigazione sullo Spazio Pubblico: quella di uno spazio di ascolto dedicato, di interazione piacevole, di scoperta dell’inaspettato.
Dunque, i libri, l’ascolto, la creazione di uno spazio di sospensione del giudizio, e, soprattutto, una forma agevole che mi rendesse possibile essere dove la gente non sapeva mi stesse cercando. In strada, in piazza, sul percorso quotidiano di chiunque. Come un’opportunità inaspettata, da cogliere sul momento, o a cui tornare in un momento migliore. A volte, anche, da ignorare.
Cinque anni al caldo e al freddo, la maggior parte dei fine settimana (solo escludendo pioggia e neve, che siano dal cielo o nel mio umore) e una buona dose di pazienza e ardimento nel pretendere di fare l’Artista di Strada con dei libri al posto di clave e torce infuocate: ecco, più che missione parlerei di militanza, semmai.

Fino ad ora però, sei portatrice sana di parole di altri, ma a quando qualcosa che racconta di te, magari che ne so, una vita con la tua vegetafiglia.

Io sono un’accanita sostenitrice della possibilità di parlare di sé attraverso le parole di altri. Ho perfino composto una mia autobiografia, montando testi altrui. Dunque, mi pare di aver già scritto abbastanza, senza bisogno di andare a cercare un Editore per pubblicare.
Io non scrivo, io leggo. E ho troppa curiosità e rispetto per la moltitudine di libri eccezionali che sono già stati scritti (e che mi da gioia sapere siano talmente tanti che morirò prima di averli letti tutti: almeno questo piacere, sarà senza scadenza), che non sento alcun bisogno di aggiungere nulla.
I miei esercizi, letterari o poetici di volta in volta, stanno benissimo inseriti nel flusso di Facebook o in sporadici post sul sito. Sono solo istanti che passano. Impermanenza. E, per il peso che hanno, è esattamente bene così.
Magari, da vecchia, raccoglierò in un libricino i moltissimi aneddoti raccolti in questi anni di Arte di Strada, per farsi due risate e ricordare a chi legge (e quindi a chi passa) che noi Artisti di Strada non siamo arredi urbani, né sfogatoi, né immagini in televisione (che puoi guardare senza essere visto a tua volta, come dice un mio collega inglese davanti a certi zombie urbani), ma parte di un dialogo, di una conversazione. Ecco, magari scriverò di quello. Ma da vecchia, molto vecchia.

A proposito di vegetafiglia, cosa dice lei di questo tuo pedalare tra le pagine e le anime?

La Figlia quindicenne, appellata VegetaFiglia per via delle sue scelte alimentari (con conseguenti, apocalittiche, ricadute sulla routine domestica della relativa Madre), è molto paziente. Condivide per lo più gli aspetti meno divertenti del mio lavoro: le lunghe assenze, gli scarsi introiti, la svagatezza di una madre sempre con la testa in un libro, la pazienza a volte scarsa (perché esaurita in pomeriggi faticosi di strada). A fronte di tutto questo, si limita a monitorare l’umore, a ricordarmi che vale la pena continuare finché almeno mi dà soddisfazione.
Non credo abbia ancora capito esattamente cosa faccio, ma sinceramente, alla sua età mi sembra legittimo si concentri su ciò che fa lei. Sullo sfondo, spero di averle trasmesso almeno l’idea di ricerca, di perseveranza, di necessità e di piacere che, con il tempo e la coerenza, portano a strutturare la propria identità. Sarebbe già molto se, da adulta, ne facesse buon uso. Non chiedo di più.

Adesso, tra una pedalata e l’altra, dicci come incoraggeresti a leggere di più in un paese in cui abbiamo tanti aspiranti scrittori e pochi lettori.

Se chiedi alla moltitudine di persone che si definiscono (o ambiscono ad essere) scrittori, cosa leggano, la maggior parte dichiarerà che legge poco. Scrivere, paradossalmente, è la cosa più facile. Basta una buona dose di narcisismo, e molti si accontentano di quella. Leggere, viceversa, è difficile.
Leggere implica una fatica fisica e mentale, soprattutto all’inizio. Si tratta di esercitare una sorta di muscolo a compiere automaticamente una lunga serie di operazioni apparentemente semplici, per arrivare a un risultato complesso. Esattamente come farebbe uno sportivo, la comprensione del movimento e l’esercizio ripetuto portano a una semplificazione progressiva delle connessioni nervose necessarie, così da poter svolgere esercizi sempre più complicati. Dati questi presupposti, per rispondere alla tua domanda, è inevitabile che sia necessaria una ricompensa evidente, e il più possibile immediata, per giustificare la fatica. Dunque, credo che l’unico modo per aumentare il numero di lettori sia moltiplicare le occasioni di piacere che derivano dalla lettura.
Scoprire cosa stimola la gratificazione, uno per uno, cosa lascia un’impronta con la quale si prova il desiderio di continuare a misurarsi,
Non solo, anche indagare sul motivo per cui non si legge, domanda importante che sembra pochi si pongano. Tutti impegnati a evidenziare cosa ci accomuna come lettori (grazie anche a inutili e fastidiose campagne come #ioleggoperché), credo abbiamo dimenticato di chiedere agli altri il perché di una scelta diversa. Non come domanda critica e a trabocchetto, ma come curiosa e produttiva opportunità di scoprire cose in comune. Che, con il tempo, nulla vieta possano ritrovarsi anche in un libro. Purché ci sia una buona e piacevole ragione.

Ettore Zanca