È san Valentino? Resti fra noi – Al Caffè della Caduta

È SAN VALENTINO? RESTI FRA NOI – Intime conversazioni da ReadingCorner

speciale – L’amore sì, ma no, ma forse
Giovedì 13 e Venerdì 14 febbraio
dalle 19.30 alle 21 e dalle 22.30 a notte fonda
al Caffè della Caduta
Sorpresa!

L’amore. Un’intera libreria per trovarlo, o evitarlo. A vostra scelta.

La Lettrice vis-à-vis propone una selezione unica per i giorni più roventi dell’anno.
Il sentimento in tutte le sue forme vi aspetta tra le pagine della sua libreria e tra le righe dei cataloghi contenuti nella strana scatola che si porta appresso.
Fortuna e rovesci, amici e bestie, voi stessi e i vostri più nascosti segreti… scegliete liberamente una parola, un titolo, una frase e scoprite la chiave per… superare indenni anche questo giro di boa!
Di che amore siete, questa settimana?

Per coloro tra voi che avessero ancor dei dubbi, rimando alle sempre comode e pratiche ISTRUZIONI PER L’USO

PROGRAMMA

Giovedì 13 la Lettrice vi accompagnerà fino all’entrata in sala per lo spettacolo di Marco Bianchini “La ballata dei Van Gogh“, mentre venerdì 14 passeremo il fatidico giorno insieme allo speciale del “Grande Fresco” con Matteo Negrin, Federico Sirianni e Guido Catalano.

Open MIC Open MIX

ieri sera, 5 gennaio 2014
Microfono aperto alle arti
al Magazzino sul Po

open mic

Jam Session improvvisata: 5 minuti a testa per poetare, suonare, cantare, recitare, ballare, fotografare, fare e disfare. Allestita e organizzata da Helen Esther Nevola e Max Ponte, ha visto la routilante partecipazione di questa masnada improbabile:
– Nadia Sponzilli – poesie semiserie
– René Miri (Renato Miritello) – canto per sola voce
– Enrica Merlo – poesia
– Chiara Trevisan – performance teatrale di letture vis a vis
– Angela Crisci (ovvero mamma di Pablo 🙂 ) – poesia
– Pablo e i Neurotrasmettitori – canzone per chitarra
– Helen Nevola / MCRSLC – poesia
– Maria Nicola – letture di Bolaño con traduzione personale
– Carlo Molinaro – poesia
– Clara Vajthó – poesia, illustrazioni
– Eugenio Rodondi – canzone d’autore
– Emilia Capasso – poesia, letture Shelley
– Bruno Rullo – poesia, visual art
– Max Ponte – poesia
– Elena Akatassuan – performance teatrale di stand-up comedy
– Francesco Deiana – sonetti
– Gianvitosvito Prestigiatore – performance di poesia, magia e mistero
– Lorenzo Aprà – fotografia
– Salvo Levato/Arteco – fotografia
– Gepe Cavallero – fotografia
– Domenico Solimeno – fotografia
– Eloisa Giannese – fotografia, pittura, esposizione quadri
– Filippo Miritello (ovvero figlio di René Miri 🙂 ) – illustrazioni/fumetto
– Luca Gandolfo – disegno

La Lettrice vis-à-vis ha portato con sé una valigia leggera, ma densa. Conteneva anche alcuni degli amici che ha incontrato nella serata. Le loro pagine, s’intende.
Carlo Molinaro che che ama con il naso, sa dire “Guarda!” e raccontare cosa sia un poeta e filma tutto, ma proprio tutto.
Arsenio Bravuomo che da novenne ne sa più lui sulle donne che tanti 50enni che mi ronzano attorno, e il suo “piccolo bastardo racconta” la mia infanzia, la vostra, insieme alla sua.
Maria Nicola, che fiera si schernisce (non c’è arte senza ossimoro) di dar voce a chi non è più carne.
Clara Vajthó, che prima o poi convincerò a concedermi una delle sue poesie, e Giacomo Sandron che non ha visto il libro di Alessandra Racca, ma c’era, spuntare nella valigia, come spuntano i pezzi di corpi nelle di lei poesie che amo leggere ad alta voce.

La Lettrice ringrazia Helen Esther Nevola “egomaniaca” organizzatrice, Max Ponte ospite gentile, Gianvitosvito, prestigiatore, illusionista,  volontario volenteroso e tutti coloro che si sono fatti leggere

Maria Nicola legge e traduce live Bolaño
Maria Nicola legge e traduce live Bolaño

Sabato 21 dicembre 2014
Presentazione casereccia di
L’AMORE NON SI CURA CON LA CITROSODINA

locandina

Ingredienti:
una casa molto bella
un libro appena uscito
due musiciste e una poetrice
due calzini e un tazzone
un po’ di citrosodina poetica

Cosa cuciniamo:
Sabato 21 Dicembre
ore 17,00
Casa Pollarolo – Corso San Maurizio 71, Torino
Un presentazione casereccia di
L’AMORE NON SI CURA CON LA CITROSODINA
Nuova raccolta di poesie di Alessandra Racca – Neo Edizioni

Reading musicato in casa privata con
Alessandra Racca alla voce
Chiara Maritano e  Donatella Gugliermetti alla macchina da scrivere e delirio di strumentini

A incorniciare il pomeriggio, ci sarà anche un angolo di casa intimo e strano. In cui si leggono pagine e persone.
Un po’ prima e un po’ dopo le parole e la musica, sorbite un tè e quattro chiacchiere con La Lettrice vis-à-vis
Di viaggi, d’imprese, di ricerche e scoperte, di domande sospese e frasi inattese.

Preparazione:
Per partecipare mandare una mail a signoradeicalzini@gmai.com entro il 20 per confermare la propria presenza (max 60 persone).
Venire il 21 dicembre dalle ore 17,00 muniti di:
– 2 calzini da indossare per l’occasione (in casa stiamo scalzi)
– 1 tazzone (per bere il the)

Qualcosa in più sul libro:
C’è sempre il rischio di fare un’indigestione: d’amore, certo, ma soprattutto di vita. E c’è il rischio che il tutto si piazzi proprio lì, a metà tra il cuore e lo stomaco. Che poi ci si mette il tempo, la routine, i ricordi, le scelte fatte; i mille ripensamenti, le altrettante illuminazioni: piccoli accenti di tante giornate, che a metterli insieme non esce una frase. Se non la poesia più inaspettata, divertita, intelligente.
Alessandra Racca lo sa, che la vita si insinua dentro le pieghe del corpo e andarla a snidare significa ritrovare se stessi dove meno te l’aspetti: nella pancia tonda di un papà che non entra in una poesia, in un mercoledì mattina che siamo a scuola mentre nostra madre è a casa da sola, in un cocktail con cannuccia blu, in tram mentre nevica, nello strofinare il water, nel lievito che vince la forza di gravità, dentro le tasche di un cappotto, nel bagno di una stazione, in un’ode allo schifo, sul cuscino di una separazione o nella foto di un incontro.
Magari non ci aiuteranno nella digestione, ma di certo le sue sono poesie per chi ha appetito, per chi non ha voglia di restare a digiuno.
http://www.neoedizioni.it/neo/catalogo/lamore-non-si-cura-con-la-citrosodina/

Alessandra Racca, torinese, conosciuta sul palco e sul web come la “Signora dei calzini”. Appassionata di poesia performativa, è organizzatrice, presentatrice e concorrente di numerosi poetry slam; dal 2008 porta i suoi reading in giro per l’Italia. Le sue poesie sono state pubblicate in rete, in antologie collettive Bastarde senza gloria, (2013, Sartoria Utopia), nelle raccolte Nostra signora dei calzini (2008, Ed. Seed) e Poesie antirughe (2011, Neo Edizioni). Il suo blog è www.signoradeicalzini.it

Una settimana carica di… EVENTI

La Lettrice vis-à-vis si fa in 3
questa settimana per seguirla dovete correre un po’ anche voi

martedì 10 dicembre
Teatro della Caduta – Via Buniva 24, Torino
Varietà della Caduta
un breve numero intenso e inusuale, durante il famosissimo
Varietà della Caduta
In via del tutto eccezionale, la Lettrice abbandona la formula vis-à-vis, sfida la vertigine e si confronta con il palco aperto.
Se cadrà lo farà con classe inarrivabile e stile inimitabile. Non perdetevi lo slancio.

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mercoledì 11 dicembre
Rough Dive Bar – Via Principe Tommaso 3, Torino

Voci della Città
Da Lettrice a storytellers, solo per una sera.
Due storie, rigorosamente vere, raccontate senza rete nel torneo di Story Slam più schietto della città: VOCI DELLA CITTA’. Il tema della serata è “Storie del Terzo Tipo”, il titolo delle mie… non ve lo dico! Venite ad ascoltarle, insieme a quelle di Alessandro Sandri, Azam Baharami e Sergio Garau.
Presentano Matteo Negrin e Gipo di Napoli. Ospite speciale della serata: Orlando Manfredi (Duemanosinistra)

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giovedì 12 e venerdì 13 dicembre
Caffè della Caduta – Via bava 39
Locandina Caduta jgp

Nuovo appuntamento da Foyer con l’angolo più intimo e confortevole dei teatri cittadini. Giovedì vi rilassate prima di farvi elettrizzare da Benajamin Dèlmas e il suo “MAGO B. – meno Mago, più Bastardo“; venerdì vi calate nell’atmosfera de “I BLUES DI TENNESSE WILLIAMS” della Compagnia Matè.

In compagnia della Lettrice vis-à-vis, dei suoi cataloghi rimpolpati per l’occasione e di conversazioni intime ed esclusive come solo le pagine di un libro possono garantirvi

e se ancora non vi basta, RICORDATE:

REGALATE e REGALATEVI la Lettrice vis-à-vis per NATALE

ultimi giorni di offerta speciale!!!

Argentina Italia vis-à-vis / Racconti migranti

26 Novembre 2013
Caffè Basaglia (Via Mantova 34, Torino)
dalle ore 20

Locandinagrande

Una voce a donne d’altri tempi e luoghi.
Al Caffè Basaglia, martedì, si ascoltano pensieri migranti di ITALIANE D’ARGENTINA (Storia e memorie di un secolo di emigrazione al femminile, 1860-1960), raccolti nel libro di Silvia Rosa e catalogati nella scatola della Lettrice vis-à-vis che ormai tutti conoscete. Pronti intrecciarsi con la vostra scelta, unica e personale.

Avete un compagno da raggiungere e una famiglia da costruire? Sapreste cosa mettere nel baule? Soffrite il mal di mare o attendete impazienti la festa che faremo sul piroscafo, passato l’Equatore? Come ve la cavate con la lingua? Attenzione a non smarrire la vostra, in certi posti vi servirà ancora per sopravvivere, e per non perdere voi stesse. Che lavoro fate, se lavorate? Quali ambizioni stenterete a nascondere? …Chi siete, infine? ITALIANE D’ARGENTINA

A seguire, dopo l’aperitivo, lo spettacolo “Me voy a Europa“, di e con Sonia Belforte

Evento a cura dell’Associazione ART10100

RESTI FRA NOI – speciale L, L and L conversazioni rubate

(c)FrancescaPiluduConversazione rubata nel Foyer del Caffè della Caduta durante le prove del LIFE show di Francesco Giorda.

Si suppone nasconda frammenti del catalogo speciale costruito dalla lettrice per “Live, Love and Laugh – antidoto contro l’infelicità”, sul libro misterioso che Franceso presenterà domani. Chissà…

“Tò guarda, eccoti qui. Prendiamo un caffè?”
“Volentieri, passavo di qui in caduta libera e, tra i dire e il fare, mi sono chiesta: sto dando i numeri?”
“Non essere pessimista. Se ti chiedi che cosa sia l’amor, le tue sono legittime aspirazioni”
“Si, ma mi guardo intorno, sembrano tutti così indefiniti…”
“È un punto di vista. Tutto dipende da chi ti ispira”
“Se lo dici tu. C’era un film: Credevo fosse amore, invece era un calesse…ecco ‘amore’ siamo proprio sicuri? Magari passo”
“Ah, venite a me, derelitti! Scusa lo slancio mistico, ma vedi che non ci si incontra per caso? Tu, vittima di romantici equivoci, io qui, bello pronto con il mio manuale di sopravvivenza (ho anche le istruzioni per l’uso!)”
“Non sarà troppo tutto insieme?”
“Dividi et impera. Sul tutto, dico”
“Quale tutto?”
“Tipo… la vita”
“Ah, si… quella me la sogno”
“E come sogni?”
“Quando sono fortunata… ridendo”

RESTI FRA NOI – speciale LIVE, LOVE AND LAUGH

GIOVEDÌ 21 e VENERDÌ 22 novembre
dalle 19.30 alle 21
al Caffè della Caduta (Via Bava 39, Torino)

RESTI FRA NOIIntime conversazioni da ReadingCorner
speciale LIVE, LOVE AND LAUGH – antidoto contro l’infelicità

giorda

Un’ occasione unica, per pochi fortunati: scoprite in esclusiva anteprima personalissima le righe del libro di FRANCESCO GIORDA che sembrano scritte per voi.
Mescolate fra le altre, nel grande CATALOGO della Lettrice vis-à-vis, ci sono anche loro!
Dovete solo avere la felicità (e la fortuna) di sceglierle…

Mi dicono: “non si capisce bene”
Aggiungono: “cosa dobbiamo fare?”
Rimproverano: “sei troppo sintetica!”

Ma si, avete ragione… le ripeto:

ISTRUZIONI PER L’USO

1. Entrate al Caffè della Caduta in via Bava 39 tra le 19.30 e le 21
2. Espletate le formalità richieste (tessera sì, tessera già, hai prenotato? sarebbe meglio, perché è sempre pieno…)
3. Vi prendete da bere e vi rilassate
4. Raggiungete la pedana in fondo al foyer, dove vedete accavallate due gambe calzate nelle scarpine di cui sopra
5. Se accanto ci sono altre gambe, aspettate il vostro turno in prossimità. Potete ascoltare, con discrezione, oppure farvi i fatti vostri.
6. Se le gambe calzate nelle scarpine sono solitarie, potete affiancarle con le vostre, prendendo posto sul sedile apposito
7. Se non lo avete già fatto (tra le gambe e le scarpe a volte è difficile, lo capisco) alzate lo sguardo e incontrate quello della Lettrice, vis-à-vis
8. Per 5 minuti circa (poi si vede), state con lei. Cosa accada dipende da voi.
9. Quando siete pronti a lasciare il posto all’ospite successivo, ringraziatela come usa alla Caduta. Lei farà altrettanto.

Venite a godere vis-à-vis di questo ANTIDOTO CONTRO L’INFELICITÀ e poi godetevi lo spettacolo di Francesco alle 21!!!

REGALA e REGALATI la Lettrice vis-à-vis

UNICA – ESCLUSIVA – PERSONALE

(c)FrancescaPiludu3

REGALA e REGALATI
una SERATA con LA LETTRICE VIS-à-VIS

La puoi impacchettare come il più originale REGALO DI NATALE
oppure
offrire ai tuoi ospiti per accompagnare una CENA indimenticabile

La Lettrice vis-à-vis viene a casa tua o nel luogo che preferisci, ti ascolta, chiacchiera e seguendo i tuoi gusti e interessi costruisce una piccola selezione di letture ad hoc. Ogni pagina viene scelta per stimolare la curiosità, seguire il filo dei ricordi, inseguire il piacere.

Piccole conversazioni alla scoperta di pagine e parole catalogate per rispondere alle domande più bizzarre e curiose. Un momento intimo, divertente, inaspettato.

Disponibile vis-à-vis per singoli e piccoli gruppi fino a 20 persone
scoprite come contattando lalettricevisavis@gmail.com

Art Republlica

Caduti alla Caduta, resti fra noi…

… fra le braccia e sulla sedia della Lettrice vis-à-vis sono caduti:

Il burattinaio Patrizio, che scopre i popcorn molisani di Paolo Piccirillo e ricambia con storie di giostre e occhi spalancati
Cecilia che ama con il naso, come Carlo Molinaro nella sua poesia, e come con la Lettrice riconosce e distingue con esso
Luca vorrebbe cadere con grazia, ma la gente ama la distrazione della catastrofe (altrui), ci ricorda Deborah Willis
Elena è qui per giocare e lo fa fino in fondo: quale domanda si nasconde dietro la risposta più ovvia? Chiedete a Bukowski
Giuliano scopre con Varlam Šalamov che si può raccontare l’estremo attraverso tutte le sue parti, e l’ironia è una di queste.
Gabriella è prudente, le due sedie una sfida, e due la parola per vincerla. Irène Némirovsky getta il seme per la prossima.
Augusta ha una nuvola che incombe e chiede aiuto. Per lei si interviene d’autorità e somministra l’attacco psichico collettivo. Valeria Parrella è memoria che costruisce.
“La migliore definizione di libertà…” Augusta, sempre lei, ha sentito definire così una pagina dalla Lettrice. Momento jukebox: Amélie Nothomb
Lorenzo si interroga sull’impavidità dell’errare, ascolta gli avvitamenti di Amélie Nothomb e rilancia la questione dell’opportunità. Il gustoso dibattito è aperto…
Francesca è memoria, passato che sostiene presente e interpreta futuro. Ancora Deborah Willis e la sua lezione di francese, in cambio di un pezzo di Sardegna e la confessione di un desiderio.

inizia lo spettacolo in sala, la Lettrice prenderebbe fiato
ma arriva un nuovo ospite, esigente, che ne reclama i servigi

Ian sceglie con cura una decina di titoli, con i quali, la Lettrice lo sa, si potrebbe costruire una storia. C’è tempo per leggere cinque pagine, fra una conversazione e l’altra, lentamente.
Con Amara Lakhous gli suggerisce che i sogni si possano realizzare a rate, anche quelli di una tenda d’amore Sahariana. Fruttero & Lucentini svelano un trucco per imparare l’inglese e coinvolgono la Lettrice in un’amabile mini-lezione di pronuncia. Cade anche il Jolly Hotel di Valeria Parrella e ancora Amélie Nothomb, prima che rientri il pubblico di fine spettacolo.
Torna Francesca, e per lei la Lettrice ha in serbo Armando, dalla penna di Piccirillo. Perché non dimentichi di aver sempre chiara quale sia la prima linea da tracciare.
Infine Cinzia, in vena di imprese ascensionali, psichiche e terrene, che si diverte con gli abitanti del Bojan Faust di Marco Biaz e ricambia con entusiasmo e un titolo nuovo da aggiungere alla libreria della Lettrice vis-à-vis

Se non siete venuti ma siete tanto dispiaciuti, se c’eravate ma non avete fatto in tempo, se mi avete vista fare ma non avete capito cosa fare… potreste avere un’altra occasione! Tenete d’occhio il PROGRAMMA

Le scelte di venerdì sono cadute su:
Paolo Piccirillo, La terra del Sacerdote, Neri Pozza, 2013
Carlo Molinaro, Rinfusi 2010-2011, Genesi Editrice, 2011
Deborah Willis, Svanire, Del Vecchio Editore, 2012, trad. Anna Baldini e Paola Del Zoppo
Charles Bukowski, Poesie 1955-1973, Mondadori, 1979, trad. Vincenzo Mantovani
Varlam Šalamov, I racconti della Kolyma, Adelphi, 1995
Irène Némirovsky, Due, Adelphi, 2010, trad.Laura Frausin Guarino
Valeria Parrella, Lettera di dimissioni, Einaudi, 2011
Amélie Nothomb, Maxi, Sabotaggio d’amore, Voland, 2012, trad. Patrizia Galeone
Amara Lakhous, Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio, Edizioni e/o, 2006
Fruttero & Lucentini,  I ferri del mestiere, Einaudi, 2003
Marco Biaz, Che te lo dico a fare, Miraggi Edizioni, 2011

le foto sono di Francesca Piludu (grazie!)

RESTI FRA NOI – Istruzioni per l’uso

Venerdì 8 novembre
RESTI FRA NOI
intime conversazioni da ReadingCorner

ISTRUZIONI PER L’USO

(c)Carola Casagrande

1. Entrate al Caffè della Caduta in via Bava 39 tra le 19.30 e le 21
2. Espletate le formalità richieste (tessera sì, tessera già, hai prenotato? sarebbe meglio, perché è sempre pieno…)
3. Vi prendete da bere e vi rilassate
4. Raggiungete la pedana in fondo al foyer, dove vedete accavallate due gambe calzate nelle scarpine della locandina
5. Se accanto ci sono altre gambe, aspettate il vostro turno in prossimità. Potete ascoltare, con discrezione, oppure farvi i fatti vostri.
6. Se le gambe calzate nelle scarpine sono solitarie, potete affiancarle con le vostre, prendendo posto sul sedile apposito
7. Se non lo avete già fatto (tra le gambe e le scarpe a volte è difficile, lo capisco) alzate lo sguardo e incontrate quello della Lettrice, vis-à-vis
8. Per 5 minuti circa (poi si vede), state con lei. Cosa accada dipende da voi.
9. Quando siete pronti a lasciare il posto all’ospite successivo, ringraziatela come usa alla Caduta. Lei farà altrettanto.

RESTI FRA NOI – la Lettrice al Caffè della Caduta

RESTI FRA NOI
intime conversazioni da ReadingCorner con la Lettrice vis-à-vis

venerdì 8 novembre dalle 19.30 alle 21 e dopo le 22.30
abbracciando “Il Gold Show” di Giorgia Goldini
al Caffè della Caduta – Via Bava 39, Torino

Ho passato la vita a leggere, ma ci sono ancora molte cose di cui non so niente. L’importante non è avere tutto in testa, ma sapere dove trovarlo”   [Il libro selvaggio – Juan Villoro]

E se anche questo è un compito troppo arduo, non vi preoccupate: viene in soccorso la Lettrice vis-à-vis.
Esiste il Libro delle risposte, ma avete mai provato a cercare la risposta attraverso i libri?

La Lettrice vis-à-vis è il suggestivo e misterioso tramite tra le domande che non avete mai osato porre e il responso contenuto fra le righe, negli amabili resti dei testi che ha scelto, catalogato e legge brevemente per voi.

Accomodatevi sul suo sgabello, esplorate l’ignoto sparpagliato sul tavolino e abbandonatevi fiduciosi a lei.

Uno alla volta, interrogate gli originali titoli, frugate fra le parole chiave, esplorate le frasi. Scegliete.
Fatevi leggere quell’unica pagina, di tutto un libro, rimasta appositamente per voi.
Infine concludete con la Lettrice la storia cominciata quando vi siete seduti e l’avete guardata negli occhi, vis-à-vis.

In confidenza, resti fra noi.

Due passi al B.A.R.L.U.I.G.I. 2pAReTi 10100

Si va a piedi scalzi, a spasso con la Lettrice vis-à-vis al B.A.R.L.U.I.G.I. 2pAReTi 10100, Soli Con Un Cane

 BarLuigi

Beppe ha nostalgia del suo quadrupede, Loredana fiera resta a galla, Carlo che prova a dire sempre la verità, mentre Carola che si sente bionda dentro. Enrico è convinto che i padroni non piangano mai, Caludio vede il doppio nel riso, Claudia si affida al cieco caso e Mara vuole i 14 cani di Elizabeth perché non ne ha mai avuto uno suo. Di Dario dovrei avere “speciale cura” ma lui cerca comprensione e trova il suo opposto, Silvia pesca doppie in risonanza inconsapevole con gli ospiti, come il fotografo Marco che il caso porta sullo sguardo. Teodora teme e chiede un lasciapassare per interposta persona, Alessandra conclude e, prima di andare, si allaccia un collare, con curiosità e prudenza.

Serata perfetta, intensa e amichevole. Intima e confortevole.
L’appartamento di Geppe accoglie con profumo di torta al cioccolato, le foto di Gerry raccontano di animali (uomini e cani) che vanno via.
Gli ospiti, invece, si fermano, si siedono, si raccolgono intorno a una storia che, sorprendentemente, li riguarda.
Da vicino, molto vicino…vis-à-vis.

 

Un grazie (che lei comprende bene) a Silvia Rosa (Associazione Art 10100) per l’idea, l’accoglienza e soprattutto la cura generosa.

Un consiglio: andate a esplorare in link di B.A.R.L.U.I.G.I.  e Associazione Art 10100. Vi sorprenderanno entrambi!

Soli Con Un Cane – Evento

Una passeggiata in un appartamento, foto che ritraggono passanti solitari con i loro cani, in contesti urbani.

La natura è nascosta, celata nell’individuo, nell’animale (uomo e cane).

Per scoprila servono i vostri occhi sulle foto e le vostre orecchie sulle mie pagine.

mercoledì 25 settembre 2013

B.A.R.L.U.I.G.I 2pAReTi10100
via Vassalli Eandi, Torino

SOLI CON UN  CANE e la Lettrice vis-à-vis, che stasera vi porterà a spasso fra alcune pagine memorabili e i quadrupedi di Bulgakov, Szymborska, O’Hagan, London, Furukawa Hideo, Omero, Catalano, Carroll, von Arnim

Il guinzaglio sarà morbido, potrete scegliere dove fermarvi: annusate nei cataloghi quale luogo solletica i vostri sensi.

I TITOLI lappano: delitto e castigo, il potere degli uomini, marilyn davanti a me, morire d’amore, 14 cani, ne farei a meno, l’abito che fa il monaco, i cani non ridono, fedeli alla propria natura, dotto dialogo canino, sono come tu mi vuoi, premessa e promessa, dal piedistallo alla polvere, tutti sollevati

Le PAROLE abbaiano: fame, perché, inseparabili, laika, combattere, comprensione, lasciapassare, fame, un nome, privilegi, parliamo, sguardo, filosofeggiare, fedeltà, accompagnare

I TESTI scodinzolano: E’ così che mi piace essere amata, Pensava che fossero inoffensivi, per l’aria ridicola che hanno, Gli umani sono andati via. Non c’è più nessuno, E il padrone, voltandosi, si terse una lagrima, Che anima di schiavo, la nostra, che destino infame!, La verità è che le persone sanno che le osserviamo, … leccarle le dita dei piedi: erano frizzanti, Penso che solo a me volesse bene, e a nessun altro mai, Comprese il riso e il significato di esso,  Tutto ciò che la riguardava era rigorosamente top secret,  Restare a galla, con la coda che sventola animatamente, Mi tiene compagnia, in mancanza d’altro, E’ sempre più facile appoggiarsi a un altro, che tenersi in piedi da soli, Egli comprese chiaramente cosa significasse un collare nella vita

L’evento è organizzato da

Associazione Culturale ART 10100

#ff

Un venerdì sera arriva l’inverno a San Salvario. Il tempo ideale per leggere un buon libro.

La pensano così Paolo Piccirillo, che prende un trenino da Roma e viene a mettersi accanto a “La terra del Sacerdote”, Alcide Pierantozzi, suo lettore esperto fin dalle bozze, giunto da Milano per scandargliarne scrittura e incognite a beneficio degli ospiti, e Luca Giordano, l’amico/professionista/complice, sceneggiatore e scrittore nonché tester ideale per esperimenti arditi.

Ad attenderli, nella libreria Trebisonda, trovano un tavolino, una scatola piena di foglietti misteriosi e due sgabelli.

Non sono gli unici ad aver sfidato il freddo e il gelo ottobrino per curiosità.
La Lettrice vis-à-vis spalanca occhi e orecchie, accoglie tutti i visitatori e li porta, per un’ora e mezza, gentilmente e uno alla volta, nel libro di Paolo. Ognuno nella propria pagina.

Luca, Clara, Carlo, Sara, Marta, Ilaria, Carlotta, Carmen, Marcella, Augusta, Francesca, Gabriele, Paolo, Fabio, Piccirillo stesso. Alcuni di loro si fermano, alle spalle degli altri, o su una sedia in prossimità, per ascoltare altri frammenti. Altri si mettono in fila per poter sceglierne ancora di propri.

Disordinatamente, scelgono: “quando ti abitui poi finisce pure che ti viene un po’ di felicità”; Amalia; come potrebbe essere; unico; s/offre; per sempre; fermarsi per andare avanti; la croce; “gli piace pensare che il mondo non è mai brutto”; per quando ti chiedi cosa vuoi; via, benefico esercizio di rottura; cercare la linea; il destino delle cose buone

Qualcuno lascia una traccia. Diversi condividono sguardi, intese, ricordi, comprensione. Cose che, perdonate, restano fra noi.

Complice, mi pare, è la felice sorpresa di aver trovato quel che nemmeno si sapeva di stare cercando.
Con la coda dell’occhio, li vedo andare via proteggendo il libro nuovo dalle intemperie.

Li ringrazio tutti, uno per uno. Anche Arsenio Bravuomo, che ha accettato sorridente di mettere in discussione l’inesistenza del Molise

E ringrazio soprattutto Paolo Piccirillo, che se non ci fossero libri così ricchi, il mio mestiere sarebbe povero assai.

Infine ringrazio Malvina che ha dato ancora una volta, come è accaduto spesso a partire da maggio, un tetto alla mia impresa itinerante.

E’ ora di rimettersi in marcia. Ho voluto la bicicletta: PEDALO!

La Lettrice vi porta ne “La Terra del Sacerdote” – evento speciale –

Per le proposte in libreria uno alla volta
VENERDI’ 11 OTTOBRE
alla Libreria Trebisonda

la Lettrice vis-à-vis per

PAOLO PICCIRILLO
e la presentazione de LA TERRA DEL SACERDOTE” (Neri Pozza)

dalle 19.00

la Lettrice vis-à-vis, introdurrà la serata restituendo, uno alla volta, parti del romanzo scelte dai lettori stessi.
Le voci e le suggestioni germogliate dai semi sparsi nel testo saranno disponibili per la scelta nel corso di un intenso e personalizzato intervento di lettura e conversazione.

La terra del Sacerdote” è un romanzo articolato, quasi scritto per molti lettori diversi, ognuno dei quali avrà l’opportunità di trovare il proprio punto di lettura grazie al catalogo ad hoc costruito per l’occasione.
Oltre la trama, a cogliere l’ordito, come di consueto gli ospiti potranno scegliere, uno alla volta, una parola, una frase, una traccia che li colleghi alla pagina da condividere con la Lettrice.

Di pagina in pagina, si potrebbe fare notte.
Invece si farà sera con un aperitivo informale che condurrà alla presentazione vera e propria.

dalle 20.45

L’autore, Paolo Piccirillo, sarà a disposizione del pubblico (ormai) affezionato. Nato nel 1987 a Santa Maria Capua Vetere (Caserta), Paolo nel 2010 ha pubblicato Zoo col semaforo, un romanzo che ha riscosso un notevole successo di pubblico e critica, ed è autore di racconti pubblicati su varie riviste e antologie. Di lui potete leggere le prime impressioni della Lettrice vis-à-vis nelle cronache dal Festivaletteratura di Mantova (che già nel 2011 lo ha scelto come rappresentante italiano per le Scritture Giovani).

L’autore sarà accompagnato da Alcide Pierantozzi. Questi ha esordito nel 2006 con il romanzo Uno indiviso (Hacca), del quale è in corso di pubblicazione una graphic novel per le edizioni Tunué. Con Rizzoli ha pubblicato nel 2008 L’Uomo e il suo amore e nel 2012 Ivan il terribile. Scrive su Rollingstone e su L’Indice dei libri del mese.

La trama

È notte e la ragazza corre nella campagna buia piú veloce che può, senza voltarsi indietro. È finalmente riuscita a scappare dalla gabbia in cui la vecchia la teneva prigioniera. Il vento gelido le taglia la faccia e la terra brulla i piedi, ma quasi non se ne accorge, perché il dolore delle doglie la rende insensibile a tutto il resto. La terra su cui sta cercando rifugio è conosciuta da tutti come “la terra del Sacerdote”. Agapito, uomo burbero e solitario, arido e secco come la sua terra, fuggito dal  Molise, e divenuto sacerdote in Germania, dalla Germania è tornato con un segreto troppo grande e un silenzio che ha barattato con la terra su cui vive. Una terra maledetta che non dà frutti, morta come la sua anima. Del saio e della promessa fatta prendendo i voti è rimasto solo un soprannome.
Quando Agapito scopre la ragazza nascosta nel fienile si trova al crocevia di un traffico di esseri umani e della possibilità di fare i conti con le proprie scelte e con la propria anima, o almeno con quell’unico briciolo non ancora barattato con il pane e la sopravvivenza quotidiana.

Per saperne di più su “La terra del Sacerdote”, condivido l’acuta recensione di Vito Santoro

“La terra del Sacerdote”di Paolo Piccirillo è un romanzo di strappi e di ricuciture. Mette in scena un lento e doloroso processo di rimarginazione delle ferite della vita…” continua

Hanno scritto di lui:

La terra del Sacerdote è un romanzo bellissimo e potente. È come se Cormac McCarthy si aggirasse per la campagna molisana. (Brunella Schisa)
Paolo Piccirillo è tra gli scrittori maggiormente dotati dell’ultima generazione. In Zoo col semaforo si divertiva a smontare e riassemblare storie con invidiabile abilità. Per La terra del Sacerdote tenta qualcosa di piú difficile e maturo: spostare in avanti l’arte del narrare tenendo gli occhi conficcati nella materia più nera e affascinante della nostra tradizione. (Nicola Lagioia)

La terra del Sacerdote è il primo romanzo italiano pubblicato dall’editore Neri Pozza.

frammenti di Bello e Riuso a Cascina Caccia

Il catalogo ad hoc

Cultura/Coltura della legalità : Giardinieri Insospettabili
Uomini e donne dei più disparati mestieri, che si sono trovati a coltivare giustizia, etica, legalità in senso stretto e lato. Molti, letteralmente, con una zappa in mano.

ha prodotto relazioni vis-à-vis sugli  sgabelli della Lettrice. Eccone alcune:

• Si è giardinieri, spesso coltivatori di tolleranza, nel quotidiano orto della propria relazione. Come Abelardo e Mariquita, protagonisti dell’opera per burattini “Me regalas una flor?” scritta dall’argentino Horacio Tignanelli (Ed. Colihue, B.A. 1995) e scelta da Sofia.

• Grazie a Delia e alla sua curiosità nei confronti di chi avesse coltivato l’isola del tesoro, abbiamo scoperto le doti di Robert Louis Stevenson. Per i samoani: Tusitala, narratore di storie, perché capace, prima di dire le proprie, di raccoglierle quelle altrui (R. Mussapi, “Tusitala, il narratore” , Ponte alle Grazie 2002)

• Cosa c’entrino i capperi con l’indipendenza l’ha chiesto Alice, e ha letto che a Thomas Jefferson c’è voluta pari perseveranza e ostinazione per dimostrare che “la sconfitta in un settore viene compensata la vittoria in un altro” (Delfina Rattazzi, “Storie di insospettabili giardinieri”, Cairo Editore 2008)

• Grazie alla sua mamma, ci siamo fatte due risate con il più improbabile dei giardinieri: James, che nel tentativo di raccogliere felicità ha seminato una pesca gigante e altrettanto clamorose avventure, animato dal rispetto e lo sguardo lungo (Roald Dahl, “James e la pesca gigante, Salani 2003)

• A Luca manca il tempo. Due bambine, il lavoro, la vita. Ha domandato al mio catalogo quale fosse il tempo del giardiere egli ha risposto Karel Čapek, che ai suoi tempi il tempo è stato costretto a reinventarselo. Con calma e una risata. (Karel Čapek, L’anno del giardiniere; Sellerio Editore 2008)

• Mai giudicare un libro dalla copertina. Meglio fare, come Davide, una domanda a sé e a me. E scoprire attraverso le pagine de “Il giardino di Eliazabeth” che l’indipendenza è dentro di noi prima che negli occhi di chi ci giudica. (Elizabeth von Arnim, “Il giardino di Elizabeth”, Bollati Boringhieri 1989)

• Per vedere come la vita si imponga sulla morte, attraverso il riuso… di trincee e stadi “Making (defiant) gardens in wartime”, bisogna andare a sfogliare l’omonimo libro fotografico di Kenetth I.Helphand, che ha suscitato la curiosità di Marco, uno dei residenti di Cascina Caccia. Tra esperti di estremi ci si capisce (Kenetth I.Helphand, Defiant Gardens, Making gardens in wartime; Trinity University Press, 2006)

• Alessandra aveva studiato approfonditamente la figura di Nelson Mandela a scuola, ma ignorava quale orticultore di pomodori, oltre che idee, fosse diventato in carcere. “A volte non si può far niente per salvare una cosa che deve morire” (Nelson Mandela, “Lungo cammino verso la libertà”, Feltrinelli 1995)

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Quanto a voi, volete sapere come nasce un giardiniere?

Nonostante le apparenze, un giardiniere non ha origine da un seme, da un virgulto, da un bulbo, da un tubero e nemmeno per margotta, bensì nasce dalle esperienze, dall’ambiente circostante e dalle condizioni naturali
(Karel Čapek, L’anno del giardiniere; Sellerio Editore 2008, trad. Daniela Galdo)

FESTIVALETTERATURA – per chi non c’era (I parte)

Micro-cronache personali dal festival di Mantova. Qualche pensiero, citazioni sparse, invitabili omissioni e grande soddisfazione della Lettrice alle prese con il suo programma.

Per i dettagli su autori, presentatori, temi, e tutto ciò che è stato prodotto dai professionisti, vi rimando all’ottimo sito di Festivaletteratura

Scritture Giovani LibreriaSCRITTURE GIOVANI LIBRERIAPaolo Piccirillo e Flavio Soriga con Chicca Gagliardo
Appuntamento quotidiano dedicato a chi vuole indagare il processo che fa di uno scrittore esordiente un autore in divenire. Il primo appuntamento è con due di sei scrittori presentati e sostenuti nei 10 anni del progetto Scritture Giovani
Paolo Piccirillo: “sono lettorecentrico” a disposizione e nei panni del destinatario.
Per il giovane autore, la scrittura è il mezzo sorprendente per viaggiare, conoscere. Non sa, forse non vorrebbe fare esclusivamente lo scrittore, ma “quando il pensiero fisso e una storia si incastrano… Mi sento uno scemo se non scrivo. Devo”. Le pagine lette dal suo romanzo “La terra del sacerdote”, ruvido e penetrante, restituiscono la maturità di quell’imperativo. A ottobre la presentazione torinese. Già in serito nel catalogo della Lettrice vis-à-vis.
Flavio Soriga: afflitto e affetto ironicamente da sardità, srotola contro-luoghi comuni per scrittori. La differenza fra un esordio letterario da un milione di copie e uno da 1500 è la stessa fra l’andare a lavorare nell’azienda di papà o meno: magari sei bravo uguale, ma le ossa te le fai meglio nel secondo caso. “Un grande scrittore si vede dalla quantità di roba che butta”. Con un minimo di esperienza, l’autore dovrebbe essere il primo in grado di sapere se una pagina è buona, e l’editor servire sempre meno a questo. “Ho scritto un giallo che non è un pretesto per raccontare nient’altro, e ne sono fiero”.
Chicca Gagliardo lascia filtrare la presenza e cura per il progetto e i protagonisti attraverso piccoli rimandi al tempo, al divenire.

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O futuro chegou?O FUTURO CHEGOU? IL FUTURO E’ ARRIVATO?  – Domenico De Masi e Ronaldo Wrobel
Mah… si è parlato più che altro del passato. Il futuro, si sa, è complicato (cit.). Peccato, magari sta a noi tirare le fila..?
Wrobel: “Mi hanno chiesto cosa significhi essere brasiliano. Non lo so, ma esiste un modo brasiliano di essere qualunque cosa”. Mentre l’autore ricorda come nessun brasiliano possa dirsi abbastanza “originale” da poter rifiutare un immigrato, la platea sospira e fantastica la prossima migrazione.

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L’ ESPERIMENTO DELLA DOPPIA FENDITURA – Jim Al-Khalili
“Oggi ho assistito a un trionfo della divulgazione. Ho partecipato all’incontro L’esperimento della doppia fenditura con Jim Al Khalili, non sapendo che era in inglese e nonostante questo grazie alla lavagna alla bravura del relatore, ho capito la base della meccanica quantistica: le particelle sono come i ragazzini se le guardi si comportano in modo sensato, se non le guardi fanno quello che pare loro e i fisici si scervellano per capire perché” – (micro-sintesi gentilmente offerta dal mio babbo)

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Io e MargheritaIO E MARGHERITAFederico Taddia per #Tracce
30′ per riassumere la “vita rigorosa e spettinata” di Margherita Hack. Federico monta i suoi ricordi per raccontare la persona, permettendoci di riconoscerla oltre il personaggio. Per scoprire che fra le due cose, a volte, non c’è differenza.
“Con lei, ogni risposta era un trampolino per la domanda successiva”
Anche senza la musica (facile), ci si sarebbe commossi ugualmente.

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Sul comodino del giudiceSUL COMODINO DEL GIUDICE – Simonetta Agnello Hornby con Simonetta Bitasi
La scrittrice si avvicina alla platea, che l’ha applaudita fin dall’ingresso. Si approssima fisicamente, scendendo dal pulpito” che la nasconde, e letterariamente suggerendoci la sua idea di “giustizia, preferita all’amore, perché presuppone amore verso gli altri” (mentre non necessariamente vale l’inverso).
Sul comodino del giudice, le hanno insegnato, serve ci sia sempre un romanzo, o della poesia, affinché egli sia preparato al verosimile.
“Non mi piace l’ottimista, che pensa il futuro sia come se lo immagina. Preferisco la speranza, e la perseveranza nel perseguire un obiettivo.”
Attraverso episodi, aneddoti personali, fallimenti e percorsi, una Simonetta, accolta dall’altra, racconta come risponde, a suo modo, alla domanda tante volte udita: “Ma io, devo essere come mio padre?”

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Elda LanzaLe meravigliose scarpe dorate di Elda Lanza, la prima donna in video della televisione italiana (femminista, giallista e punti a tutti)

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LE PAROLE DELLE DONNE  – Michela Murgia con Riccardo Romani
Un falso contraddittorio per ragionare sulla distorsione che attraverso la comunicazione si imprime sull’idea.
Michela Murgia, a fronte del costante e capillare lavoro svolto sul campo dei mezzi di comunicazione, cerca di sintetizzare alcune linee guida per l’azione concreta. Alfabetizzazione sentimentale e culturale, quotidianità, attenzione, pressione sono l’esercizio per modificare, attraverso le parole con cui si parla delle donne, la statistica immobile della violenza di genere.
“Pasionarietà”, emotività, battaglia, categoria di consumo. Queste le gabbie comunicative in cui Riccardo Romani paventa possa finire rinchiusa tale azione, depotenziandosi da se stessa.
Il pubblico interviene con pertinenza ed esperienza.
La domanda che non ho avuto il tempo di fare (e magari qui qualcuno ha idee): quali potrebbero essere strategie comunicative efficaci per evitare che il femminicidio sia solo categoria di consumo nei media?

Nota: mi spiace moltissimo che manchi una foto, ma il comando “si prega di spegnere i cellulari” mentre scattavo la suddetta, unito allo sguardo probabilmente del tutto casuale e inconsapevole e pur tuttavia apparentemente lapidario di Michela Murgia alla sottoscrita in prima fila mi ha fatto insaccare il mezzo con goffa e poco dignitosa manovra. Sono sempre più convinta che questa donna sappia unire alla forza delle proprie opinioni, anche la determinazione di saperle trasmettere (e, beh… sì io sono una mammoletta)

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"Elementi" in attesa per la Tavola Periodica
“Elementi” in fila per la Tavola Periodica

I RACCONTI DELLA TAVOLA PERIODICA – Sam Kean con Marco Malvaldi
Titanio, argento, arsenico, terillio… che elementi! Si chiacchiera di scienza e serendipity (scoprire l’elio cercando di fare il botto con una fuga di non-idrogeno), scoperte pericolose (il verde è un bel colore, ma quante donzelle sono perite per una stoffa tinta malamente con arsenico?) ed effetti collaterali (bere argento come antibatterico e ritrovarsi blu zombie), nomi di battesimo (i dispetti si sprecano) e questioni di genere (titola un giornale dell’epoca, per Doroty Crowfoot Hodgkin: “Una madre di famiglia del New England vince il Premio Nobel”).
“Il cucchiaino scomparso” di Sam Kean mette in relazione gli elementi con gli esseri umani, anche quelli (quasi tutti) che credono la Tavola Periodica esista da sempre.
Nota: Prossimamente nel catalogo della Lettrice vis-à-vis

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Libri selvaggiLIBRI SELVAGGIJuan Villoro con Christian Mascheroni
“Un libro è come uno specchio: se gli si accosta una scimmia, non ci si può riflettere un apostolo” (aforisma del XVIIsec.)
“Ognuno trae da un libro ciò che ci mette” dice Juan Villoro.
Ma il libro, prima, bisogna acchiapparlo! E può non essere così semplice, perché c’è libro e libro e nemmeno i lettori si somigliano. Gli uni e gli altri possono essere appassionati o recalcitranti, simbiotici o anarchici, tolleranti o furibondi, spaventati a morte o pacificati. I libri possono essere selvaggi, in quanto vivi come i loro lettori (e autori, Juan e Christian sono una delle migliori accoppiate del Festival, in questo senso).
Assolutamente da scoprire la storia dell’incontro fra il 13enne Juan e il suo “Libro selvaggio”, seguendo il consiglio della mamma di Christian: “Non avere paura dei libri”
Nota: un ringraziamento a Giovanna Melloni, in questa come in altre occasioni, interprete competente, divertita e appassionata per Festivaletteratura. Gli spettatori affezionati ormai regolano le loro aspettative anche in base chi vedono sedersi dietro al tavolo, sapendo che verrà tradotta non solo la parola, ma spesso l’intenzione, lo spirito, l’umore. Sono interpreti, appunto, non traduttori. E, ogni tanto, se c’è da redarguire qualche spettatore politicamente scorretto, non lo mandano a dire (ogni riferimento a Marina Astrologo è felicemente non casuale!)

IL BELLO E IL RIUSO a Cascina Caccia con LA LETTRICE VIS-à-VIS

San Sebastiano Po – Domenica 22 settembre 2013
IL BELLO E IL RIUSO a CASCINA CACCIA 2013
dalle 14.30 alle 21.00

lalettrice_cascina

Terza giornata di arte, performance, laboratori e condivisione del progetto di Cascina Caccia, bene confiscato alla n’drangheta e rientrato in circolo come “Centro del Bello” e del riuso

Per l’occasione il carretto della Lettrice vis-à-vis si riempirà di sane proposte, con una libreria intitolata: “Cultura/Coltura della legalità : Giardinieri Insospettabili
Uomini e donne dei più disparati mestieri, che si sono trovati a coltivare giustizia, etica, legalità in senso stretto e lato. Molti, letteralmente, con una zappa in mano.
Venite a scegliere, nel mio bizzarro catalogo, la parola chiave (e da lì, la pagina) da seminare nel vostro giardino.
Tutto il pomeriggio, a disposizione di grandi e piccoli, per una piccola conversazione e una grande scoperta, a tu per tu.

Ecco il programma dell’intensa giornata organizzata da ACMOS e LIBERA, in collaborazione con l’Associazione Artegiovane di Torino per adulti e bambini all’insegna di sensibilizzazione, socializzazione e sostenibilità:

Ore 14,30  : Presentazione dei prodotti dei Laboratori del Riuso (a cura dell’Associazione “Fare Waste”)
Ore 15,30 : Visita alla Sezione Mafia della Mostra “Fare gli Italiani” (a cura di Studio Azzurro e Libera)
Ore 16,30  :  • Street Art. GEC lascia il segno sulle pareti di Cascina Caccia
• Il gioco del riuso con parole e immagini attraverso il Laboratorio di Pittura per adulti e bambini di ANDREA BERTOTTI
Dalle 16.30 in poi:  Letture vis-à-vis con il catalogo “Cultura/Coltura della legalità : Giardinieri Insospettabili” di e con CHIARA TREVISAN – La Lettrice vis-à-vis
Ore 17,00 : • Brani da “Città Fragile di BEPPE ROSSO e FILIPPO TARICCO, una trilogia dedicata a migranti, prostitute e barboni,
COMPAGNIA LA BONVENTURA di Eleonora Frida Mino presenterà “Per Questo”, spettacolo per adulti e bambini dagli 11 anni dedicato a Giovanni Falcone e facente parte del progetto di Teatro e Legalità “In viaggio con Giovanni”
Ore 17,30 : • MOSAICO DANZA di Natalia Casorati  presenterà una nuova performance di Danza Contemporanea a cura del DUO PAGANI: “Doppio Respiro” dove viene messa in luce la forza della collaborazione d’insieme
Ore 18,30 : Pizza e Focaccia dal Forno a Legna di Cascina Caccia

L’organizzazione dell’evento è curata da Enzo Cascini per Acmos e Alvise Chevallard per Artegiovane, con la preziosa collaborazione dei giovani di Acmos, Libera e Artegiovane.
Le spese vive di partecipazione e allestimento sono garantite da Camera di Commercio di Torino, Provincia di Torino e  PEA di Torino.

#filafestival – Mantova

festivaletteratura mantovaLavorando con uno spettatore alla volta, di file me ne intendo. Ma di solito le creo, più raramente le faccio. Una volta l’anno, però, l’attesa vale quanto lo spettacolo.

Vado a Mantova, e mi accodo a colleghi lettori, per ascoltare cosa ha da dire chi i libri li scrive, diffonde, usa per offrire il proprio punto di vista sulle cose.

C’è chi viene al Festivaletteratura per incontrare il proprio scrittore del cuore, chi in cerca di novità. Ci sono percorsi per interpretare e comprendere la realtà e laboratori per appropriarsi di strumenti con cui modificarla.

C’è, per pochi, sacrosanti giorni di capo d’anno, la sensazione di essere circondati da moltissime persone diverse che hanno qualcosa in comune.

Vado a fare la valigia. Questo qui sotto è parte del mio programma di visita. Ma gli occhi li terrò aperti sulla fila, sappiatelo.

mantova

Compiti delle vacanze: libri bradi (I parte)

La Lettrice in vacanza è disordinata e anarchica. Non si porta i compiti, anche se li ama. Va all’avventura con lo zaino vuoto e legge quello che trova. L’unico libro pre-selezionato è quello che l’accompagna nel trasferimento.
Quest’anno la biblioteca casalinga pugliese ha fornito la seguente abbuffata:

La FigliaClara Usón – LA FIGLIA (Trad. Silvia Sichel – Sellerio)
Attraverso la voce di Ana: “Il generale Ratko Mladić non è uno psicopatico! È un eroe, un grande eroe serbo. E la voce di quelle registrazioni non è la sua – E tu come lo sai? – Perché è mio padre”
E ancora “Lei alzò gli occhi, resse il suo sguardo qualche istante e li riabbassò subito. Aveva perso, non avrebbe mai potuto tenere testa a un uomo che l’amava tanto”
Restituendo la voce a Vlado: “Io gli dicevo, per provocarlo, che il nazionalismo è un’invenzione borghese del secolo diciannovesimo che rivendica un falso passato storico di prosperità e promette un futuro rigoglioso, di splendore”
Grazie alla voce di Danilo: “E sono qui vicino, a un’ora di aereo, a sei ore di macchina! Fa paura a pensarci, dice la madre di famiglia, come se la guerra fosse un virus contagioso che un vento mefitico potesse diffondere”
Le voci si fanno più chiare, le parole nitide, la lingua comprensibile. La storia ci riguarda, smette di farsi guardare. La domanda, può una spagnola essere la voce giusta?, perde significato, sostituita da un’urgenza: come abbiamo fatto a restare muti, noi?

Addio a BerlinoChristopher IsherwoodADDIO A BERLINO (Trad. Laura Noulian – Adelphi)
Christopher mi porta in giro per bar, cabaret, dimore signorili e quartieri popolari, tra una lezione di inglese e una stanza in affitto nella Berlino fra il ’30 e il ’33. Con lui osservo la società che patisce l’acuirsi della crisi economica e asseconda placidamente l’ascesa del nazismo. Accompagnati dal suo ritratto puntuale, nitido e franco di alcuni personaggi, Christopher ed io ci guardiamo intorno con cautela, da quella posizione in cui si poggia ancora il piede sul suolo, ma si intuisce chiaramente l’orrido.
“Si sta semplicemente acclimatando, in ossequio alla legge naturale, al modo di un animale che cambia il pelo ai primi freddi. Migliaia di persone, come F.S., si stanno acclimatando”

OlaborsaolavitaEduardo MendozaO LA BORSA O LA VITA (Feltrinelli)
Dov’è finito Rómulo il Bello? Vado in cerca della risposta tra le strade roventi di Barcellona, in un improbabile negozio di parrucchiere, con il suo proprietario neo promosso detective. Mi siedo alla tavola imbandita di pietanze e filosofia orientale dei dirimpettai, aggiornata telefonicamente da una tredicenne e sorvegliata dalle più singolari statue viventi mai scolpite dall’immaginazione. L’intrigo, accompagnato dallo scetticismo e la sconsolata arrendevolezza del protagonista, accumula assurdità che preludono all’ineluttabile catastrofe. Dalla quale, è bene saperlo, ci si può altresì sempre risollevare, come da un banale capitombolo. Lieve e spassosa, la truppa di Mendoza è stata la compagna ideale per partire per le vacanze.

Il collezionista delle piccole coseJeremy PageIL COLLEZIONISTA DELLE PICCOLE COSE (Neri Pozza)
Mi imbarco con Eliot a bordo del brigantino Amethyst. Destinazione: Artico. La nostra missione prevede osservazioni naturalistiche e recupero, con un po’ di fortuna, delle tracce di un raro uccello estinto. La luce è abbacinante, il paesaggio nudo e vergine, la natura selvatica e gli uomini ruvidi o avventurosi come è ancora possibile a metà dell’800. Tutte ottime premesse, come pure una fanciulla misteriosa e il continuo accennare a prossimi impetuosi stravolgimenti… che tuttavia non giungono mai. Gli uomini starnazzano come galline spaventate, la donna prende in mano la situazione (dopo qualche prevedibile malore) e l’unica che sembra mantenere la calma (piatta, del libro) per tutta la vicenda è l’alca impenne, il famoso uccello non esitino. In conclusione, tanto mal di mare per non arrivare da nessuna parte.

a seguire (sono molto più veloce a leggere che a scrivere):

Andrés Neuman –  PARLARE DA SOLI
Claudia Piñeiro – LA CREPA
Nicolai Lilin – EDUCAZIONE SIBERIANA
Rabih Alameddine – LA TRADUTTRICE
Irène Némirovsky – UNA PEDINA SULLA SCACCHIERA

Metti notte a San Salvario: Welcome (event)

Un benvenuto con Boffa, Braitberg, Carver, Von Arnim, Bukowski, Turati, Melville, Riel, per Giacomo, Michele, Gabriella, Augusta, Aresenio, Chiara, Silvia, Daniele, Francesco, Sara, …

(Tra le pagine arriva Silvia Rosa, spariglia le carte e legge per La Lettrice, incredula e grata)

 

Enjoy San Salvario con la Lettrice vis-à-vis

World Master Games Welcome Event

Domani si pre-inaugurano i World Master Games (le Olimpiadi over 35) a Torino. Città e dintorni si riempiono per una decina di giorni di atleti internazionali, che vanno nutriti con cibo per il corpo e la mente.

San Salvario li accoglie con un abbraccio gastronomico, ludico, musicale, pare pure culturale, in ogni caso eclettico e divertito come solo questo quartiere, fra tutti, sa essere.

La Lettrice vis-à-vis non poteva mancare all’appuntamento. Per l’occasione si presenterà in doppia veste:

CICLISTICA: in orario pomeridiano, fra le 17 e le 20, in giro per il quartiere. Fermate e letture a richiesta, fra un assaggio e l’altro.

dalle 20 alle 22 pausa: sarà sfrenata e ballerina andando in giro a godermi i concertini altrui

STANZIALE, INTIMA E NOTTURNA: con un tocco internazionale nel suo catalogo di GiraLibri e non solo, a disposizione dei curiosi davanti all’irrinunciabile Libreria Trebisonda, a partire dalle 22 fino alla chiusura.

Il programma completo di Enjoy San Salvario, con mappa e orari, lo trovate QUI

Figurine da Letti di Notte fonda alla Trebisonda

Letti di notte. Per chi c’era, per chi avrebbe voluto esserci, per chi ha bevuto, letto, guardato, sorriso e stupito in nostra compagnia, qui le figu da collezionare e il racconto della serata.

Metti la prima notte d’estate in una libreria che ti tiene sulla rotta. Metti una LIBRAIA, Malvina, intraprendente e spiritosa, circondata da nottambuli.
Affiancale una LETTRICE VIS-à-VIS che accoglie un ospite alla volta nel suo angolino, ma non si tira indietro se si tratta di dar voce alta alle parole di una “Vita agra”.
Completa il gineceo con Elisabetta Libanore che apre le porte e diffonde i segreti di mondi creduti silenziosi sotto un chador.
A metà nottata, tra un bicchiere di vino, una pagina e l’altra, si è capito: qui si parla di cose che ci riguardano. Le “Vite al centro” del documentario di Fabio Ferrero, mescolate alle pagine di Bianciardi, Olivetti, Levi, cambiano la prospettiva sul quotidiano.
Lucio Villani lo spiega chiaramente: “MAMMA! Se ci leggi è giornalismo, se ci quereli è satira” Il contundente n°10 della rivista di graphic journalism, dedicato a UNIFORMI E DIVISE, lascia senza fiato, a partire dalla copertina.
E’ notte fonda quando il lupo mannaro degli SLAMMER, Giacomo Sandron, arriva per dare voce alle pagine folli del Libro Bianco di Rafael Horzon Scritturapura Casa Editrice) Lettori scatenati, interpreti appassionati, un’ospite infaticabile che tira giù la serranda solo quando non c’è più niente da dire (quindi, praticamente mai).
E’ accaduto il 21 giugno, ma, credetemi, se non perdete la Trebisonda vi può capitare di continuo…

La Lettrice vis-à-vis per #lettidinotte

letti di notte2LETTI DI NOTTE

 

 

 

 

La Lettrice vis-à-vis

SI FARÀ NOTTE FONDA ALLA TREBISONDA

La Lettrice vis-à-vis scatenata per Letti di Notte cosa leggerà?

 

 

c©PaoloCiaberta I LIBRI DEL GIRALIBRO DI SAN SALVARIO

 

 

 

libri2E ALCUNI PREZIOSI TESORI ESTRATTI DALLA SUA LIBRERIA PERSONALE

 

 

 

a©PaoloCiabertaCOME SEMPRE VIS-À-VIS e UNO ALLA VOLTA

 

 

 

cataloghiAvvicinatevi ai suoi CATALOGHI, prendetevi il tempo di scegliere, l’offerta è ampia: ce ne sarà PER TUTTA LA NOTTE!

Due sulla strada 8/6 – racconto per immagini

si farà NOTTE FONDA alla TREBISONDA…

Volete affondare con noi oltre la superficie della notte e delle storie?Letti di notte

21 giugno 2013, dalle 21 alle 2 circa

NOTTE FONDA alla TREBISONDA
per
LETTI DI NOTTE

Trebisonda per LettidiNotte: una specialissima Lettrice, una Libraia che sa di arabo, un documentario, una rivista, una casa editrice e un poeta alle prese con un Libro bianco.

Per tutta la sera Elisabetta Libanore sarà Libraia per una notte: nell’ambito del progetto L’Arabo Insolito, sarà lieta di chiacchierare di letteratura e poesia araba tradotte in italiano: la scrittura avvolgente del libanese Rabee Jaber, del sudanese Tayeb Saleh, del marocchino Abdelfattah Kilito e la voce di tante poetesse arabe contemporanee.

Per tutta la sera Chiara Trevisan, la Lettrice vis-à-vis, tornerà a dedicarsi ai GiraLibri, e sussurrerà a un lettore nottambulo alla volta alcune delle storie contenute nei libri donati da tanti editori italiani per la biblioteca diffusa di SanSalvario, Torino.
Curiosate tra i titoli che ha inventato per voi, scegliete la parola che più vi ispira, scoprite il filo di un discorso a quale pagina vi lega. In tre minuti tutti per voi.

Alle 21:00 si proietta un estratto di Vite al centro, documentario di Fabio Ferrero e Nicola Zambelli.
Alice e Beatrice, due amiche, entrambe lavoratrici dipendenti in un centro commerciale, attraversano un momento cruciale della loro vita: una è in procinto di mettere al mondo un figlio e di entrare in maternità, l’altra di sposarsi ed alla ricerca di un nuovo lavoro. Le loro storie assomigliano a quelle di molti coetanei, che coltivano i propri sogni tra le difficoltà e le speranze di un futuro incerto e strettamente connesso alle trasformazioni in atto e al complicato momento storico.
Letture da Adriano Olivetti, Primo Levi, Luciano Bianciardi, e altri.

Alle 22:30 Lucio Villani illustra Mamma! Se ci leggi è giornalismo, se ci quereli è satira, il magazine satirico di giornalismo a fumetti fondato nel 2009 da un gruppo di autori diventati editori di se stessi e diretto da Kanjano, Carlo Gubitosa e Mauro Biani. Il tema di questo numero 10, curato da Villani assieme all’Art Director Kanjano, sono le divise, le uniformi e le mazzate che spesso le accompagnano. “Quella che doveva essere semplicemente una rivista si è trasformata in una terapia di gruppo per guarire da un trauma sociale collettivo, per scrollarci di dosso una violenza strutturale che abbiamo esorcizzato con la parola, il fumetto, la fotografia e l’illustrazione. Nel nostro Paese il dissenso si è spesso trasformato in reato penale, l’aggregazione è diventata adunata sediziosa, le buone idee bersagli da colpire. Ma il pugno di ferro di chi confonde la politica con la legge del più forte non è riuscito a piegare la nostra creatività” (Carlo Gubitosa).

Alle 24:00, a risollevare gli animi ci pensa la casa editrice Scritturapura con il Libro bianco. Rafael Horzon, il protagonista-autore, segue un corso di Jacques Derrida a Parigi, è perseguitato dalla signora Sarasate, vive una serie interminabile di avventure a Berlino, gira un film con un cane rosa, apre una galleria giapponese immaginaria, crea i “Mobili Horzon” e fa concorrenza all’Ikea, fonda un’accademia delle scienze inutili, concepisce una cravatta che parte dal collo e sale sulla testa, rifonda un sistema decimale, apre una libreria mono-libro, fonda un’agenzia per i divorzi.E dice che è tutto vero! Sogno o realtà? Beffa o racconto mistico? Ecco la picaresca biografia di un imprenditore o… di un creativo in tempo di crisi?
Legge, da par suo, il plurivincitore di tenzoni poetiche Giacomo Sandron.

Liberia Trebisonda
Via Sant’Anselmo 22 – Torino
011.7900088

Musica e parole all’orecchio Sulla strada

sabato 8 giugno tra le 10.30 e le 16

PIAZZA CARIGNANO (To) e dintorni

L’Organetto di Barberia

di Alberto Bertolino

e

La Lettrice vis-à-vis

Chiara Trevisan

insieme per

un assai singolare doppio appuntamento

La Lettrice ha perso la testa?

24 senza testa

Se lo saranno chiesti in molti, vedendola aggirarsi con lo sguardo apparentemente svagato nelle sale della Galleria Van Der, giovedì scorso, tra i ritratti inchiostrati di 24 decapitati celebri nella storia e le minuscole rime sulle quali si strizzavano gli occhi dei presenti.
Un sussurro ti scivolava all’orecchio. Un paio di occhi ti obbligavano ad accogliere parole scelte con cura per te. Una risata ti strappava, per un breve istante, alle tue risate, lasciandoti con nulla più di un’idea e un frammento in mano. Una parola. Una traccia. Un filo rosso da seguire.

Potevi aver sentito il suo sguardo pungerti la schiena, da qualche minuto, mentre ti studiava la nuca, il volume, l’intenzione. Oppure essere sorpresa in un brindisi di occhi complici, e non poter far altro che assentire, grata. Avevi il desiderio di fuggire e la tentazione di restare, fino allo sconcerto di vederti descritto in una quartina, limpida e chiara. Provavi a riderne a domandarne, a ringraziare, a rifiutare.

La Lettrice ha perso la testa, vorticando fra teste altrui. Di ognuna ha raccolto un’immagine, per ognuna ha scelto una quartina, ad ognuna ha accoppiato un personaggio. Di ognuna porta un frammento con sé, con la bizzarra sensazione di sentirsi piena e allo stesso tempo completamente svuotata.
Con la testa leggera… leggera… quasi come non averla…

Info: le quartine di Lucho illustrate da Piri Piri Atelier e pubblicate da Print About Me ve le potete ancora godere da Van Der fino al 15/6

http://www.printaboutme.it/24-senza-testa-la-mostra/