Spazio. Pubblico.

spazio.pubblico
Lo spazio è quello che divide me, in attesa, da te, in transito.
È quello osservabile attraverso la variante ortogonale che inserisci nel tuo attraversamento lineare.
Si misura con il tempo che separa lo sguardo posato l’uno sull’altra dal riconoscerci, e poi conoscerci.
Si valuta come lavoro, si esprime in joule: corrisponde a una variazione energetica di stato che intercorre fra prima e dopo la nostra azione reciproca.
È esposto e vulnerabile, pubblico e intimo.
Un salotto in cui si entra con il cappello, un campanello che trilla di corsa in bicicletta, un libro di cui si coglie una sola pagina, una persona di cui si abbraccia un istante per tutti.
Lo spazio esterno e interno si confondono, sono permeabili, compenetrati, accessibili.
Lo spazio è pubblico, è il pubblico, di cui io faccio parte insieme a te, in questa allegra confusione che riempie di possibilità. Di spazio.

Ieri l’energia ha sviluppato abbastanza calore da fare alzare la temperatura. Dopo molti giorni gelidi di lavoro in piazza, le relazioni hanno trasformato il clima.
Fino alla Befana la Lettrice occupa la sua porzione di spazio e di attesa, per generare calore condiviso esattamente nel centro della città.

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