“Cultura/Coltura della legalità : Giardinieri Insospettabili” Uomini e donne dei più disparati mestieri, che si sono trovati a coltivare giustizia, etica, legalità in senso stretto e lato. Molti, letteralmente, con una zappa in mano.
ha prodotto relazioni vis-à-vis sugli sgabelli della Lettrice. Eccone alcune:
• Si è giardinieri, spesso coltivatori di tolleranza, nel quotidiano orto della propria relazione. Come Abelardo e Mariquita, protagonisti dell’opera per burattini “Me regalas una flor?” scritta dall’argentino Horacio Tignanelli (Ed. Colihue, B.A. 1995) e scelta da Sofia.
• Grazie a Delia e alla sua curiosità nei confronti di chi avesse coltivato l’isola del tesoro, abbiamo scoperto le doti di Robert Louis Stevenson. Per i samoani: Tusitala, narratore di storie, perché capace, prima di dire le proprie, di raccoglierle quelle altrui (R. Mussapi, “Tusitala, il narratore” , Ponte alle Grazie 2002)
• Cosa c’entrino i capperi con l’indipendenza l’ha chiesto Alice, e ha letto che a Thomas Jefferson c’è voluta pari perseveranza e ostinazione per dimostrare che “la sconfitta in un settore viene compensata la vittoria in un altro” (Delfina Rattazzi, “Storie di insospettabili giardinieri”, Cairo Editore 2008)
• Grazie alla sua mamma, ci siamo fatte due risate con il più improbabile dei giardinieri: James, che nel tentativo di raccogliere felicità ha seminato una pesca gigante e altrettanto clamorose avventure, animato dal rispetto e lo sguardo lungo (Roald Dahl, “James e la pesca gigante, Salani 2003)
• A Luca manca il tempo. Due bambine, il lavoro, la vita. Ha domandato al mio catalogo quale fosse il tempo del giardiere egli ha risposto Karel Čapek, che ai suoi tempi il tempo è stato costretto a reinventarselo. Con calma e una risata. (Karel Čapek, L’anno del giardiniere; Sellerio Editore 2008)
• Mai giudicare un libro dalla copertina. Meglio fare, come Davide, una domanda a sé e a me. E scoprire attraverso le pagine de “Il giardino di Eliazabeth” che l’indipendenza è dentro di noi prima che negli occhi di chi ci giudica. (Elizabeth von Arnim, “Il giardino di Elizabeth”, Bollati Boringhieri 1989)
• Per vedere come la vita si imponga sulla morte, attraverso il riuso… di trincee e stadi “Making (defiant) gardens in wartime”, bisogna andare a sfogliare l’omonimo libro fotografico di Kenetth I.Helphand, che ha suscitato la curiosità di Marco, uno dei residenti di Cascina Caccia. Tra esperti di estremi ci si capisce (Kenetth I.Helphand, Defiant Gardens, Making gardens in wartime; Trinity University Press, 2006)
• Alessandra aveva studiato approfonditamente la figura di Nelson Mandela a scuola, ma ignorava quale orticultore di pomodori, oltre che idee, fosse diventato in carcere. “A volte non si può far niente per salvare una cosa che deve morire” (Nelson Mandela, “Lungo cammino verso la libertà”, Feltrinelli 1995)
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Quanto a voi, volete sapere come nasce un giardiniere?
“Nonostante le apparenze, un giardiniere non ha origine da un seme, da un virgulto, da un bulbo, da un tubero e nemmeno per margotta, bensì nasce dalle esperienze, dall’ambiente circostante e dalle condizioni naturali”
(Karel Čapek, L’anno del giardiniere; Sellerio Editore 2008, trad. Daniela Galdo)
Micro-cronache personali dal festival di Mantova. Qualche pensiero, citazioni sparse, invitabili omissioni e grande soddisfazione della Lettrice alle prese con il suo programma.
Per i dettagli su autori, presentatori, temi, e tutto ciò che è stato prodotto dai professionisti, vi rimando all’ottimo sito di Festivaletteratura
SCRITTURE GIOVANI LIBRERIA – Paolo Piccirillo e Flavio Soriga con Chicca Gagliardo
Appuntamento quotidiano dedicato a chi vuole indagare il processo che fa di uno scrittore esordiente un autore in divenire. Il primo appuntamento è con due di sei scrittori presentati e sostenuti nei 10 anni del progetto Scritture Giovani
Paolo Piccirillo: “sono lettorecentrico” a disposizione e nei panni del destinatario.
Per il giovane autore, la scrittura è il mezzo sorprendente per viaggiare, conoscere. Non sa, forse non vorrebbe fare esclusivamente lo scrittore, ma “quando il pensiero fisso e una storia si incastrano… Mi sento uno scemo se non scrivo. Devo”. Le pagine lette dal suo romanzo “La terra del sacerdote”, ruvido e penetrante, restituiscono la maturità di quell’imperativo. A ottobre la presentazione torinese. Già in serito nel catalogo della Lettrice vis-à-vis.
Flavio Soriga: afflitto e affetto ironicamente da sardità, srotola contro-luoghi comuni per scrittori. La differenza fra un esordio letterario da un milione di copie e uno da 1500 è la stessa fra l’andare a lavorare nell’azienda di papà o meno: magari sei bravo uguale, ma le ossa te le fai meglio nel secondo caso. “Un grande scrittore si vede dalla quantità di roba che butta”. Con un minimo di esperienza, l’autore dovrebbe essere il primo in grado di sapere se una pagina è buona, e l’editor servire sempre meno a questo. “Ho scritto un giallo che non è un pretesto per raccontare nient’altro, e ne sono fiero”.
Chicca Gagliardo lascia filtrare la presenza e cura per il progetto e i protagonisti attraverso piccoli rimandi al tempo, al divenire.
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O FUTURO CHEGOU? IL FUTURO E’ ARRIVATO? – Domenico De Masi e Ronaldo Wrobel
Mah… si è parlato più che altro del passato. Il futuro, si sa, è complicato (cit.). Peccato, magari sta a noi tirare le fila..?
Wrobel: “Mi hanno chiesto cosa significhi essere brasiliano. Non lo so, ma esiste un modo brasiliano di essere qualunque cosa”. Mentre l’autore ricorda come nessun brasiliano possa dirsi abbastanza “originale” da poter rifiutare un immigrato, la platea sospira e fantastica la prossima migrazione.
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L’ ESPERIMENTO DELLA DOPPIA FENDITURA – Jim Al-Khalili
“Oggi ho assistito a un trionfo della divulgazione. Ho partecipato all’incontro L’esperimento della doppia fenditura con Jim Al Khalili, non sapendo che era in inglese e nonostante questo grazie alla lavagna alla bravura del relatore, ho capito la base della meccanica quantistica: le particelle sono come i ragazzini se le guardi si comportano in modo sensato, se non le guardi fanno quello che pare loro e i fisici si scervellano per capire perché” – (micro-sintesi gentilmente offerta dal mio babbo)
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IO E MARGHERITA – Federico Taddia per #Tracce
30′ per riassumere la “vita rigorosa e spettinata” di Margherita Hack. Federico monta i suoi ricordi per raccontare la persona, permettendoci di riconoscerla oltre il personaggio. Per scoprire che fra le due cose, a volte, non c’è differenza.
“Con lei, ogni risposta era un trampolino per la domanda successiva”
Anche senza la musica (facile), ci si sarebbe commossi ugualmente.
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SUL COMODINO DEL GIUDICE – Simonetta Agnello Hornby con Simonetta Bitasi –
La scrittrice si avvicina alla platea, che l’ha applaudita fin dall’ingresso. Si approssima fisicamente, scendendo dal pulpito” che la nasconde, e letterariamente suggerendoci la sua idea di “giustizia, preferita all’amore, perché presuppone amore verso gli altri” (mentre non necessariamente vale l’inverso).
Sul comodino del giudice, le hanno insegnato, serve ci sia sempre un romanzo, o della poesia, affinché egli sia preparato al verosimile.
“Non mi piace l’ottimista, che pensa il futuro sia come se lo immagina. Preferisco la speranza, e la perseveranza nel perseguire un obiettivo.”
Attraverso episodi, aneddoti personali, fallimenti e percorsi, una Simonetta, accolta dall’altra, racconta come risponde, a suo modo, alla domanda tante volte udita: “Ma io, devo essere come mio padre?”
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Le meravigliose scarpe dorate di Elda Lanza, la prima donna in video della televisione italiana (femminista, giallista e punti a tutti)
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LE PAROLE DELLE DONNE – Michela Murgia con Riccardo Romani
Un falso contraddittorio per ragionare sulla distorsione che attraverso la comunicazione si imprime sull’idea.
Michela Murgia, a fronte del costante e capillare lavoro svolto sul campo dei mezzi di comunicazione, cerca di sintetizzare alcune linee guida per l’azione concreta. Alfabetizzazione sentimentale e culturale, quotidianità, attenzione, pressione sono l’esercizio per modificare, attraverso le parole con cui si parla delle donne, la statistica immobile della violenza di genere.
“Pasionarietà”, emotività, battaglia, categoria di consumo. Queste le gabbie comunicative in cui Riccardo Romani paventa possa finire rinchiusa tale azione, depotenziandosi da se stessa.
Il pubblico interviene con pertinenza ed esperienza.
La domanda che non ho avuto il tempo di fare (e magari qui qualcuno ha idee): quali potrebbero essere strategie comunicative efficaci per evitare che il femminicidio sia solo categoria di consumo nei media?
Nota: mi spiace moltissimo che manchi una foto, ma il comando “si prega di spegnere i cellulari” mentre scattavo la suddetta, unito allo sguardo probabilmente del tutto casuale e inconsapevole e pur tuttavia apparentemente lapidario di Michela Murgia alla sottoscrita in prima fila mi ha fatto insaccare il mezzo con goffa e poco dignitosa manovra. Sono sempre più convinta che questa donna sappia unire alla forza delle proprie opinioni, anche la determinazione di saperle trasmettere (e, beh… sì io sono una mammoletta)
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“Elementi” in fila per la Tavola Periodica
I RACCONTI DELLA TAVOLA PERIODICA – Sam Kean con Marco Malvaldi
Titanio, argento, arsenico, terillio… che elementi! Si chiacchiera di scienza e serendipity (scoprire l’elio cercando di fare il botto con una fuga di non-idrogeno), scoperte pericolose (il verde è un bel colore, ma quante donzelle sono perite per una stoffa tinta malamente con arsenico?) ed effetti collaterali (bere argento come antibatterico e ritrovarsi blu zombie), nomi di battesimo (i dispetti si sprecano) e questioni di genere (titola un giornale dell’epoca, per Doroty Crowfoot Hodgkin: “Una madre di famiglia del New England vince il Premio Nobel”).
“Il cucchiaino scomparso” di Sam Kean mette in relazione gli elementi con gli esseri umani, anche quelli (quasi tutti) che credono la Tavola Periodica esista da sempre.
Nota: Prossimamente nel catalogo della Lettrice vis-à-vis
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LIBRI SELVAGGI – Juan Villoro con Christian Mascheroni
“Un libro è come uno specchio: se gli si accosta una scimmia, non ci si può riflettere un apostolo” (aforisma del XVIIsec.)
“Ognuno trae da un libro ciò che ci mette” dice Juan Villoro.
Ma il libro, prima, bisogna acchiapparlo! E può non essere così semplice, perché c’è libro e libro e nemmeno i lettori si somigliano. Gli uni e gli altri possono essere appassionati o recalcitranti, simbiotici o anarchici, tolleranti o furibondi, spaventati a morte o pacificati. I libri possono essere selvaggi, in quanto vivi come i loro lettori (e autori, Juan e Christian sono una delle migliori accoppiate del Festival, in questo senso).
Assolutamente da scoprire la storia dell’incontro fra il 13enne Juan e il suo “Libro selvaggio”, seguendo il consiglio della mamma di Christian: “Non avere paura dei libri” Nota: un ringraziamento a Giovanna Melloni, in questa come in altre occasioni, interprete competente, divertita e appassionata per Festivaletteratura. Gli spettatori affezionati ormai regolano le loro aspettative anche in base chi vedono sedersi dietro al tavolo, sapendo che verrà tradotta non solo la parola, ma spesso l’intenzione, lo spirito, l’umore. Sono interpreti, appunto, non traduttori. E, ogni tanto, se c’è da redarguire qualche spettatore politicamente scorretto, non lo mandano a dire (ogni riferimento a Marina Astrologo è felicemente non casuale!)
San Sebastiano Po – Domenica 22 settembre 2013 IL BELLO E IL RIUSO a CASCINA CACCIA 2013
dalle 14.30 alle 21.00
Terza giornata di arte, performance, laboratori e condivisione del progetto di Cascina Caccia, bene confiscato alla n’drangheta e rientrato in circolo come “Centro del Bello” e del riuso
Per l’occasione il carretto della Lettrice vis-à-vis si riempirà di sane proposte, con una libreria intitolata: “Cultura/Coltura della legalità : Giardinieri Insospettabili” Uomini e donne dei più disparati mestieri, che si sono trovati a coltivare giustizia, etica, legalità in senso stretto e lato. Molti, letteralmente, con una zappa in mano. Venite a scegliere, nel mio bizzarro catalogo, la parola chiave (e da lì, la pagina) da seminare nel vostro giardino. Tutto il pomeriggio, a disposizione di grandi e piccoli, per una piccola conversazione e una grande scoperta, a tu per tu.
Ecco il programma dell’intensa giornata organizzata da ACMOS e LIBERA, in collaborazione con l’Associazione Artegiovane di Torino per adulti e bambini all’insegna di sensibilizzazione, socializzazione e sostenibilità:
Ore 14,30 : Presentazione dei prodotti dei Laboratori del Riuso (a cura dell’Associazione “Fare Waste”) Ore 15,30 : Visita alla Sezione Mafia della Mostra “Fare gli Italiani” (a cura di Studio Azzurro e Libera) Ore 16,30 : • Street Art. GEC lascia il segno sulle pareti di Cascina Caccia
• Il gioco del riuso con parole e immagini attraverso il Laboratorio di Pittura per adulti e bambini di ANDREA BERTOTTI Dalle 16.30 in poi: Letture vis-à-vis con il catalogo “Cultura/Coltura della legalità : Giardinieri Insospettabili” di e con CHIARA TREVISAN – La Lettrice vis-à-vis Ore 17,00 : • Brani da “Città Fragile di BEPPE ROSSO e FILIPPO TARICCO, una trilogia dedicata a migranti, prostitute e barboni,
• COMPAGNIA LA BONVENTURA di Eleonora Frida Mino presenterà “Per Questo”, spettacolo per adulti e bambini dagli 11 anni dedicato a Giovanni Falcone e facente parte del progetto di Teatro e Legalità “In viaggio con Giovanni” Ore 17,30 : • MOSAICO DANZA di Natalia Casorati presenterà una nuova performance di Danza Contemporanea a cura del DUO PAGANI: “Doppio Respiro” dove viene messa in luce la forza della collaborazione d’insieme Ore 18,30 : Pizza e Focaccia dal Forno a Legna di Cascina Caccia
L’organizzazione dell’evento è curata da Enzo Cascini per Acmos e Alvise Chevallard per Artegiovane, con la preziosa collaborazione dei giovani di Acmos, Libera e Artegiovane.
Le spese vive di partecipazione e allestimento sono garantite da Camera di Commercio di Torino, Provincia di Torino e PEA di Torino.
Lavorando con uno spettatore alla volta, di file me ne intendo. Ma di solito le creo, più raramente le faccio. Una volta l’anno, però, l’attesa vale quanto lo spettacolo.
Vado a Mantova, e mi accodo a colleghi lettori, per ascoltare cosa ha da dire chi i libri li scrive, diffonde, usa per offrire il proprio punto di vista sulle cose.
C’è chi viene al Festivaletteratura per incontrare il proprio scrittore del cuore, chi in cerca di novità. Ci sono percorsi per interpretare e comprendere la realtà e laboratori per appropriarsi di strumenti con cui modificarla.
C’è, per pochi, sacrosanti giorni di capo d’anno, la sensazione di essere circondati da moltissime persone diverse che hanno qualcosa in comune.
Vado a fare la valigia. Questo qui sotto è parte del mio programma di visita. Ma gli occhi li terrò aperti sulla fila, sappiatelo.
La Lettrice in vacanza è disordinata e anarchica. Non si porta i compiti, anche se li ama. Va all’avventura con lo zaino vuoto e legge quello che trova. L’unico libro pre-selezionato è quello che l’accompagna nel trasferimento.
Quest’anno la biblioteca casalinga pugliese ha fornito la seguente abbuffata:
Clara Usón –LA FIGLIA (Trad. Silvia Sichel – Sellerio)
Attraverso la voce di Ana: “Il generale Ratko Mladić non è uno psicopatico! È un eroe, un grande eroe serbo. E la voce di quelle registrazioni non è la sua – E tu come lo sai? – Perché è mio padre”
E ancora “Lei alzò gli occhi, resse il suo sguardo qualche istante e li riabbassò subito. Aveva perso, non avrebbe mai potuto tenere testa a un uomo che l’amava tanto”
Restituendo la voce a Vlado: “Io gli dicevo, per provocarlo, che il nazionalismo è un’invenzione borghese del secolo diciannovesimo che rivendica un falso passato storico di prosperità e promette un futuro rigoglioso, di splendore”
Grazie alla voce di Danilo: “E sono qui vicino, a un’ora di aereo, a sei ore di macchina! Fa paura a pensarci, dice la madre di famiglia, come se la guerra fosse un virus contagioso che un vento mefitico potesse diffondere”
Le voci si fanno più chiare, le parole nitide, la lingua comprensibile. La storia ci riguarda, smette di farsi guardare. La domanda, può una spagnola essere la voce giusta?, perde significato, sostituita da un’urgenza: come abbiamo fatto a restare muti, noi?
Christopher Isherwood – ADDIO A BERLINO (Trad. Laura Noulian – Adelphi)
Christopher mi porta in giro per bar, cabaret, dimore signorili e quartieri popolari, tra una lezione di inglese e una stanza in affitto nella Berlino fra il ’30 e il ’33. Con lui osservo la società che patisce l’acuirsi della crisi economica e asseconda placidamente l’ascesa del nazismo. Accompagnati dal suo ritratto puntuale, nitido e franco di alcuni personaggi, Christopher ed io ci guardiamo intorno con cautela, da quella posizione in cui si poggia ancora il piede sul suolo, ma si intuisce chiaramente l’orrido.
“Si sta semplicemente acclimatando, in ossequio alla legge naturale, al modo di un animale che cambia il pelo ai primi freddi. Migliaia di persone, come F.S., si stanno acclimatando”
Eduardo Mendoza – O LA BORSA O LA VITA (Feltrinelli)
Dov’è finito Rómulo il Bello? Vado in cerca della risposta tra le strade roventi di Barcellona, in un improbabile negozio di parrucchiere, con il suo proprietario neo promosso detective. Mi siedo alla tavola imbandita di pietanze e filosofia orientale dei dirimpettai, aggiornata telefonicamente da una tredicenne e sorvegliata dalle più singolari statue viventi mai scolpite dall’immaginazione. L’intrigo, accompagnato dallo scetticismo e la sconsolata arrendevolezza del protagonista, accumula assurdità che preludono all’ineluttabile catastrofe. Dalla quale, è bene saperlo, ci si può altresì sempre risollevare, come da un banale capitombolo. Lieve e spassosa, la truppa di Mendoza è stata la compagna ideale per partire per le vacanze.
Jeremy Page – IL COLLEZIONISTA DELLE PICCOLE COSE (Neri Pozza)
Mi imbarco con Eliot a bordo del brigantino Amethyst. Destinazione: Artico. La nostra missione prevede osservazioni naturalistiche e recupero, con un po’ di fortuna, delle tracce di un raro uccello estinto. La luce è abbacinante, il paesaggio nudo e vergine, la natura selvatica e gli uomini ruvidi o avventurosi come è ancora possibile a metà dell’800. Tutte ottime premesse, come pure una fanciulla misteriosa e il continuo accennare a prossimi impetuosi stravolgimenti… che tuttavia non giungono mai. Gli uomini starnazzano come galline spaventate, la donna prende in mano la situazione (dopo qualche prevedibile malore) e l’unica che sembra mantenere la calma (piatta, del libro) per tutta la vicenda è l’alca impenne, il famoso uccello non esitino. In conclusione, tanto mal di mare per non arrivare da nessuna parte.
a seguire (sono molto più veloce a leggere che a scrivere):
Andrés Neuman – PARLARE DA SOLI
Claudia Piñeiro – LA CREPA
Nicolai Lilin – EDUCAZIONE SIBERIANA
Rabih Alameddine – LA TRADUTTRICE
Irène Némirovsky – UNA PEDINA SULLA SCACCHIERA
Domani si pre-inaugurano i World Master Games (le Olimpiadi over 35) a Torino. Città e dintorni si riempiono per una decina di giorni di atleti internazionali, che vanno nutriti con cibo per il corpo e la mente.
San Salvario li accoglie con un abbraccio gastronomico, ludico, musicale, pare pure culturale, in ogni caso eclettico e divertito come solo questo quartiere, fra tutti, sa essere.
La Lettrice vis-à-vis non poteva mancare all’appuntamento. Per l’occasione si presenterà in doppia veste:
CICLISTICA: in orario pomeridiano, fra le 17 e le 20, in giro per il quartiere. Fermate e letture a richiesta, fra un assaggio e l’altro.
– dalle 20 alle 22 pausa: sarà sfrenata e ballerina andando in giro a godermi i concertini altrui –
STANZIALE, INTIMA E NOTTURNA: con un tocco internazionale nel suo catalogo di GiraLibri e non solo, a disposizione dei curiosi davanti all’irrinunciabile Libreria Trebisonda, a partire dalle 22 fino alla chiusura.
Il programma completo di Enjoy San Salvario, con mappa e orari, lo trovate QUI
Letti di notte. Per chi c’era, per chi avrebbe voluto esserci, per chi ha bevuto, letto, guardato, sorriso e stupito in nostra compagnia, qui le figu da collezionare e il racconto della serata.
la letteratura araba di Elisabetta Libanore
Graphic journalism con Lucio Villani e “Mamma!”
La Lettura di Horzon a cura del brillante Giacomo Sandron
…si spegne la candela e si dice buonasera! Grazie, libraia Malvina
Metti la prima notte d’estate in una libreria che ti tiene sulla rotta. Metti una LIBRAIA, Malvina, intraprendente e spiritosa, circondata da nottambuli.
Affiancale una LETTRICE VIS-à-VIS che accoglie un ospite alla volta nel suo angolino, ma non si tira indietro se si tratta di dar voce alta alle parole di una “Vita agra”.
Completa il gineceo con Elisabetta Libanore che apre le porte e diffonde i segreti di mondi creduti silenziosi sotto un chador.
A metà nottata, tra un bicchiere di vino, una pagina e l’altra, si è capito: qui si parla di cose che ci riguardano. Le “Vite al centro” del documentario di Fabio Ferrero, mescolate alle pagine di Bianciardi, Olivetti, Levi, cambiano la prospettiva sul quotidiano. Lucio Villani lo spiega chiaramente: “MAMMA! Se ci leggi è giornalismo, se ci quereli è satira” Il contundente n°10 della rivista di graphic journalism, dedicato a UNIFORMI E DIVISE, lascia senza fiato, a partire dalla copertina.
E’ notte fonda quando il lupo mannaro degli SLAMMER, Giacomo Sandron, arriva per dare voce alle pagine folli del Libro Bianco di Rafael Horzon Scritturapura Casa Editrice) Lettori scatenati, interpreti appassionati, un’ospite infaticabile che tira giù la serranda solo quando non c’è più niente da dire (quindi, praticamente mai).
E’ accaduto il 21 giugno, ma, credetemi, se non perdete la Trebisonda vi può capitare di continuo…
… con Alberto Bartolino e un benvenuto a tempo di tango, sabato 8/6/2013
Qual è la logica contundente dei condòmini come “Elisabetta Fabiani”?
Mentre una pecorella ci spia…
…noi ce lo facciamo raccontare da Amara Lakhous e il suo “Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio” (Edizioni e/o)
Alberto gestisce le pubbliche relazioni, mentre la Lettrice prende fiato per il prossimo ascoltatore
Elisa viene da lontano e sceglie casualmente qualcosa di vicino
Pronta a lasciarsi sorprendere da…
…espedienti, risorse e tenacia degli abitanti del Bojan Faust, il surreale albergo di San Salvario, protagonista di “Che te lo dico a fare” (Marco Biaz, Miraggi Editore)
Chiara e Alberto: se incontrate questi DUE SULLA STRADA stateli ad ascoltare
Volete affondare con noi oltre la superficie della notte e delle storie?
21 giugno 2013, dalle 21 alle 2 circa
NOTTE FONDA alla TREBISONDA
per
LETTI DI NOTTE
Trebisonda per LettidiNotte: una specialissima Lettrice, una Libraia che sa di arabo, un documentario, una rivista, una casa editrice e un poeta alle prese con un Libro bianco.
Per tutta la sera Elisabetta Libanore sarà Libraia per una notte: nell’ambito del progetto L’Arabo Insolito, sarà lieta di chiacchierare di letteratura e poesia araba tradotte in italiano: la scrittura avvolgente del libanese Rabee Jaber, del sudanese Tayeb Saleh, del marocchino Abdelfattah Kilito e la voce di tante poetesse arabe contemporanee.
Per tutta la sera Chiara Trevisan, la Lettrice vis-à-vis, tornerà a dedicarsi ai GiraLibri, e sussurrerà a un lettore nottambulo alla volta alcune delle storie contenute nei libri donati da tanti editori italiani per la biblioteca diffusa di SanSalvario, Torino.
Curiosate tra i titoli che ha inventato per voi, scegliete la parola che più vi ispira, scoprite il filo di un discorso a quale pagina vi lega. In tre minuti tutti per voi.
Alle 21:00 si proietta un estratto di Vite al centro, documentario di Fabio Ferrero e Nicola Zambelli.
Alice e Beatrice, due amiche, entrambe lavoratrici dipendenti in un centro commerciale, attraversano un momento cruciale della loro vita: una è in procinto di mettere al mondo un figlio e di entrare in maternità, l’altra di sposarsi ed alla ricerca di un nuovo lavoro. Le loro storie assomigliano a quelle di molti coetanei, che coltivano i propri sogni tra le difficoltà e le speranze di un futuro incerto e strettamente connesso alle trasformazioni in atto e al complicato momento storico.
Letture da Adriano Olivetti, Primo Levi, Luciano Bianciardi, e altri.
Alle 22:30 Lucio Villani illustra Mamma!Se ci leggi è giornalismo, se ci quereli è satira, il magazine satirico di giornalismo a fumetti fondato nel 2009 da un gruppo di autori diventati editori di se stessi e diretto da Kanjano, Carlo Gubitosa e Mauro Biani. Il tema di questo numero 10, curato da Villani assieme all’Art Director Kanjano, sono le divise, le uniformi e le mazzate che spesso le accompagnano. “Quella che doveva essere semplicemente una rivista si è trasformata in una terapia di gruppo per guarire da un trauma sociale collettivo, per scrollarci di dosso una violenza strutturale che abbiamo esorcizzato con la parola, il fumetto, la fotografia e l’illustrazione. Nel nostro Paese il dissenso si è spesso trasformato in reato penale, l’aggregazione è diventata adunata sediziosa, le buone idee bersagli da colpire. Ma il pugno di ferro di chi confonde la politica con la legge del più forte non è riuscito a piegare la nostra creatività” (Carlo Gubitosa).
Alle 24:00, a risollevare gli animi ci pensa la casa editrice Scritturapura con il Libro bianco. Rafael Horzon, il protagonista-autore, segue un corso di Jacques Derrida a Parigi, è perseguitato dalla signora Sarasate, vive una serie interminabile di avventure a Berlino, gira un film con un cane rosa, apre una galleria giapponese immaginaria, crea i “Mobili Horzon” e fa concorrenza all’Ikea, fonda un’accademia delle scienze inutili, concepisce una cravatta che parte dal collo e sale sulla testa, rifonda un sistema decimale, apre una libreria mono-libro, fonda un’agenzia per i divorzi.E dice che è tutto vero! Sogno o realtà? Beffa o racconto mistico? Ecco la picaresca biografia di un imprenditore o… di un creativo in tempo di crisi?
Legge, da par suo, il plurivincitore di tenzoni poetiche Giacomo Sandron.
Liberia Trebisonda Via Sant’Anselmo 22 – Torino 011.7900088
A qualcuno è piaciuto scegliere una lettura senza sapere da dove provenisse. Qualcuno voleva proporre la sua… ma farvi salire tutti sul mio carretto sarebbe stato arduo!
Da oggi se anche tu hai una pagina che non puoi fare a meno di condividere con chiunque ti passi accanto, se c’è un libro sconosciuto o sottovalutato a tutti tranne che a te, se hai trovato dieci righe che potrebbero sostenere una buona domanda: qui c’è uno spazio per te:
IL CATALOGO DEI LETTORI
Tutto quello che devi fare è accettare le regole del gioco della Lettrice vis-à-vis: descrivi la tua pagina con un titolo, una parola chiave e un frammento di testo (solo quest’ultima presa dall’ originale).
Segui le istruzioni di invio QUI e interagisci con gli altri lettori sulla pagina facebook.com/lalettricevisavis
Se vuoi solo leggere le pagine preferite degli altri catalogatori, invia la tua richiesta con QUESTE modalità e segui il percorso sulla pagina facebook.com/lalettricevisavis
Ad aprire le danze abbiamo il contributo di Ismaelee si suoi uno…due…tre? libri catalogati comme il faut.
Buona lettura!
Se lo saranno chiesti in molti, vedendola aggirarsi con lo sguardo apparentemente svagato nelle sale della Galleria Van Der, giovedì scorso, tra i ritratti inchiostrati di 24 decapitati celebri nella storia e le minuscole rime sulle quali si strizzavano gli occhi dei presenti.
Un sussurro ti scivolava all’orecchio. Un paio di occhi ti obbligavano ad accogliere parole scelte con cura per te. Una risata ti strappava, per un breve istante, alle tue risate, lasciandoti con nulla più di un’idea e un frammento in mano. Una parola. Una traccia. Un filo rosso da seguire.
Potevi aver sentito il suo sguardo pungerti la schiena, da qualche minuto, mentre ti studiava la nuca, il volume, l’intenzione. Oppure essere sorpresa in un brindisi di occhi complici, e non poter far altro che assentire, grata. Avevi il desiderio di fuggire e la tentazione di restare, fino allo sconcerto di vederti descritto in una quartina, limpida e chiara. Provavi a riderne a domandarne, a ringraziare, a rifiutare.
La Lettrice ha perso la testa, vorticando fra teste altrui. Di ognuna ha raccolto un’immagine, per ognuna ha scelto una quartina, ad ognuna ha accoppiato un personaggio. Di ognuna porta un frammento con sé, con la bizzarra sensazione di sentirsi piena e allo stesso tempo completamente svuotata.
Con la testa leggera… leggera… quasi come non averla…
Chi passa lascia un segno. Cristina ha fatto un po’ di strada, dal Venezuela alla mia bicicletta.
Ha scelto la carta con la parola “RADICI”. Ha ascoltato le fantasie di Doc, smarrito nel triangolo gronenlandese raccontato dal Jørn Riel di “Uno strano duello”.
Le sono venute in mente le parole di George Orwell e le ha scritte a memoria qui, nel Libro degli Ospiti.
“Un essere umano è in primo luogo un sacco da riempire di cibo, le altre funzioni e facoltà saranno forse più divine, ma sul lungo periodo risultano secondarie. Un uomo muore e viene sepolto, tutto ciò che ha detto e fatto viene dimenticato, ma il cibo che ha mangiato continua a vivere dopo di lui nelle ossa forti o marce dei suoi figli“
… comincia sotto la pioggia, che scende dal cielo ed esce dalle pagine scelte dal primo ospite del salotto improvvisato sotto la tettoia del mercato di San Salvario. È subito dimenticata, grazie al sorriso luminoso di chi si sorprende per un cambio di tono o una svolta imprevista.
A riscaldarsi provvede la generosità di chi, per sostenere l’impresa, ha cura di proteggere la salute della Lettrice, e in cambio di un giro in un albergo malfamato dona una calda sciarpa di lana.
La piazza è deserta, la Lettrice, straniera ed estranea al ritmo e forse ai riti di questo quartiere, si ritrova a condividerne un frammento con la scrittrice serba, in cerca di informazioni e letture. Tra una pagina e l’altra di variopinta umanità, scampano all’assalto delle pompe di pulizia del mercato e rotolano fra le braccia, anzi, le parole della memoria di San Salvario, colui che tutto di tutti sa e racconta.
Mentre ogni istante viene ripreso e immortalato da due eroici (e ben coperti) documentaristi, la Lettrice inforca la bicicletta e approfitta di una sospensione delle ostilità temporalesche per raggiungere la nuova Biblioteca di San Salvario.
La aspettano un’appassionata conversatrice che si interroga sullo scomparire, una veneta nostalgica che le chiede di capirla scoprendo la lettura perfetta (e un cavallo la sorprenderà), uno scrittore che le regala il suo libro con la fiducia e l’abbraccio necessari, un ascoltatore che chiude gli occhi e così ricorda a lei, di ascoltare, un’amica che anche senza il sorriso ce ne vorrebbero cento, ma con… non si può dire.
La giornata finisce dov’era cominciata, in libreria. Un bicchiere di vino, uno sguardo complice della libraia, un’ultima lettura e buonanotte.
Qualcuno mi chiede “ Perché lo fai?” Ecco, tra le altre cose…
Domani non solo pare pioverà, ma farà ancora più freddo di ieri.
Ma non disperate: c’è un luogo accogliente nel quale riparerà il carretto della Lettrice per GiraLibro in Giro / Salone del Libro Off 2013 e potrete riscaldarvi con pagine su misura.
dalle 16.00 alle 21.30 presso la Libreria Trebisonda
Via Sant’Anselmo 22
intinerario mattutino ANNULLATO!
Se non potremo andare on the road, state certi che sarà l’itinerario contenuto nei miei libri a portarci in giro.
Dobbiamo solo trovarci… a metà strada.
La Lettrice sarà disponibile dentro, fuori e nei dintorni della Libreria, compatibilmente con il meteo e con gli altri eventi programmati in libreria.
Giovedì 16 dalle 14.00 sotto la tettoia del mercato di Piazza Madama Cristina e dalle 17.00 alla Biblioteca di Via Lombroso 16, con La Lettrice e i libri del GiraLibro in giro selezionati per l’Itinerario Giallo ci saranno:
– Malvina della Libreria Trebisonda, che ha contribuito a realizzare l’evento, ne ha diffuso l’esistenza, ha procurato i libri, scattato l’immagine di copertina e ispirato la nota (per ora in cambio solo di una birra)
– Mario Bianco che dalle 15.00 somministrerà aneddoti gialli, curiosità e forse non tutti sanno che legati al quartiere San Salvario
– Carlo Molinaro che filmerà voci, facce, pagine e ombrelli
– Paolo Ciaberta che fotograferà ogni vostro pensiero e pensierino (se ne lascerete scritti sul Libro degli Ospiti)
– …e voi, spero numerosi e ben coperti. Che gli unici brividi siano quelli procurati dagli autori delle mie pagine!
Augusto Montaruli di Ottoinforma, la fa facile: “Vai a ruota libera, come preferisci. Dimmi tutto quello che vuoi”. Medito un nuovo delitto a San Salvario, poi riprendo il controllo e comincio, moooolto tranquillamente, dall’inizio.
E arrivo, sana e salva, fino alla fine.
Se ce la farete anche voi, vi aspetta una bella risata.
…autori, titoli e case editrici che li hanno messi a disposizione del progetto GiraLibro, biblioteca diffusa di San Salvario.
E tanto mi è piaciuto, che ho proposto di far conoscere alcune di questi scrigni con il mio sistema di lettura vis-à-vis e i miei cataloghi personalizzati.
Quali libri ho scelto per il Salone del Libro OFF Torino ?
“Come un uccello in volo” di Fariba Vafi (Ponte33), “Le 13 cose” di Alessandro Turati (NEO.), “Uno strano duello” di Jørn Riel (Iperborea), “La donna che si tagliò la gamba al Maidstone Club” di Julia Slavin (minimum fax), “Che te lo dico a fare” di Marco Biaz (Miraggi Edizioni), “Nato in URSS” di Vasile Ernu (HACCA), “Il bambino che maledisse Dio” di Jean-Moïse Braitberg (Scritturapura)…
L’elenco è ancora lungo, e lo trovate, in progress, qui
Eventuali variazioni saranno segnalate qui sotto o nella pagina facebook.com/lalettricevisavis
Ecco il vademecum insostituibile per chi si aggirerà dal 16 al 20 maggio, durante il Salone del Libro, per San Salvario in cerca di amanti di libri e libri amati.
Nel mezzo, percorso e istruzioni per seguire il GiraLibro in giro con La Lettrice vis-à-vis
Non perdetevi!
La Lettrice vis-à-vis, in collaborazione con la Libreria indipendente Trebisonda e l’Associazione Commercianti San Salvario, fa la sua parte diffondendo il GiraLibro, la biblioteca diffusa del quartiere.
16, il 18 e il 19maggio 2013
tre appuntamenti itineranti
con performance di micro-letture e conversazioni
per un ascoltatore alla volta
Una bicicletta, due sedili, un carretto carico di libri, tre percorsi ideali, “Giallo” / “Sulla strada” / “In viaggio”, che raccolgono alcuni dei volumi del Giralibro. A disposizione degli ascoltatori, cataloghi originali per la scelta di una pagina dedicata. Parole, suggestioni e frammenti di testo per un assaggio singolare, in ogni senso.
Da oggi, per 15 giorni, seguite pillole di catalogo, anticipazioni, programma e mappe su questo sito e da TW @circodipulci
Strappato alla promozione del nuovo disco della strepitosa Orchestra Cocò, sottratto a agli inchiostri che mi precedevano, rimbombato di chiacchiere e correzioni, nonostante l’ardua prova l’eclettico Lucio ha prodotto l’immagine che vedete definire La Lettrice vis-à-vis. È lei!
Lucio si è guadagnato la mia inesauribile gratitudine anche perché ho sempre sognato di poter dire: non è colpa mia, è che mi disegnano così…
Potresti incontrarla lungo il fiume, o alla rotonda del parco. Magari ha parcheggiato la sua bicicletta accanto alla fontanella in piazza, i due piccoli sagabelli sono poggiati sul porfido e i libri fanno bella mostra sul carretto. Un cartello spiega chiaramente come funziona: scegli sul catalogo, attendi il tuo turno, racconta quale parola o frase hai scelto e, magari, perché. Poi… ascolta per un paio di minuti la pagina letta per te.
Di cosa si tratta? Quasi sicuramente scoprirlo ti sorprenderà. Ma è già tempo di lasciare il posto allo spettatore che segue. Uno alla volta, per qualità.
Se vuoi saperne di più devi seguire qui la Lettrice vis-à-vis