10 minuti “eroici”

Foto: Ian Deady

Ieri sera, per dieci minuti dieci, sono accadute contemporaneamente: una cosa cui ambisco, una cosa che conosco, una cosa che non prevedo.
Un cosa cui ambisco: disporre davanti a me i pezzi dell’esistente, e mettermi al lavoro ricomponendoli, e lasciando che si ricompongano, in una forma che prima non c’era. Aspettare curiosa di vedere cosa ne uscirà. Per ieri sera, i pezzi lavorati sul tavolo nell’ultimo mese erano: le pagine che ho scelto in 11 libri di altrettanti autori presenti nel festival Borgate dal vivo, quest’estate; le strofe di “Heroes” di David Bowie; la voce, il carattere e la presenza di Saulo Lucci; il pubblico in ascolto.
Una cosa che conosco: la sensazione che, quando i pezzi hanno trovato il loro posto, tutto abbia per me effettivamente senso. E che il mio solo interesse, mentre sfoglio pagine, alzo lo sguardo sulle sedie occupate, mi volgo verso la musica, mi perdo appena nelle parole… il mio solo interesse sia condividere questo senso. E che sia possibile farlo, perché il senso c’è.
Una cosa che non prevedo: che tale sia la fiducia nell’attore/musicista con cui dialogo, nel testo che ho costruito, nei tecnici che hanno promesso di prendersi cura della mia voce e della richiesta di poter guardare il pubblico negli occhi, nell’affetto e nell’attenzione che da quel pubblico (da alcuni, in particolare) sento arrivare intensamente… che per la prima volta, sul palco delle OGR mi sento comoda, mi prendo tutto il tempo, con voce e corpo, mi lascio andare e me la godo (e faccio godere) al meglio. Amo il racconto che sto porgendo, la canzone che vi si intreccia, la musica che lo sostiene, lo spazio immenso davanti a me che lo accoglie amplifica e custodisce, gli occhi e le orecchie che lo trattengono, avvinto.
Si può essere eroi, anche solo per 10 minuti. Grazie, Saulo, che mi hai accompagnato nel provarci.

Nota: a causa del ritardo accumulato, non ho potuto citare sul palco gli autori inconsapevoli grazie ai quali ho costruito il mio racconto. Eccoli, in ordine di “apparizione”: Paolo Di Paolo (“Vite che sono la tua”), Enrico Camanni (“Alpi ribelli”), Cristiano Cavina (“Fratelli nella notte”), Andrea Roccioletti (“Diranno di me”), Paolo Cognetti (“Le otto montagne”), Matteo Caccia (“Il silenzio coprì le sue tracce”), Claudio Morandini (“Le pietre”), Alessandro Barbaglia (“La Locanda dell’ultima solitudine”), Katia Bernardi (“Funne, le ragazze che sognavano il mare”), Enrica Tesio (“Dodici ricordi e un segreto”), Silvia Greco (Un’imprecisa cosa felice)

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