SalTo17: il metro del successo

Il successo si misura al metro, pare. Ci penso percorrendo i corridoi del Lingotto, l’ultimo giorno, e li misuro qui, per voi.

I metri di coda per entrare? Quelli ai controlli di sicurezza, soprattutto, benvenuti per la sicurezza, ma imbarazzanti (nel secondo anno) per l’inadeguatezza: quando gli operatori professionali, in attesa e ritardo (mentre le guardie bighellonano) si sentono chiedere “Ha nella borsa forbicine?”, il dubbio che il reato più pericoloso sia la sottrazione di pagine sorge spontaneo.

I metri quadrati di stand aggiunti rispetto all’anno scorso e riempiti non solo di libri ed Editori, ma anche di tanti autori “residenti”, presenti, disponibili a farsi tramite con i futuri lettori? Io ho trovato gli uni e gli altri. Ho raccolto la mia collezione di “figurine” editoriali, con gli indipendenti preferiti della Lettrice Vis à Vis, e ho riempito il carretto con nuovi titoli che presto troverete come pagine giuste da incrociare con voi. Ecco la galleria:

Il mio battesimo a SalTo è sempre lo stesso: baci, abbracci e selfie con la mia editrice preferita, la più bella del Salone, Francesca Chiappa, e recupero di due delle sue ultime uscite preziose Hacca Edizioni. “Un’imprecisa cosa felice” di Silvia Greco l’avevo già rubato a metà leggendolo di straforo al Luna’s Torta e ora posso completare la meraviglia. Luca Giachi mi ha, invece, conquistata con i suoi “10 motivi per non leggere questo libro”, pubblicati sul blog di
Giudittalegge. Ho raccolto la sfida e prendo “Come una canzone“.

Pietro Del Vecchio, sorride in barba alle avversità. Entrambi ci raccomandiamo al “Padre di Dio“, Giuseppe, perché ce la mandi buona. Martin Michel Driessen, edito da Del Vecchio Editore, ci aiuterà.

 

 

I belli abruzzesi Neo Editori, che spacciano letteratura strong e alcolici corroboranti, oltre ad abbracci e rallegramenti.
Me ne vado dallo stand felice e accompagnata dal nuovo romanzo di Alessandro Turati, che mi aveva commossa e grattugiata con “Le 13 cose”, e ora attendo di leggere che effetto mi faranno le “Briciole dai piccioni

 

Acchiappo Alessandro De Vito di Miraggi e, dopo lunga attesa e desiderio) intasco la mia copia dell’enciclopedia esistenziale della vita composta da Petr Král in “Nozioni di base” (sembra fatta apposta per finire nel mio carretto!).

 

 

La Lettrice Vis à Vis intercetta Daniela Di Sora e raccoglie i preziosi Voland per il suo carretto.
Sono tutte storie d’amore” di Dulce Maria Cardoso, “Riccardin dal ciuffo” di Amélie Nothomb e “La novità” di Paul Fournel sono pieni di parole giuste in attesa delle persone giuste.

 

 

Non poteva mancare un SalTo allo stand Scritturapura per fotografarsi con Stefano Delmastro e il bello della letteratura , qui rappresentato da uno dei miei cult del carretto “Il bambino che maledisse Dio” di Braitberg. Ci crede anche #CreativeEurope!

 

 

I metri percorsi avanti e indietro, senza posa, per incontrare tutti, salutare, sbirciare ogni angolo?

I metri cubi di libri nuovi che riempiono ogni giorno la borsa, divorati freneticamente in metro sperando di non arrivare mai a destinazione?
Il mio bottino ve lo mostro qui, in questo resoconto dorsale, che è anche consiglio di lettura appassionato:

I libri “Sono tutte storie d’amore”, inanellate “Come una canzone”. Colleziono “Nozioni di base” in cerca di “Un’imprecisa cosa felice”. “La novità”? Me la spiega nel suo reportage “Robledo”, il vero “Padre di Dio”, che mi dice di chiedere all’ornitologo amico di “Riccardin dal Ciuffo” come farsi dare “Briciole dai piccioni”.

I metri lineari di libreria, bacheche, totem che tra Piazza dei Libri e spazi Bookblogger hanno riconnesso generazioni e users con le pagine, superando diffidenze e anacronismi?
Date un’occhiata alla bacheca facebook del neonato Consorzio delle librerie indipendenti torinesi COLTI, e guardate con che meraviglia hanno inaugurato, al Salone, la loro collaborazione ufficiale. C’è da sperare bene per il futuro, lettori.

Il metro di statura acquisito da un “piccolo” Festival (se si può dire così), Borgate dal Vivo, che in cinque giorni è stato riconosciuto e si è fatto riconoscere come progetto valido, diffuso e diffondibile di relazione fra territorio, pubblico, arte e letteratura, e che ha abbracciato la Lettrice Vis à Vis inglobandola nella squadra organizzativa e artistica (nella foto: l’abbraccio)

 

 

 

Il metro con cui misurare il successo di questo Salone potrebbe essere tutto questo, dunque. L’avete letto ovunque.
Ma, personalmente, più di ogni altra, ho registrata la metratura di sorrisi instancabili, felici, onesti, spontanei, entusiasti, liberatori, ubriachi, contagiosi e solidali che ci siamo scambiati ogni giorno e fino alla fine del giorno. Ormai le battute si sprecano, ma è vero che #Lagioia è stato un hashtag più che credibile!

 

Note critiche costruttive per il futuro:
1) per i bagni, si sa, non si può fare niente, tranne aver pazienza (d’altra parte, è prevedibile che un centro fiere e congressi abbia tre toilette per postazione, noooo? vabbeh).
2) Però, visto che c’è attenzione al territorio, alla relazione, al coinvolgimento… perché il prossimo anno, nei piazzali, con un bel bando, al posto di autogrill non ci fate alimentare con maggior salute e minor costo dai tanti operatori della ristorazione a km 0 e buon senso 1000mila?
3) il prossimo anno mi porto le forbicine e attento ai libri brutti, sappiatelo!

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