
Rubrica periodica in cui suggerisco una buona lettura, ma senza gli appigli della copertina e del marketing comune. Non è un quiz. Non vi chiedo di indovinare. Ma di farvi ispirare, prima che condizionare. Titolo, autore ed editore lo trovate comunque in fondo al post.
Ogni mattina ti alzi e il mondo è un po’ peggio di come l’hai lasciato andando a dormire. Succede perché altri erano svegli e attivi mentre tu riposavi, o perché altri hanno fatto sogni più efficaci dei tuoi? Ti piacerebbe avere una facoltà misteriosa che ti consentisse di sognare un mondo migliore e svegliarti nel mondo che hai sognato? A dirla così, sembra una cosa bellissima. Ma il protagonista di questo romanzo, che ne ha fatto esperienza, lo conosciamo mentre inizia una terapia psichiatrica per liberarsene. Per smettere di sognare in modo efficace. Il suo segreto, che altri considerano semplice psicosi, può diventare un’arma per chi lo scopra (ma non lo comprenda, che è cosa assai diversa). Nella cultura aborigena la creazione del Mondo avviene attraverso il sogno. Ma cosa accade quando si sogna e si “corregge” un mondo già esistente? E lo si fa ripetutamente?
Questo è un libro che toglie ogni speranza all’ovvio, al facile, al controllabile. Mentre contemporaneamente ne consegna di nuova all’esercizio della consapevolezza e della cura. E lo fa con una storia avvincente, la costruzione di un mondo coerente, e un protagonista con cui empatizzare profondamente.
La letteratura è il luogo privilegiato in cui si può sperimentare un’idea, un’esistenza alternativa, una sospensione dell’incredulità da cui può uscire una soluzione insperata. O anche solo una consolazione benvenuta.
È stato scritto nel 1971 (recentemente pubblicato in una nuova edizione), ma sembra scritto oggi, proprio stamattina. A mio parere, davvero il libro giusto al momento giusto.
Ursula K. Le Guin, “La felce dei cieli” (Mondadori)
