FESTIVALETTERATURA 2015: (ri) leggere il paesaggio

Mantova, 9-13 settembre 2015

Qualcosa di me, qualcosa di voi

(c)Daniela Trebbi

(c)Daniela Trebbi

Lascio Mantova carica di storie, scambi, visi e frammenti di vite altrui, che condivido qui con parole e la galleria di Facce vis-à-vis a Festivaletteratura 2015.
L’appuntamento sarà spero all’anno prossimo per festeggiare 20 anni di un Festival che ha contribuito a disegnare, su pagine sovrapposte di carta da lucido, un paesaggio articolato e unico: una città incantevole, la rivelazione e l’ospitalità di mondi spesso invisibili (i cortili, i palazzi, gli autori), l’aggregazione delle molecole (i lettori dispersi, infine riuniti), la circolazione del reale conciliato al virtuale (la carta si fa parola, senza dissolversi).

Tornare a Mantova un anno dopo con La Lettrice vis-à-vis è un’esperienza singolare.
Si produce un immediato rilassamento dovuto all’immersione in un ambiente familiare, accogliente, umano nel senso più esteso del termine essendo una delle rare occasioni in cui nello stesso luogo si trovano centinaia di persone accumunate dalla stessa pratica: pensare attraverso le pagine. La Lettrice si sente a casa.
La popolazione eterogenea del festival (oltre 300 ospiti, quasi 700 giovani volontari e migliaia di spettatori attivi) fornisce un panorama sempre rassicurante rispetto alle sconfortanti classifiche di alfabetizzazione nel nostro paese: si riversa nelle strade fra un incontro e l’altro, si ferma a chiacchierare nelle code, scambia idee e commenti su tutto, confronta un’edizione con la precedente. Festivaletteratura genera dipendenza: si viene una volta e si torna inevitabilmente, sempre più attenti e competenti. Ci si riconosce, abbraccia, si riprendono le fila di discorsi interrotti, si fa la conoscenza dei nuovi arrivati, identificati dal migliore dei pass: gli occhi spalancati di meraviglia.

Parte di questo paesaggio umano variopinto passa dal salottino della Lettrice vis-à-vis in percentuale significativa, compatibilmente con i tempi di ascolto e relazione.
Anche quest’anno ho avuto il privilegio di ascoltare e condividere pagine con moltissime persone (circa 130, un po’ meno dello scorso anno, data la minore permanenza), molte delle quali tornate per confermare il loro interesse, affetto, la loro curiosità per una nuova pagina personale da incrociare con i propri pensieri.
La nuova collocazione, non più nel crocevia di Piazza Erbe, ma accanto alla Libreria del Festival, ha modificato leggermente le caratteristiche dei miei ospiti. Più donne, adulti, in generale meno frettolosi. Accanto a loro, un gran numero di ritorni e prenotati, e molti osservatori e curiosi che non hanno trovato spazio per limiti di tempo, ma che hanno in vari modi manifestato il loro caloroso apprezzamento.

Quest’anno ci siamo concessi tutti tempi più distesi, incontri forse più intensi, visto anche il catalogo assai impegnativo che avevo portato con me (potete leggere alcune delle mie personali schede dei libri QUI).
Ho avuto il tempo di esplorare con più agio il panorama umano, per cogliere i segnali di cambiamento o cercare conferma delle impressioni ricevute lo scorso anno.
Vi propongo qui alcune riflessioni, emanazione di questo piccolo campione, per me significativo, senza la presunzione di voler disegnare una mappa completa del Festival, ma certa di aver intercettato alcuni significati segnali, utili anche da incrociare con la pratica quotidiana nello spazio pubblico

LE SCELTE con parole vostre
Rispetto allo scorso anno, la scelta di parole chiave si è più orientata in direzione di bivi, possibilità di cambiamento. Ho notato una generale disposizione nei confronti degli spazi vuoti, in termini di prospettiva e risorsa. La necessità dominante non era più quella di una rassicurazione in un tempo buio, ma della conferma e dell’alimentazione della propria luce già accesa.
Il paesaggio è in movimento, tra ombre e illuminazioni, non ancora in ambienti completamente aperti e confortevoli, ma certamente più promettenti per l’esplorazione. Per citare il titolo di una poesia molto letta e apprezzata, ci si prende il tempo di scegliere: “Fiore, dirupo” (Fabio Pusterla, da Argèman, Marcos y Marcos)

I LIBRI
Nonostante abbia letto, catalogato e portato con me circa una ventina di opere di altrettanti autori presenti in questa edizione di Festivaletteratura, il paesaggio umano ha intercettato, attraverso la relazione di ascolto e restituzione, un campione più ridotto di testi (potete vederli in mano agli ospiti, qui sotto, nei ritratti vis-à-vis). Come sa chi già mi conosce, nel mio salottino non si trovano risposte, ma si offrono punti di vista e si cercano illuminazioni, fonti che rivelino aspetti meno frequentati delle questioni che ci premono. Alcuni dei libri che riempivano il mio carretto si sono accompagnati meglio di altri nell’allargare le dimensioni della visuale di questo particolare paesaggio, come prismi. Non ce ne vogliano gli altri, per i quali sono in attesa i prossimi ospiti.
Finché ci sarà vita in questo universo, nessuna storia finirà del tutto: si trasformerà. Quando moriamo, il racconto della nostra vita si limita a cambiare di genere: non più un poliziesco, una commedia, una storia epica, ma un libro di geografia, di biologia, di storia” (Marcelo Figueras, Kamchatka, L’asino d’oro Ed.)1 carretto

I RITORNI
Molti degli ospiti venuti lo scorso anno e tornati oggi hanno fatto il punto. Mi hanno ricordato quale pagina aveva incrociato in quale momento della loro vita, come hanno proseguito la lettura del libro cui apparteneva, in che modo questa abbia modificato o meno la loro prospettiva. Infine mi hanno aggiornato, attraverso la scelta di nuove parole, titoli e frasi sullo stato dell’arte attuale e abbiamo fatto un altro passo insieme. Quasi invariabilmente si è trattato di passi molto più agili, veloci, leggeri, in qualche modo. È stato emozionante condividere una piccola parte di questo cammino. Ci siamo tutti dati appuntamento al prossimo anno per esplorare un nuovo frammento di invisibile rivelato dalla scrittura.
Concordiamo con Chicca Gagliardo, che fa dire al suo “I poeta dell’aria” (Hacca Ed.) “Veniamo tutti dallo stesso punto, un unico punto, e quindi le differenze che adesso non fanno che distinguere e separare sono un abbaglio

LE GIOVANI2scelta
Sono quasi tutte volontarie di Festivaletteratura. Sono armate di un sorriso che desiderano alimentare. Cercano conferma della volontà di potenza, nella possibilità di scelta, nella propria capacità di orientare la direzione attivamente. Anche quest’anno, una prova di maturità e determinazione che contraddice i luoghi comuni sui giovani riportati da giornali e statistiche. Chi discetta vanamente sul futuro incerto delle nuove generazioni dovrebbe immergersi in questa fetta di paese reale, per rivedere le proprie posizioni.
Queste ragazze si riconoscono nella Nora raccontata da Zdravka Evtimova (Sinfonia, Besa ed.): “...si sentiva calma e libera come se stesse facendo una passeggiata con degli scolaretti”, mentre si libera della trappola feroce dicosì va il mondo“, lasciando nella tagliola il pezzo che serve.

IL CONFORTO
Alcuni ospiti della Lettrice le si rivolgono fiduciosi per trovare un indizio, un suggerimento che allevi un malessere. L’abitudine alla lettura, all’utilizzo delle parole di altri come risorsa propria è riconosciuto come prezioso e salvifico. Si verificano, in questi casi, scambi di grande intensità, spesso emozionanti per ospite e Lettrice. Alla fine della giornata i miei pensieri sono colmi delle vite degli altri, mescolate alla mia e alle parole degli autori che le hanno legate. In qualche modo, la trasformazione del paesaggio è completa.

CURIOSITÀ
Il mondo è bello perché è vario… In mezzo a una tale moltitudine, avendo il tempo di osservare e con la complicità della mia preziosa assistente Daniela Trebbi, colleziono aneddoti di comportamenti bislacchi e semi-incomprensibili. C’è chi ruba alcuni dei foglietti (a caso) del mio catalogo, fuggendo a gambe levate con un trofeo di cui ignoro la gloria. Chi un foglietto con una frase lo fotografa (quasi di nascosto) perché “messaggio esoterico a me destinato”. Chi cerca di portarsi via le schede dei libri per leggersele con calma a casa propria. Moltissimi che scattano foto a ripetizione e, interrogati, rispondono “bella idea, magari la copio…”. Chi chiede vengano dati i numeri per la coda (come dal macellaio) e ci sono quelli che passano 8-9 volte in 5 giorni e alla fine si indignano perché non sono mai libera, ma poi liberi non sono mai loro (per fortuna posso proporre Skype e ci si saluta con un sorriso).

LA RELAZIONE
La Lettrice si cura dei suoi ospiti attraverso l’ascolto e le pagine. I suoi ospiti, tutti, invariabilmente, si curano della Lettrice dimostrano pazienza, offrendo conforti materiali (bevande, ristoro, assistenza) e affetto. La relazione si esprime appieno attraverso il riconoscimento reciproco, anziché un rapporto di consumo. Chi traffica con i libri con profitto questo lo impara presto.
Questo, forse, è l’elemento più significativo che differenzia questa pratica artistica e questo paesaggio da qualunque altro in cui io abbia mai frequentato. Che l’impressione non sia solo mia è confermato dal sorriso e dall’entusiasmo di una graditissima ospite: Rossella Pincolini, la maestra ideatrice e animatrice dei piccoli Lettori in Carretto di San Secondo

RINGRAZIAMENTI
Questo nuovo, fecondo incontro tra Lettrice e lettori è stato possibile grazie a: Festivaletteratura (la curatrice e il Comitato Organizzatore che mi hanno nuovamente invitato, lo staff organizzativo che mi ha supportato magnificamente, i volontari che mi hanno accolto affettuosamente); gli autori, gli Editori e i librai che mi hanno reso disponibili, con fiducia, i testi su cui lavorare; la mia assistente Daniela Trebbi, onnipresente, infaticabile, sorridente e disponibile oltre ogni immaginazione; gli ospiti che mi hanno cercata, hanno parlato con me e mi hanno ascoltata con rinnovata fiducia e inesauribile entusiasmo; i libri, tra le cui pagine posso sempre confidare di trovare il pensiero giusto al momento giusto. GRAZIE!

Prima di lasciarvi alla galleria di Facce vis-à-vis / Festivaletteratura 2015 (nella pagina generale potete vedere anche la galleria della precedente edizione) vi ricordo:
per tutti coloro che non fossero riusciti a sedersi nel salottino della Lettrice o per quelli che, durante l’anno e troppo lontani, sentissero il desiderio o la necessità di una pagina vis-à-vis, ricordo che c’è a possibilità di incontrami nel mondo virtuale, grazie alla formula SKYPE VIS-à-VIS (seguite il link per le info)

E ora, eccovi qui, vis-à-vis e con il titolo che vi ho dedicato: