#nonrecensioni: I LIBRI della Lettrice

– pagina in costante aggiornamento –

DISCLAIMER: le opinioni qui espresse sono impressioni di lettura totalmente personali, non richieste o commissionate da Autori, Editori o testate letterarie (salvo precisazione). Sono da intendersi, dunque, di natura disinteressata.

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Donatella Di Cesare
STRANIERI RESIDENTI – Una filosofia della migrazione
Bollati Boringhieri – Saggio

INDICAZIONI
Per chi ‘casa non è proprietà’; per capire l’inganno; per riappropriarsi dell’ospitalità; per le parole
LA MIA LETTURA per Festival delle Letterature Migranti
Quando e perché si sono infranti i tentativi di costruire una filosofia della migrazione? Che peso ha l’imperativo Stato-centrico nel privare la politica di un contributo argomentativo essenziale al riconoscimento della figura di cittadino residente? Quanto siamo confusi riguardo al significato di termini ( migrare, frontiera, asilo, esilio, abitare, comunità, ospite, …) che maneggiamo con apparente sicurezza, avendone tuttavia rimosso il significato originale? Dove rintracciare ragioni convincenti per rinegoziare i concetti di “noi” e “loro”, e dare nuovo significato al ruolo di (apparenti) spettatori in cui ci troviamo?
La scrittura limpida e precisa di Donatella Di Cesare accompagna il lettore, non necessariamente lo studioso, nel ragionamento che avvicina alle risposte. Lasciando margine alla riflessione individuale, al riconoscimento della propria posizione, del proprio inciampo, e dei vuoti da colmare.
Parole chiave: filosofia, migrazione, significati, pregiudizi, abitare

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Chen He
A MODO NOSTRO
Sellerio – Romanzo

INDICAZIONI
Per chi ‘sono tutti uguali’; per chi indaga il prima e il dopo di ogni cosa; per gli sradicamenti
LA MIA LETTURA per Festival delle Letterature Migranti
Lo sguardo cinese.
Questo libro apre agli occhi una scatola, che ne contiene molteplici altre. Ognuna rivela il frammento di un mondo che, a noi europei, è sempre parso chiuso e inaccessibile. E che, nel rivelarsi, mostra noi stessi come non ci siamo mai visti.
Le rotte migratorie dei cinesi; i meccanismi della loro imprenditorialità e dei loro traffici criminali; le radici culturali che li hanno costretti a un’enorme migrazione esistenziale prima che territoriale; lo sguardo alle volte predatorio, alle volte deprivato, rivolto all’Occidente. Tutto questo è raccontato attraverso la vicenda di Xie Quing.
La storia di una ricerca, che, come molte, porta a trovare ciò che non si sapeva di stare cercando. E vale anche per il lettore.
Parole chiave: Cina, migrazione, Rivoluzione Culturale, straniero

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Gabriele Del Grande
DAWLA – La storia dello Stato Islamico raccontata dai suoi disertori
Mondadori

INDICAZIONI
Per chi si è accorto della Siria solo nel 2014; per chi crede che “loro” siano tutti uguali; per comprendere ciò che da qui sembra incomprensibile
LA MIA LETTURA per Festival delle Letterature Migranti
Abituati a pensare nei termini di noi e gli altri, ci manca la competenza e la conoscenza di quanto eterogenea sia la compagine apparente di questi “altri”. Le storie dei tre disertori, raccolte e restituite da Del Grande, ci portano dove non siamo mai stati. Nel dubbio, prima di ogni altro luogo.
Come si costruisce un esercito di martiri? E come si genera, al suo stesso interno, il dissenso?
Prendi centinaia di ragazzi, privati per Legge della vista di una donna diversa da una familiare, e dilungati nella descrizione delle meravigliose 72 vergini dagli occhi scuri che li attendono appena l’anima si sarà separata dal corpo.
Raccogli tutti gli orfani che hai seminato, nutrili, accudiscili, investi in una generazione che non ha mai conosciuto altra Legge che quella del Califfato.
Rinchiudi, vessa, tortura e mescola i tuoi prigionieri, fino al punto che non abbiano che due scelte: aderire o morire.
Elargisci armi, denaro, speranza, miraggi d’Europa, a chi ha perso tutto o a chi ha fame di rivalsa.
Addestra il tuo esercito a partire dalla spirito, e solo dopo nell’uso delle armi. Rendi indistinguibili religione e politica, per sottomettere anima e corpo.
Fatti temere al punto che chi ti tema desideri essere come te.
Sradica ogni dissenso a colpi di Legge e Kalashnikov.
Avrai un esercito nutrito, inesauribile. Fedele, a suo modo, e in qualche misura. Coloro che proveranno a sottrarsi, per quanti essi siano, sapranno che il loro destino sarà essere braccati ovunque e per sempre.
Estremo? O riconoscibile? Non vi suona familiare?
Parole chiave: Islam, conversione, martirio, storia, religione, politica

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Siri Ranva Hjelm Jacobsen
ISOLA
Iperborea – Romanzo

INDICAZIONI
Per chi torna; per le radici; per le generazioni come isole
LA MIA LETTURA per Festival delle Letterature Migranti
Una manciata di isole sparse sull’Atlantico, una collezione di isole immaginate da un nonno e una nipote. Un’isola da chiamare casa, e in cui sentirsi turisti, un’isola da lasciare per poi vivere di nostalgia. Un’isola in cui tornare, un’isola che sembra muoversi e fuggire per non farsi acchiappare. Migrare è una questione di generazioni: ognuna lo fa diversamente, e diversamente dissemina sul cammino migratorio memorie. Quelle che riesce a preservare dall’assimilazione, quelle che riesce a trasmettere con la narrazione, quelle che uno scoglio verde battuto dal vento può conservare.
Questa è la storia di un ritorno in un posto in cui non si è mai stati. Chiedendosi casa cosa sia.
Parole chiave: emancipazione, memoria, migrazione, generazioni

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Marino Magliani
L’ESILIO DEI MOSCERINI DANZANTI GIAPPONESI
Exorma – Romanzo

INDICAZIONI
Perché casa è comunque altrove; per la geografia esistenziale
LA MIA LETTURA per Festival delle Letterature Migranti
In un frammentario viaggio nel tempo e nello spazio, Marino Magliani esplora esilio, ritorno e nomadismo. Si cerca, fra la costa ligure, le distese olandesi e il mare delle Baleari, i rifugi, i sentieri e le reclusioni.
La geografia esistenziale si compone di forme (il sorriso rovesciato della Liguria, le geometriche zattere di terra olandesi), di lingue infantili, tragitti degli affetti, ritorni che si confondono con passaggi, relazioni esplorate a tratti.
Si indaga sulla (im)possibile esistenza di un punto di arrivo, interrogandosi sui punti di partenza. E il luogo definitivo, la vera casa, risulta essere il transito
Parole chiave: ritorno, frontiera, esilio, fuga, partenza, mare

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Marco Rizzo – Lelio Bonaccorso
SALVEZZA
Feltrinelli Comics – Graphic Novel

INDICAZIONI
Perché non sono numeri; per esserci
LA MIA LETTURA per Festival delle Letterature Migranti
Esserci è diverso da farsela raccontare. E farsela raccontare con disegni e parole è diverso che accontentarsi di grafici e notizie, magari fasulle.
L’arancione della nave Acquarius, e dei giubbotti di salvataggio, è l’unico colore che guida nel grigio tagliente di viaggi disperati. Il calore, invece, è quello dei tratti umani restituiti da penne che hanno raccolto suoni, odori, espressioni e ombre e squarci luminosi di sorrisi.
Leggere è più che superare l’indifferenza, è avvicinarsi alla presenza.
Parole chiave: salvataggio, Mediterraneo, salvezza, perdita, umanità

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Alì Ehsani
STANOTTE GUARDIAMO LE STELLE
Feltrinelli – Romanzo

INDICAZIONI
Per cambiare punto di vista; per toccare con mano
LA MIA LETTURA per Festival delle Letterature Migranti
Smettere di guardare il viaggio dalla sponda, ed entrare nella carne, negli occhi, nelle dita aggrappate al cassone di un camion, al bordo di un gommone, al telone di un furgone. Partire dalle macerie di casa, mano nella mano, e attraversare un continente, sei Paesi, la vita di altri profughi, chi fermo chi in movimento, con il miraggio di una nuova casa. Perdersi. Insistere. Guardare indietro, oggi, per fare coraggio al bambino di ieri. Resistere soli, esistere nelle comunità. Sapere che indietro non si può tornare.
Alì ci chiede di fare questo. Lasciare la comoda sponda da cui abbiamo osservato, e partire con lui. Per esistere, con lui e con gli altri che fatichiamo a riconoscere, qui, come “noi”.
Parole chiave: migrazione, speranza, guerra, solitudine, coraggio

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Andrea Segre
LA TERRA SCIVOLA
Marsilio – Romanzo

INDICAZIONI
Per l’attesa, l’incontro, il viaggio da fermi
LA MIA LETTURA per Festival delle Letterature Migranti
Un racconto per imparare ad attendere. Per sedersi su una sedia, accanto alla finestra delle cucina, nelle notti insonni, e aspettare che le risposte arrivino da sole. Magari sporgendo lo sguardo oltre il margine della voragine che si è aperta nella strada, e che potrebbe condurre dall’altra parte del mondo, a casa.
Il tempo è il protagonista. Nell’attesa di un trapasso, nella trasformazione multietnica di un quartiere, nella nostalgia di madri abbandonate e abbandonanti, nei tragitti di vecchi con il carrello spesa, nelle pause di vita fra un incombenza e l’altra, nel lamento impetuoso di Stravinskij, nella sospensione del pensiero e del fare. Un tempo che lega due donne, e altre donne ancora, in un intreccio indistinguibile di doveri e affetti e rimorsi e doni. Comuni, da un estremo all’altro del tempo e dello spazio, come non li abbiamo mai pensati.
Parole chiave: amicizia, Torpignattara, culture, attesa, tempo

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Roberto Camurri
A MISURA D’UOMO
NNE – Romanzo

INDICAZIONI
Per i precipizi della pianura; per i resistenti; per chi va piano, non sa se sano, ma lontano
LA MIA LETTURA per Festival delle Letterature Migranti
Fabbrico è un paese che potrebbe essere tutti i paesi. Ci arrivi con un treno piccolo che sembra inciampare nelle erbacce. Passi al caffè in una Piazza che è una Via, da una donna anziana che serba una sedia per l’uomo della memoria. Dalle finestre di Fabbrico vedi la tua infanzia. Ci trovi gente che si trova, che precipita, che ci prova.
Ci vivi amori, guerra, amicizie, tradimenti, rese, convincimenti.
Un luogo a misura d’uomo, nel quale, per prendere la misura, abbondano i punti di riferimento.
Parole chiave: pianura, errori, vicinanza, memoria

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Max Lobe
LA TRINITÀ BANTU
66TH A2ND – Romanzo

INDICAZIONI
Per i paradossi; per salvarsi da soli; contro le apparenze
LA MIA LETTURA per Festival delle Letterature Migranti
Uffici di collocamento che non collocano, medici che non guariscono, attivisti che non attivano, treni che rallentano, famiglie che fanno finta di non capire. Una Svizzera anomala e inospitale, punteggiata dai cartelli xenofobi che dileggiano le “pecore nere”, si nasconde dietro la patina di efficienza e pulizia che pensiamo di conoscere.
La realtà, se ce la si fa raccontare dal vero, è sempre diversa. E farebbe venire voglia di ribellarsi, combattere il sistema, scagliarsi con violenza contro la violenza.
Invece, a farselo raccontare, si può anche imparare che, a volte, l’unica cosa da fare al nemico, è “rifilargli la sua parte di pace”
Parole chiave: xenofobia, integrazione, radici, Bantuland, Svizzera, luoghi comuni

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Raffaele Alberto Ventura
TEORIA DELLA CLASSE DISAGIATA
Minimum Fax – Saggio

INDICAZIONI
Per chi accetta di non avere risposte; per chi è pronto a guardare in faccia la realtà; per i 30-40 enni; per i figli
LA MIA LETTURA per Festival delle Letterature Migranti
“Noi non siamo stati preparati per questa vita agra, ma per un’altra meravigliosa. Il problema è che quella vita non esiste”. Questa premessa, senza possibilità di riscatto, è la condizione in cui si trova un’intera generazione. Capire perché, come sia maturato l’equivoco, pur non garantendo una soluzione, è l’unico modo per prendere coscienza della propria condizione. Permette di cambiare punto di vista, di maturare un giudizio (su sé e sul mondo) più onesto. Non salva, per il presente, ma orienta per il futuro.
Una ricostruzione storico-socio-economica preziosa, soprattutto nella prospettiva della generazione seguente a quella che sta consumando se stessa.
Parole chiave: economia, lavoro culturale, società, storia


Sara Gamberini
MAESTOSO È L’ABBANDONO
Hacca Ed.

INDICAZIONI
Per la libertà, il libero arbitrio, il silenzio, il bosco, le radici, e il ritrovarsi abbandonate le guide

LA MIA LETTURA per Festival delle Letterature Migranti
Un libro che è uno stato d’animo. Un’accurata analisi sui (mancati) benefici della conoscenza. Lo si può raccontare solo per paradossi.
“E’ difficile parlarne”: meglio, dovrebbe esser il libro, a parlare. Non la critica letteraria, l’autrice in logoranti presentazioni, o la riscrittura operata da infinite recensioni.
“Non c’è una storia”: ci sono gli spazi bianchi. Il respiro, lo spazio, il tempo per inserire la propria narrazione intrecciata alle suggestioni del testo. Il consenso implicito delle linee scritte a generare linee immaginate.
“Non ho tempo per leggere”: e allora il tempo si dilata, ingloba le pause, le riletture intermedie, le sospensioni. La lettura il tempo se lo prende, lo pretende, e lo restituisce moltiplicato in densità. Lo stupore di guadagnare tempo perdendolo.

Parole chiave: psicanalisi, poesia, fantastico, libertà, lentezza


Sandra Petrignani
LA CORSARA – Ritratto di Natalia Ginzburg
Neri Pozza Ed.

INDICAZIONI: per riallacciare il filo fra esperienza, verità e narrazione; per rivivere la storia italiana del ‘900 nell’intreccio di fatti, persone, testi; per l’integrità; per farsi venire voglia di scrivere

LA MIA LETTURA per Letture d’Estate
“Dire la verità. Solo così nasce l’opera d’arte”. Natalia Ginzburg lo pensa e lo scrive a 16 anni, e la si ritrova fedele a questo principio per tutta la vita. Ripercorrerne le tappe, che corrispondono ai mutamenti italiani attraverso la Guerra, il dopo guerra, il nascere, il consolidarsi e poi l’infrangersi del movimento culturale letterario come impegno civile, ci si ricorda e rinnova. Il ritratto di questa donna apparentemente austera e intimamente sensibile, coniuga dubbi, necessità, speranze e disillusioni, in un flusso per nulla consolatorio, e tuttavia nutriente. Impossibile, al termine del libro e della sua vita, sfuggire alla necessità di rileggere la propria in una nuova prospettiva. E, soprattutto, impossibile trattenersi dal fare proprie le ultime parole lasciatele da Leone Ginzburg: “Sii coraggiosa. Attraverso l’attività artistica ti liberai delle troppe lacrime che ti fanno groppo dentro; attraverso l’attività sociale, qualunque essa sia, rimarrai vicina al mondo delle altre persone”.

Parole chiave: infanzia, politica, Einaudi, verità, legami


Walter Mauro
MILES & JULIETTE
Giulio Perrone Editore

INDICAZIONI: per jazzisti sfegatati; per amanti delle trasformazioni; per il bianco e il nero, della pelle e della storia

LA MIA LETTURA per Letture d’Estate

ammetto di aver desiderato una guida, nel cammino sinuoso e a tratti impervio di una scrittura competente, che si snoda fra improvvisazioni, partiture, assoli e rivoluzioni del jazz da una sponda all’altra dell’Atlantico, e per quasi mezzo secolo. Così come mi sarebbe stato utile un nocchiero per attraversare i numerosi rivoli che intrecciano musica e letteratura, razzismo ed esistenzialismo, amore e distanza, confluendo in un unico fiume impetuoso che ha modificato esistenze e percezioni di intere generazioni. Ma gli ostacoli apparentemente disseminati sul cammino, a volte in forma di nomi di battesimo, soprannomi, termini tecnici, proseguendo nella lettura si sono trasformati in componenti del paesaggio. Lo smarrimento è diventato strumento di empatia con i protagonisti, accumunandomi ad essi nella stessa urgente necessità di ricerca, approfondimento, appassionamento, evoluzione.
Questo è un libro che si può godere certamente appieno se si possiedono le conoscenze della materia, ma che parla in modo eloquente anche al profano.

Parole chiave: jazz, esistenzialismo, corpi, amore, Parigi, lacerazioni


Tony Brewer
NON SO DI NON SAPERE – Revisione semiseria alla filosofia
effequ Ed.

INDICAZIONI: per scettici, polemici, dissacratori, innamorati delle domande

LA MIA LETTURA per Letture d’Estate:

cosa accade se un insegnante di filosofia mette in fila, ironicamente e beffardamente, le contraddizioni della “Scienza Prima che insegna a Pensare”? Che, oltre a farti un paio di risate, sei costretto a continuare a pensare, preferibilmente con la tua testa. Quella degli altri può solo darti un punto di vista (a volte delirante).
Il paradosso di sapere attraverso il non sapere, contraddicendosi e contraddicendo ogni buon senso.

Parole chiave: filosofia, paradossi, contraddizioni, pensiero


Aamer Hussein
UN ALTRO ALBERO DI GULMOHAR
La Lepre Edizioni

INDICAZIONI: per chi teme che sia finita, vuole aprire gli occhi, pensa alla differenza come risorsa

LA MIA LETTURA per Letture d’Estate:

due racconti compongono un unico intreccio. Fantasia e tradizioe si dispongono per consolidare un legame altrimenti fragile, fra identità divergenti nello spazio e nel tempo.
La poesia salda, attraverso il moltiplicarsi dei punti di vista, mentre i fiori sfolgoranti dell’albero di fuoco incendiano il paesaggio.

Parole chiave: colori, tradizione, fiaba, poesia, trasformazione


Andrew Faber
FERMO A SEMAFORO IN ATTESA DI TORVARE IL TITOLO, VIDI PASSARE LA DONNA PIU’ BELLA DELLA SOTRIA DELL’UMANITA’
Miraggi Ed.

INDICAZIONI: per chi amare non è per forza combattere, anche se tutto quanto è campo di battaglia

LA MIA LETTURA per Letture d’Estate

poesie d’amore con una certa propensione a viversela “abbestia”. Si sogna molto, si bacia molto, e in assenza di sogni e baci, questi li si desidera molto. Ci sono donne tanto più belle quanto più stanche, e un uomo che si promette tanto più innocuo in quanto più stanco. Si beve e si fuma, si parla molto, ci si abbraccia. Sembra un bel posto, accogliente, dove stare.

Parole chiave: baci, sogni, poesie, sentiero


Filippo Ferrantini
NON SIAMO CHE ALBERI – Saggio alla scoperta del Bosco degli uomini
Effequ

INDICAZIONI: per chi mette radici, cerca identità, ama perdersi, riconosce storie sulle superfici

LA MIA LETTURA per Letture d’Estate

puoi entrare in un bosco cercando (pretendendo) di capirlo, oppure lasciando che sia lui a parlare di te. Nella Macchia lucchese, solo così.
Albero dopo albero, ci siamo tutti. Lo spavaldo e l’ostinato, il custode e il leale, il lavoratore e il millantatore. Un campionario di vegetazione, un campionario di umanità, che non si lascia classificare più di tanto. Meglio, preferisce lasciarsi attraversare.

Parole chiave: miti, botanica, carattere, disordine


Margaret Atwood
FANTASIE DI STUPRO
Racconti Edizioni

INDICAZIONI: per chi è sempre sul punto di…; per le vite parallele; per il non finito da finire da sé

LA MIA LETTURA per Letture d’Estate:

i racconti di Margaret Atwood lasciano straniti, sospesi. Si aspetta una risoluzione, spesso si attende per pagine una spiegazione, una chiave, una fine. Invano. Portati nell’intimo dei personaggi, quasi tutti basculanti fra la ripetitività delle proprie consuetudini e l’immaginario di un’alternativa ipotetica, li si accompagna per un breve tratto, investiti dal dubbio. Appena lo si fa proprio, il racconto si interrompe.
Tutti si affacciano sull’orrido, lanciandosi nel quale potrebbero cambiare, ribellarsi, combattere. Ma lo faranno?
La soluzione, la svolta, il cambiamento, se accade, accade oltre la pagina. Lo sceglie il lettore. Così come sceglie se la crisi del personaggio sia stata fugace pretesto o reale dissesto.
Un libro pieno di domande, e senza risposte.

Parole chiave: dubbio, domande, relazioni, fantasie, doppia vita, coppie, quotidiano


Daniela Cicchetta
MATELDA CAMMMINA LIEVE SULL’ACQUA
Miraggi

INDICAZIONI: Per riscaldarsi e nutrirsi con la memoria, per la conciliazione, per la fame

LA MIA LETTURA per Letture d’Estate:

Ottantaquattro anni della vita di una donna normale, insaporiti dalla preparazione di una cena di compleanno. Per ricordarsi che la serenità non è nella rinuncia, che se si sceglie di nuotare si considerino correnti e profondità, che nello specchio di una finestra si può riflettere e riflettersi.

Parole chiave: cucina, famiglia, convinzione


Violetta Bellocchio
LA FESTA NERA
chiarelettere

INDICAZIONI: per chi non ha paura di guardare nel vuoto

LA MIA LETTURA per Letture d’Estate:

Un elenco umano, pietoso e graffiante di parole di Violetta e suggestioni personali è l’unico modo, per me, per restituire la partecipazione a questa festa nera.
(soprav)vivere per raccontarla
“Ti saluta la realtà, dice che non la chiami mai”
Una passata di rossetto, e i piedi nella polvere
Espiazione
Gli ultimi giorni dell’umanità
Ogni famiglia è infelice a modo suo
Senza fine
“lo charme dell’apocalisse”

Parole chiave: abisso, verità, racconto, setta


Luigi Malerba
STRATEGIE DEL COMICO
Quodilibet Compagnia Extra

INDICAZIONI: per curiosi, puntigliosi, dispettosi, studiosi e sospettosi,

LA MIA LETTURA per Letture d’Estate:

“Cosa c’è da ridere?” Ce lo chiediamo e ce lo sentiamo chiedere, con genuina curiosità o con infastidita insistenza, e raramente conosciamo la risposta. Una carrellata di testi, che passano dalla semplice esposizione, all’analisi dei meccanismi al genuino esempio narrativo, squaderna infiniti indizi da combinare a piacere. Per studio o per diletto, come si vuole. Senza che sapere levi un briciolo del divertimento, lo devo ammettere.

Parole chiave: riso, inaspettato, meccanismo


Stefano Benni
BALLATE
Feltrinelli

INDICAZIONI: per cantarla, raccontarla, prenderla in giro e ragionarci su

LA MIA LETTURA per Letture d’Estate:

uno sguardo dissacrante e schietto su amori, abitudini, favole e persone che ti sembrava di conoscere a menadito. E invece?

Parole chiave: filastrocche, ballate, storie


Salvatore La Porta
LESS IS MORE – Sull’arte di non avere niente
ilSaggiatore

INDICAZIONI: per chi si è svegliato con un carapace, per chi si sente solo, per chi è in buona compagnia, perché il troppo stroppia

LA MIA LETTURA per Letture d’Estate:

sovrastrutture e vie d’uscita, nelle tre età della vita, in cerca della leggerezza. Cosa sia “meno” e cosa sia “più” sono risposte sapientemente e curiosamente affidate a protagonisti della letteratura e ai loro autori. Un’indagine che, compiuta al momento giusto, protragga il gioco, rallenti la formazione dell’esoscheletro e tenga a bada la nostalgia e i rimpianti. Vi sembra poco? O di più?

Parole chiave: libertà, beni, bisogni, letteratura

Non aspettatevi una recensione. Da me, lo sapete, potete avere solo impressioni di lettura, al massimo suggerimenti d’uso. Quindi prendete questa pagina come uno degli strumenti da mettere nella vostra cassetta degli attrezzi, se volete.
Lo scomparto potrebbe essere quello “esplorazione di genere”, il femminile, il maschile, il confine percepibile fra essi e il nocciolo interno.
L’uso è quello di fare da guida nella comprensione e nella descrizione di cosa sia una donna, anzi due, e cosa possano diventare, quanto siano disposte a trasformarsi, l’una e l’altra, per accumulazione e sottrazione, fino a riconoscersi persone.
La madre di Eva racconta la femminilità per accumulazione, ripercorrendo le tappe di relazione con l’essere che ha generato (e con se stessa), dalla nascita al momento presente.
Al tempo stesso, lo fa per sottrazione, con la scarnificazione metaforica della femminilità vista come insostituibile forma di legame con la figlia, che lascia il posto, giunti all’osso, al legame fra individui.
Nel frattempo, oltre le porte di una sala operatoria, avviene la scarnificazione vera del corpo della giovane figlia, che sta cambiano sesso, sta dando al proprio corpo l’aspetto della persona che ha sempre contenuto.

Il racconto, che dura diciotto anni e il tempo dell’operazione che trasformerà Eva in Alessandro, è feroce, tenero, umano. Non risparmia le ombre, per gettare luce. Non fa sconti all’idea, o meglio l’ideale, del legame tra madre e figlia fatto di carne che riconosce altra carne e che viene sconfitto dal reale. A nulla serve combattere, si è già combattuto, lo hanno fatto anche altri e hanno perso. Serve ascoltare. E riconoscere, pur faticosamente, dignità e realtà a un altro modo di essere.

Il romanzo di Silvia Ferreri è dirompente, politico, illuminante. Rivela aspetti del femminile, e per paradosso del maschile, in una chiave che supera le ovvietà, va al nocciolo, senza pietà. Ma con un grado di comprensione che ne fa, come dicevo, uno strumento efficace di sospensione del giudizio e negoziazione del compromesso come punto di partenza per una nuova visione (e relazione). Una lettura impegnativa, per una donna, madre di figlia, come la sottoscritta (per quanto, non solo a tale categoria destinata). Mi ha costretta a confrontarmi con interrogativi che lasciavo volutamente in sospeso. Mi ha addolorata, a tratti. Spesso commossa. Infine lasciata differente da come mi aveva trovata.
Ringrazio sempre, per avere il privilegio di incontrare libri così.
Silvia Ferreri “La madre di Eva”, Neo Edizioni

L’ho finito.
4321” di Paul Auster (Giulio Einaudi Editore) a chi può piacere?
A chi ama una o più delle seguenti categorie:
– i romanzoni lunghi, ma anche i racconti brevi (in 940 pagine ci sono entrambi)
– un personaggio a cui voler profondamente bene (ero tentata di scrivere “persona”, ma perché lo capite solo leggendo)
– la storia americana tra anni ‘40 e anni ’70: società, politica, l’individuo e la moltitudine, cause ed effetti (se vi sembra trito e ri-trito, fate in tempo a ricredervi)
– famiglia, amicizia, amore, ideali, integrità, letteratura, cinema (non manca niente, ma niente proprio)
E fin qui gioco facile.
Ma anche a chi appartiene a queste, di categorie:
– solutori di cubo rubik letterari
– persi nei labirinti
– desiderosi di essere sedotti e raggirati con indizi abilmente camuffati
– disponibili a stringere il patto di alleanza e fiducia fra scrittore e lettore: il divertimento e l’intelligenza dell’uno al servizio del divertimento e dell’intelligenza dell’altro
– aspiranti scrittori di qualunque genere (romanzieri, poeti, drammaturghi, giornalisti, cineasti), purché saldi nella propria convinzione. Il libro è strapieno di strumenti, ma sono anche usati così bene da mettere alla prova il coraggio di ogni esordiente.
– compilatori di liste (se non vi bastano le 940 pagine, Auster suggerisce un altro centinaio di libri e film che vi impegnano per il resto della vita)
– maniaci compulsivi dello spoiler (spicciate casa a Auster, sappiatelo. Prendete lezioni da lui!)
Potrei dire di più, ma vi rovinerei il gusto. Ho detto pure troppo.

 


Roberto Delogu, L’ANNO DI VENTO E SABBIA (Hacca)
INDICAZIONI: per comporre
LA MIA LETTURA: L’arte del divenire, del prendere le cose come sono, del raccogliere frammenti, sospendere giudizi su noi stessi e gli altri. Attendere e prendere tempo, sentire il vento e tenere la sabbia tra le dita e le lenzuola. Crescere liberi, nutriti di libertà rivelate, anche quando sofferte.
Tra i molti frammenti che traducono un bambino in un uomo, c’è quello di un padre: “… Papà mi ha fatto crescere libero. Non mi ha mai proibito niente, quando non era d’accordo su qualcosa che lui riteneva sbagliata, non si metteva mai di traverso, al massimo temporeggiava, lasciando che la ragione facesse il suo corso. Diceva sempre che il bravo difensore non è quello che affronta di petto l’attaccante correndo il rischio di farsi saltare di netto, ma quello che lo spinge pian piano verso il fallo laterale e lo rende inoffensivo”.
E la rivelazione della donna: “… solo le donne con le vene nei polsi ti possono amare e proteggere stando accovacciate e indifese tra le tue braccia. Hanno mani forti, mani da madre, mani che non ti mollano”
PER SAPERNE DI PIÙ: hacca/l’annodiventoesabbia
LIBRERIA: Inserito nel catalogo della Lettrice vis-à-vis

cattivi
Maurizio Torchio, CATTIVI (Einaudi)
INDICAZIONI: per i muri dentro; per le cose in comune; per le solitudini
LA MIA LETTURA: Captivus, in latino, significa prigioniero.
Cattivi è una storia di prigionia, meglio di prigionie. Meglio ancora, di prigioni.
Da quella in cui è rinchiuso il narratore, in isolamento, fine pena mai, a quella che emerge dalle sue memorie di sequestratore. Da quella degli individui che lo circondano a quella degli elementi, delle azioni, delle consuetudini. Prigioni che hanno inaspettate assonanze con le nostre personali costrizioni, nel momento in cui lo diventano l’identità, gli affetti, i sensi (e la loro mortificazione), la memoria, il tempo, il giudizio. Infine la solitudine, prigione talvolta autoinflitta, talvolta obbligata da chi ha il potere di “… dare delle cose perché ti venga paura di perderle”
Per saperne di più: Einaudi/Cattivi
LIBRERIA: inserito nel Catalogo de La Lettrice vis-à-vis per Festivaletteratura 2015

SINFONIA

Zdravka Evtimova, SINFONIA (Besa Editrice)
INDICAZIONI: per chi è bloccato tra il dire e il fare; per chi teme il proprio bene; per le scelte e la realtà; per le donne
LA MIA LETTURA: Sono dure anche sotto chili di carne, ruvide sebbene con le dita impastate di olio, taglienti seppure i colpi ricevuti abbiano violato gli spigoli, sensibili anche se lame affilate di sarcasmo hanno reciso i nervi. Sono le donne le cui voci compongono la Sinfonia contemporanea bulgara di cui siete in ascolto.
Una partitura complessa e aspra, i cui movimenti risuonano pervicacemente governati dalla scelta. Non quella altrui, subita in virtù di una presunta superiorità estetica, economica, sociale, ma la propria, sostenuta dalla volontà e dall’onestà nei confronti di se stesse.
Sono donne fuori dal comune, quelle che attraversano l’impietosa Bulgaria contemporanea, e altrettanto lo è la direzione che imprimono alla musica che compongono
Per saperne di più: Besa/Sinfonia
LIBRERIA: inserito nel Catalogo de La Lettrice vis-à-vis per Festivaletteratura 2015

canto crepuscolo

Helen Humphreys, IL CANTO DEL CREPUSCOLO (Playground)
INDICAZIONI: per chi si è perso; per chi ha pazienza; per guardare e serbare
LA MIA LETTURA: Manuale di strategie di sopravvivenza. Più o meno. Potrebbe essere letto così, questo racconto che peregrina tra i sentieri periferici di una guerra.
I personaggi camminano imparando dagli uccelli, dal paesaggio, dal tempo, astraendo da ciò che li circonda il segreto per ritrovare la direzione. Per individuare la linea che li precede, li attraversa e segue verso una destinazione per ora imperscrutabile.
Quando pure ad accompagnare il viaggio sia un canto crepuscolare, quello che percepiamo della sua melodia è il movimento, il divenire, l’accompagnamento al formarsi di rocce calcaree, composte di frammenti di creature viventi.
Per saperne di più: Playground/Ilcantodelcrepuscolo
LIBRERIA: inserito nel Catalogo de La Lettrice vis-à-vis per Festivaletteratura 2015

gatto
Philippe Forest, IL GATTO DI SCHRÖDINGER (Del Vecchio Editore)
INDICAZIONI: per chi si sente fuori posto; per la coesistenza degli opposti; per elaborare il concetto di perdita; per movimentare i neuroni
LA MIA LETTURA: Ringrazio l’autore per l’epigrafe di Picasso all’inizio (“Quando leggo un libro sulla fisica di Einstein e non ne capisco niente, non mi importa: mi farà capire altro”), perché mi ha predisposta a una lettura senza frustrazione.
Di fisica e meccanica quantistica, nonostante gli sforzi, credo di saperne quasi quanto prima, e ignoro la mia corretta comprensione di tutti i passaggi (ma d’altronde ne ammette la difficoltà lo stesso Forest). Ma, esattamente come premesso, al termine della lettura della più originale elaborazione del lutto che mi sia mai capitata, mi resta un’impressione, un ragionamento che parte da presupposti che chissà se ho compreso, ma che scatenano appassionanti elucubrazioni. Chiudo il libro e mi restano l’invito all’ osservazione, la possibilità di inserirmi in un contesto pur essendo aliena, di difendere una visione contro l’integralismo di certezze date.
Il gatto è vivo e morto contemporaneamente? Il gatto c’è? Qual è la sua funzione? Il suo posto. Il mio. Realtà sovrapponibili (parallele?) sono la chiave per muoversi in uno spazio (mentale) a più dimensioni.
L’euforia di aver compreso un passaggio e poterlo mettere immediatamente in discussione, per ripristinare un movimento interrotto, una stasi apparente e indefinibile di realtà imperscrutabilmente chiuse in una scatola, è il regalo prezioso che il gatto di Schrödinger elargisce a piene pagine
Per saperne di più: DelVecchio/IlgattodiSchrodinger
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argeman

Fabio Pusterla, ARGÉMAN (Marcos y Marcos)
INDICAZIONI: per chi preferisce e impara dalla verità; per chi ama la Storia dalle storie; per chi ha cura degli spazi vuoti; per i paesaggi
LA MIA LETTURA: La verità, tutta la verità, nient’altro che la verità. In versi che raccolgono frammenti di paesaggio per illuminare le intenzioni. Che aprono spiragli di fiducia e prospettive di fuga, che popolano l’assenza con la possibilità o la rinuncia. Che dipanano storie intessute alla Storia, rivelando l’intreccio cui non si può sottrarsi. Lo sguardo, l’ascolto, la memoria, la scelta attraversano una raccolta prossima come una conversazione familiare e preziosa come un tesoro lasciato a navigare.
L’ombra indica la presenza di una fonte luminosa.
Per saperne di più: MarcosYMarcos/Argéman
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legge di natura

Kari Hotakainen, LA LEGGE DI NATURA (Iperborea)
INDICAZIONI: per una somministrazione di realtà; per caleidoscopi verbali; per ascoltarsi dalla culla al tramonto; per opposti inconciliabili; per esplorare visioni politiche
LA MIA LETTURA: Tutto d’un fiato e senza tregua, così si impone La legge di natura. Da lamiere contorte viene estratto un sopravvissuto il cui tempo lento della riabilitazione è paradossalmente accelerato dal frenetico affastellarsi di voci, relazioni, pressioni, rivelazioni del paesaggio umano che lo circonda e compenetra. Tutti hanno voce in capitolo, se possibile contemporaneamente, per modificare il quadro di partenza, affinché sia chiaro che nulla può essere più come prima. Lo scontro fra generazioni, il collasso dello stato sociale, il rifugio della domesticità, l’urgenza di restare lucidi quando matti non si vuole e saggi è troppo tardi (semi-cit.). Tutto d’un fiato, con una pausa in piscina, lontano dai dolori, lasciando galleggiare un poco di amore intorno a sé.
Il Nord che non ci aspetteremmo
Per saperne di più: Iperborea/Laleggedinatura
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poeta dell'aria

Chicca Gagliardo, IL POETA DELL’ARIA (Hacca Edizioni)
INDICAZIONI: per vedere l’invisibile; per toccare l’intangibile; per colmare lo spazio delle solitudini; per dare corpo alla mancanza; per il volo
LA MIA LETTURA: 33 lezioni di volo destinate alla carta infrangendo una promessa, allo scopo di indagare oltre il visibile, di esplorare la vertigine, di dare sostanza al vuoto apparente che ci contiene. Per farne paesaggio e compagno di viaggio, per trascendere i limiti angusti dei propri confini, per non sentirsi frammenti, pesi, soli, giacché tali non si è: “Le distanze sono un abbaglio, noi siamo in un unico . (punto)”
Per saperne di più: HaccaEdizioni/PoetadellAria
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Non abbiate paura

Allan Gurganus, NON ABBIATE PAURA (Playground)
INDICAZIONI: perché non è come sembra; per il silenzio; per cacciatori di storie
LA MIA LETTURA: “Così tante strade per la gioia. Per lo più deviazioni”. Potrei aprire e chiudere così, con le ultime parole di questo libro, che lo contengono tutto.
La vita di coloro che ci si siedono accanto, per un breve momento, è ha tal punto un percorso intricato e tortuoso, governato da cause, effetti, scelte di cui a noi è preclusa la conoscenza, che dalla prima impressione (“sensazione di famiglia davvero unita”) potremmo ricavare qualunque romanzo. Magari uno dei russi ottocenteschi amati da Nonabbiatepaura, la protagonista di questo. L’apparenza ci inganna, a volte ci protegge. Capita ci custodisca come un bozzolo, all’interno del quale troviamo il tempo e il modo di rigenerare tessuti danneggiati. A volte ci soffoca, ed è comunque una maniera per comprendere la differenza che passa con il respirare. Quasi sempre si infrange, non abbiate paura.
Per saperne di più: Playground/Nonabbiatepaura
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senti le rane

Paolo Colagande, SENTI LE RANE (Nottetempo)
INDICAZIONI: Per chi cerca di mettere ordine, ma distrarsi è un attimo; per amore della dialettica; perché tra il bene e il male passa un sacco di ironia; perché se non c’eri la racconti meglio
LA MIA LETTURA: Sarebbe una tragedia, se a raccontarla non fossero due che non c’erano. Sarebbe una farsa, se la materia non fosse bellezza e tradimento, fede e caduta, trascendenza e immanenza. Sarebbe un pettegolezzo di campagna, se non ci si mettesse di mezzo la filosofia. Sarebbe una cosa di corpi, non fosse che “… il corpo umano è confuso: come se qualcosa dentro di lui continuasse a muoversi e protestare. E se questo è il corpo, facciamo un po’ i conti col resto”.
Alla fine, ci sarebbe da piangere, ma scappa molto da ridere. E assai da pensare, visto che “La conoscenza di un fiume dipende dal ponte da dove lo guardi”
Per saperne di più: Nottetempo/Sentilerane
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il dolore del mare
Alberto Cavanna, IL DOLORE DEL MARE (Nutrimenti)
INDICAZIONI: per le isole; perché la terra educa a riconoscere i segni; per tutto ciò che si muove in un’attesa
LA MIA LETTURA: Un’isola è uno spazio finito, circoscritto, nel quale più netto si fa il confronto fra le dimensioni.
Tra il pragmatismo della sopravvivenza e la teoria del bene, tra maschi e femmine, tra madri e figli, tra casa e Patria, tra spazio e tempo, tra resa e potere apparente.
Un mondo in transizione, fra le due guerre mondiali, governato e calpestato da uomini in corsa, viene raccontato dando voce soprattutto alle donne. Isole spazzate da mare e venti, fari che illuminano, approdi, memorie e veggenti, custodi di vite che perpetuano con la fatica dei lombi e il nutrimento della devozione. Con amore per le esistenze che conservano, in muto e ostinato contrasto all’annientamento, all’effimera gloria, alla guerra che le assedia.
Per saperne di più: Nutrimenti/Ildoloredelmare
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golena

Elia Malagò, GOLENA (LietoColle edizioni)
INDICAZIONI: per chi sa che conoscere l’acqua non basta per evitare di annegare ogni volta; per chi sa scendere a patti; per chi ascolta
LA MIA LETTURA: La golena è lo spazio fertile di contenimento tra fiume e argine. Pronto a farsi allagare ad ogni piena, quando la misura si colma, e farsi abbandonare ricco e fecondo tornata la calma.
I versi di Elia rimandano a questo movimento, al fluire incessante di pena e conciliazione, al riconoscimento del necessario negozio della vita, all’apprendere come stare, anziché fuggire, quando le acque avanzano.
Se siete fra coloro che vengono a patti con il proprio dolore, ne tracciano la geografia, ne addomesticano il flusso, ne accolgono l’onda in sponde familiari, accostate l’orecchio alla conchiglia di una delle poesie che ho scelto per voi in “Golena” di Elia Malagò. Vi raggiungerà un’eco familiare.
Per saperne di più: LietoColle/Golena
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il prezzo di dio

Okey Ndibe, IL PREZZO DI DIO (Edizioni Clichy)
INDICAZIONI: per atei curiosi e credenti dubbiosi; per appassionati viaggiatori transculturali; per lucidi folli
LA MIA LETTURA: Il prezzo di dio (titolo italiano per Foreign Gods, Inc.) si paga in vermi e preghiere, allucinazioni e speranze, richieste pressanti, illusioni, dollari…
Si paga con un viaggio di ritorno a casa e un viaggio nel passato, del proprio dio e di quello degli altri. Si paga con la lucidità e la rinuncia. Con il tradimento di se stessi e della propria natura, vano come un’offerta a un santuario vuoto.
Che lo si cerchi, lo si rinneghi, lo si venda o lo si accolga, ogni dio ha il suo prezzo. Ike, tra New York e la Nigeria rurale della sua infanzia, li enumera tutti, insieme ai loro debitori.
Per saperne di più: edizioniClichy/IlprezzodiDio
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tiroide

Marco Parlato, TIROIDE (Gorilla Sapiens Edizioni)
INDICAZIONI: fuori sede, fuori corso, fuori asse, fuori posto. Per chi, ghiandola o meno, ha sempre avuto un po’ gli occhi fuori dalle orbite
LA MIA LETTURA: tenere a bada una tiroide indisciplinata, l’ordinaria vita di onesto studente fuori sede, le regole che la socialità (reale e virtuale) impone… è cosa da fare alterare i valori a chiunque. Potrebbe diventare difficile distinguere se quello deposto sulla realtà sia lo sguardo lucido, originale e iper ironico di un outsider o il delirio allucinato da astinenza da Tapazole.
Potrebbe, se non ci fosse il diario di Olu (“Mi chiamo Olwafemi e vengo da Nigeria Africa. Tu chiama me Olu più facile. Scusi dove trova termini? Oggi il tempo è belo e sole splende in’alto”) a ricordare a Stefano in brevi tratti cosa serva per vivere.
Per saperne di più: gorillasapiens/tiroide
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riparare i viv

Maylis de Kerangal, RIPARARE I VIVENTI (Feltrinelli)
INDICAZIONI: per chi cerca i fili nell’ordito; per chi vuole guardare oltre sé; per la parte e il tutto
LA MIA LETTURA: Cos’è un cuore umano? Un muscolo che pompa sangue, il cui ritmo viene alterato dagli avvenimenti che costellano un’esistenza. Nel passaggio da un corpo a un altro, al suo battito si aggiungono quelli di altri cuori. I muscoli sensibili di genitori, fidanzate, medici, infermiere, pazienti che compongono un corpo più grande, un organismo pulsante nel quale ogni vita non si esaurisce in se stessa.
Così il filo del giovane Simon, che un incidente inserisce nel disegno tratteggiante un limbo irreversibile, diventa parte dell’ordito di un quadro maggiore, al quale ogni tessitura aggiunge colore e definizione. Senso. Vitalità.
Per saperne di più: Feltrinelli/Riparareiviventi
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Kamchatka

Marcelo Figueras, KAMCHATKA (L’asino d’oro Edizioni)
INDICAZIONI: per le storie che continuano; per chi frequenta il confine tra realtà e avventura; per chi difende le domande; per chi ha riso e pianto mescolati; per chi crede nei rifugi
LA MIA LETTURA: Kamchatka è un suono e un’idea, un rifugio e un ricordo infantile, un’avventura e la parola che vi ha messo fine. Ed è il futuro. Per Harry, dieci anni a Buenos Aires nel 1976, è anche lo spazio che si trasforma in tempo, la dimensione che racchiude la stagione avventurosa trascorsa nascosto con la famiglia a far finta di essere qualcun altro, mentre automobili senza targa perlustrano le strade del paese per raccogliere e disperdere il loro bottino umano.
In precario equilibrio tra infanzia e adolescenza, Harry utilizza le fantasmagorie e le risorse della prima per leggere e interpretare la realtà che lo chiama dalla seconda, risolvendo enigmi escapologici degni del più grande Houdini. Ci vogliono l’inventiva, il sorriso, l’acutezza e la strategia dei dieci anni, è proprio vero, per difendere la Kamchatka.
Tornate bambini per diventare grandi.
Per saperne di più: L’asino d’oro Edizioni

LIBRERIA: inserito nel Catalogo de La Lettrice vis-à-vis per Festivaletteratura 2015

foto

Andre Dubus III, LA CASA DI SABBIA E NEBBIA (Nutrimenti Ed.)
INDICAZIONI: per chi dubita esista una parte esclusivamente giusta; per chi indaga le reazioni a catena; per osservare la famiglia in tutte le sue declinazioni e ricadute
LA MIA LETTURA: I destini si incrociano, le sventure personali si assommano e conducono alla lenta esasperazione. Siamo tutti brave persone finché altre brave persone non vanificano i nostri disperati sforzi per sopravvivere.
Una casa diventa violento terreno di confronto fra culture, patrimoni familiari, sopravvivenze, progetti e investimenti che vestono l’abito dell’ultima speranza: scintillante ed effimera, fragile e indifendibile se non a prezzo della vita stessa che è chiamata a garantire.
Per saperne di più: Nutrimenti

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Bunker

Kevin Brooks, BUNKER DIARY (Piemme Edizioni)
INDICAZIONI: per quelli che “io non ho bisogno di nessuno”; per chi preferisce le domande alle risposte; per chi si interroga sul significato del tempo; per chi scrive e deve decidere per chi lo faccia
LA MIA LETTURA: Sei stanze, sei letti, sei comodini, sei notes, sei sedie intorno a un tavolo, un bagno, una cucina, un ascensore senza pulsanti, un orologio.
Questo è ciò che trovi intorno a te se sei Linus, sedicenne inglese, e ti svegli in un bunker con il sapore di cloroformio che ti graffia la gola.
Chi ti ci ha portato? Perché? Cosa intende fare di te e di coloro che ti raggiungeranno? Cosa accade al tempo, interno ed esterno, mentre tu conti i secondi? Cosa sei disposto a fare per scappare? Cosa sei disposto a sacrificare?
Un diario dal bunker raccoglie i tuoi interrogativi e li fa miei. Fino all’ultima pagina.
Per saperne di più: http://www.edizpiemme.it/libri/bunker-diary

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