#nonrecensioni: I LIBRI della Lettrice

– pagina in costante aggiornamento –

DISCLAIMER: le opinioni qui espresse sono impressioni di lettura totalmente personali, non richieste o commissionate da Autori, Editori o testate letterarie. Sono da intendersi, dunque, di natura disinteressata.

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Non aspettatevi una recensione. Da me, lo sapete, potete avere solo impressioni di lettura, al massimo suggerimenti d’uso. Quindi prendete questa pagina come uno degli strumenti da mettere nella vostra cassetta degli attrezzi, se volete.
Lo scomparto potrebbe essere quello “esplorazione di genere”, il femminile, il maschile, il confine percepibile fra essi e il nocciolo interno.
L’uso è quello di fare da guida nella comprensione e nella descrizione di cosa sia una donna, anzi due, e cosa possano diventare, quanto siano disposte a trasformarsi, l’una e l’altra, per accumulazione e sottrazione, fino a riconoscersi persone.
La madre di Eva racconta la femminilità per accumulazione, ripercorrendo le tappe di relazione con l’essere che ha generato (e con se stessa), dalla nascita al momento presente.
Al tempo stesso, lo fa per sottrazione, con la scarnificazione metaforica della femminilità vista come insostituibile forma di legame con la figlia, che lascia il posto, giunti all’osso, al legame fra individui.
Nel frattempo, oltre le porte di una sala operatoria, avviene la scarnificazione vera del corpo della giovane figlia, che sta cambiano sesso, sta dando al proprio corpo l’aspetto della persona che ha sempre contenuto.

Il racconto, che dura diciotto anni e il tempo dell’operazione che trasformerà Eva in Alessandro, è feroce, tenero, umano. Non risparmia le ombre, per gettare luce. Non fa sconti all’idea, o meglio l’ideale, del legame tra madre e figlia fatto di carne che riconosce altra carne e che viene sconfitto dal reale. A nulla serve combattere, si è già combattuto, lo hanno fatto anche altri e hanno perso. Serve ascoltare. E riconoscere, pur faticosamente, dignità e realtà a un altro modo di essere.

Il romanzo di Silvia Ferreri è dirompente, politico, illuminante. Rivela aspetti del femminile, e per paradosso del maschile, in una chiave che supera le ovvietà, va al nocciolo, senza pietà. Ma con un grado di comprensione che ne fa, come dicevo, uno strumento efficace di sospensione del giudizio e negoziazione del compromesso come punto di partenza per una nuova visione (e relazione). Una lettura impegnativa, per una donna, madre di figlia, come la sottoscritta (per quanto, non solo a tale categoria destinata). Mi ha costretta a confrontarmi con interrogativi che lasciavo volutamente in sospeso. Mi ha addolorata, a tratti. Spesso commossa. Infine lasciata differente da come mi aveva trovata.
Ringrazio sempre, per avere il privilegio di incontrare libri così.
Silvia Ferreri “La madre di Eva”, Neo Edizioni

L’ho finito.
4321” di Paul Auster (Giulio Einaudi Editore) a chi può piacere?
A chi ama una o più delle seguenti categorie:
– i romanzoni lunghi, ma anche i racconti brevi (in 940 pagine ci sono entrambi)
– un personaggio a cui voler profondamente bene (ero tentata di scrivere “persona”, ma perché lo capite solo leggendo)
– la storia americana tra anni ‘40 e anni ’70: società, politica, l’individuo e la moltitudine, cause ed effetti (se vi sembra trito e ri-trito, fate in tempo a ricredervi)
– famiglia, amicizia, amore, ideali, integrità, letteratura, cinema (non manca niente, ma niente proprio)
E fin qui gioco facile.
Ma anche a chi appartiene a queste, di categorie:
– solutori di cubo rubik letterari
– persi nei labirinti
– desiderosi di essere sedotti e raggirati con indizi abilmente camuffati
– disponibili a stringere il patto di alleanza e fiducia fra scrittore e lettore: il divertimento e l’intelligenza dell’uno al servizio del divertimento e dell’intelligenza dell’altro
– aspiranti scrittori di qualunque genere (romanzieri, poeti, drammaturghi, giornalisti, cineasti), purché saldi nella propria convinzione. Il libro è strapieno di strumenti, ma sono anche usati così bene da mettere alla prova il coraggio di ogni esordiente.
– compilatori di liste (se non vi bastano le 940 pagine, Auster suggerisce un altro centinaio di libri e film che vi impegnano per il resto della vita)
– maniaci compulsivi dello spoiler (spicciate casa a Auster, sappiatelo. Prendete lezioni da lui!)
Potrei dire di più, ma vi rovinerei il gusto. Ho detto pure troppo.

 


Roberto Delogu, L’ANNO DI VENTO E SABBIA (Hacca)
INDICAZIONI: per comporre
LA MIA LETTURA: L’arte del divenire, del prendere le cose come sono, del raccogliere frammenti, sospendere giudizi su noi stessi e gli altri. Attendere e prendere tempo, sentire il vento e tenere la sabbia tra le dita e le lenzuola. Crescere liberi, nutriti di libertà rivelate, anche quando sofferte.
Tra i molti frammenti che traducono un bambino in un uomo, c’è quello di un padre: “… Papà mi ha fatto crescere libero. Non mi ha mai proibito niente, quando non era d’accordo su qualcosa che lui riteneva sbagliata, non si metteva mai di traverso, al massimo temporeggiava, lasciando che la ragione facesse il suo corso. Diceva sempre che il bravo difensore non è quello che affronta di petto l’attaccante correndo il rischio di farsi saltare di netto, ma quello che lo spinge pian piano verso il fallo laterale e lo rende inoffensivo”.
E la rivelazione della donna: “… solo le donne con le vene nei polsi ti possono amare e proteggere stando accovacciate e indifese tra le tue braccia. Hanno mani forti, mani da madre, mani che non ti mollano”
PER SAPERNE DI PIÙ: hacca/l’annodiventoesabbia
LIBRERIA: Inserito nel catalogo della Lettrice vis-à-vis

cattivi
Maurizio Torchio, CATTIVI (Einaudi)
INDICAZIONI: per i muri dentro; per le cose in comune; per le solitudini
LA MIA LETTURA: Captivus, in latino, significa prigioniero.
Cattivi è una storia di prigionia, meglio di prigionie. Meglio ancora, di prigioni.
Da quella in cui è rinchiuso il narratore, in isolamento, fine pena mai, a quella che emerge dalle sue memorie di sequestratore. Da quella degli individui che lo circondano a quella degli elementi, delle azioni, delle consuetudini. Prigioni che hanno inaspettate assonanze con le nostre personali costrizioni, nel momento in cui lo diventano l’identità, gli affetti, i sensi (e la loro mortificazione), la memoria, il tempo, il giudizio. Infine la solitudine, prigione talvolta autoinflitta, talvolta obbligata da chi ha il potere di “… dare delle cose perché ti venga paura di perderle”
Per saperne di più: Einaudi/Cattivi
LIBRERIA: inserito nel Catalogo de La Lettrice vis-à-vis per Festivaletteratura 2015

SINFONIA

Zdravka Evtimova, SINFONIA (Besa Editrice)
INDICAZIONI: per chi è bloccato tra il dire e il fare; per chi teme il proprio bene; per le scelte e la realtà; per le donne
LA MIA LETTURA: Sono dure anche sotto chili di carne, ruvide sebbene con le dita impastate di olio, taglienti seppure i colpi ricevuti abbiano violato gli spigoli, sensibili anche se lame affilate di sarcasmo hanno reciso i nervi. Sono le donne le cui voci compongono la Sinfonia contemporanea bulgara di cui siete in ascolto.
Una partitura complessa e aspra, i cui movimenti risuonano pervicacemente governati dalla scelta. Non quella altrui, subita in virtù di una presunta superiorità estetica, economica, sociale, ma la propria, sostenuta dalla volontà e dall’onestà nei confronti di se stesse.
Sono donne fuori dal comune, quelle che attraversano l’impietosa Bulgaria contemporanea, e altrettanto lo è la direzione che imprimono alla musica che compongono
Per saperne di più: Besa/Sinfonia
LIBRERIA: inserito nel Catalogo de La Lettrice vis-à-vis per Festivaletteratura 2015

canto crepuscolo

Helen Humphreys, IL CANTO DEL CREPUSCOLO (Playground)
INDICAZIONI: per chi si è perso; per chi ha pazienza; per guardare e serbare
LA MIA LETTURA: Manuale di strategie di sopravvivenza. Più o meno. Potrebbe essere letto così, questo racconto che peregrina tra i sentieri periferici di una guerra.
I personaggi camminano imparando dagli uccelli, dal paesaggio, dal tempo, astraendo da ciò che li circonda il segreto per ritrovare la direzione. Per individuare la linea che li precede, li attraversa e segue verso una destinazione per ora imperscrutabile.
Quando pure ad accompagnare il viaggio sia un canto crepuscolare, quello che percepiamo della sua melodia è il movimento, il divenire, l’accompagnamento al formarsi di rocce calcaree, composte di frammenti di creature viventi.
Per saperne di più: Playground/Ilcantodelcrepuscolo
LIBRERIA: inserito nel Catalogo de La Lettrice vis-à-vis per Festivaletteratura 2015

gatto
Philippe Forest, IL GATTO DI SCHRÖDINGER (Del Vecchio Editore)
INDICAZIONI: per chi si sente fuori posto; per la coesistenza degli opposti; per elaborare il concetto di perdita; per movimentare i neuroni
LA MIA LETTURA: Ringrazio l’autore per l’epigrafe di Picasso all’inizio (“Quando leggo un libro sulla fisica di Einstein e non ne capisco niente, non mi importa: mi farà capire altro”), perché mi ha predisposta a una lettura senza frustrazione.
Di fisica e meccanica quantistica, nonostante gli sforzi, credo di saperne quasi quanto prima, e ignoro la mia corretta comprensione di tutti i passaggi (ma d’altronde ne ammette la difficoltà lo stesso Forest). Ma, esattamente come premesso, al termine della lettura della più originale elaborazione del lutto che mi sia mai capitata, mi resta un’impressione, un ragionamento che parte da presupposti che chissà se ho compreso, ma che scatenano appassionanti elucubrazioni. Chiudo il libro e mi restano l’invito all’ osservazione, la possibilità di inserirmi in un contesto pur essendo aliena, di difendere una visione contro l’integralismo di certezze date.
Il gatto è vivo e morto contemporaneamente? Il gatto c’è? Qual è la sua funzione? Il suo posto. Il mio. Realtà sovrapponibili (parallele?) sono la chiave per muoversi in uno spazio (mentale) a più dimensioni.
L’euforia di aver compreso un passaggio e poterlo mettere immediatamente in discussione, per ripristinare un movimento interrotto, una stasi apparente e indefinibile di realtà imperscrutabilmente chiuse in una scatola, è il regalo prezioso che il gatto di Schrödinger elargisce a piene pagine
Per saperne di più: DelVecchio/IlgattodiSchrodinger
LIBRERIA: inserito nel Catalogo de La Lettrice vis-à-vis per Festivaletteratura 2015

argeman

Fabio Pusterla, ARGÉMAN (Marcos y Marcos)
INDICAZIONI: per chi preferisce e impara dalla verità; per chi ama la Storia dalle storie; per chi ha cura degli spazi vuoti; per i paesaggi
LA MIA LETTURA: La verità, tutta la verità, nient’altro che la verità. In versi che raccolgono frammenti di paesaggio per illuminare le intenzioni. Che aprono spiragli di fiducia e prospettive di fuga, che popolano l’assenza con la possibilità o la rinuncia. Che dipanano storie intessute alla Storia, rivelando l’intreccio cui non si può sottrarsi. Lo sguardo, l’ascolto, la memoria, la scelta attraversano una raccolta prossima come una conversazione familiare e preziosa come un tesoro lasciato a navigare.
L’ombra indica la presenza di una fonte luminosa.
Per saperne di più: MarcosYMarcos/Argéman
LIBRERIA: inserito nel Catalogo de La Lettrice vis-à-vis per Festivaletteratura 2015

legge di natura

Kari Hotakainen, LA LEGGE DI NATURA (Iperborea)
INDICAZIONI: per una somministrazione di realtà; per caleidoscopi verbali; per ascoltarsi dalla culla al tramonto; per opposti inconciliabili; per esplorare visioni politiche
LA MIA LETTURA: Tutto d’un fiato e senza tregua, così si impone La legge di natura. Da lamiere contorte viene estratto un sopravvissuto il cui tempo lento della riabilitazione è paradossalmente accelerato dal frenetico affastellarsi di voci, relazioni, pressioni, rivelazioni del paesaggio umano che lo circonda e compenetra. Tutti hanno voce in capitolo, se possibile contemporaneamente, per modificare il quadro di partenza, affinché sia chiaro che nulla può essere più come prima. Lo scontro fra generazioni, il collasso dello stato sociale, il rifugio della domesticità, l’urgenza di restare lucidi quando matti non si vuole e saggi è troppo tardi (semi-cit.). Tutto d’un fiato, con una pausa in piscina, lontano dai dolori, lasciando galleggiare un poco di amore intorno a sé.
Il Nord che non ci aspetteremmo
Per saperne di più: Iperborea/Laleggedinatura
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poeta dell'aria

Chicca Gagliardo, IL POETA DELL’ARIA (Hacca Edizioni)
INDICAZIONI: per vedere l’invisibile; per toccare l’intangibile; per colmare lo spazio delle solitudini; per dare corpo alla mancanza; per il volo
LA MIA LETTURA: 33 lezioni di volo destinate alla carta infrangendo una promessa, allo scopo di indagare oltre il visibile, di esplorare la vertigine, di dare sostanza al vuoto apparente che ci contiene. Per farne paesaggio e compagno di viaggio, per trascendere i limiti angusti dei propri confini, per non sentirsi frammenti, pesi, soli, giacché tali non si è: “Le distanze sono un abbaglio, noi siamo in un unico . (punto)”
Per saperne di più: HaccaEdizioni/PoetadellAria
LIBRERIA: inserito nel Catalogo de La Lettrice vis-à-vis per Festivaletteratura 2015

Non abbiate paura

Allan Gurganus, NON ABBIATE PAURA (Playground)
INDICAZIONI: perché non è come sembra; per il silenzio; per cacciatori di storie
LA MIA LETTURA: “Così tante strade per la gioia. Per lo più deviazioni”. Potrei aprire e chiudere così, con le ultime parole di questo libro, che lo contengono tutto.
La vita di coloro che ci si siedono accanto, per un breve momento, è ha tal punto un percorso intricato e tortuoso, governato da cause, effetti, scelte di cui a noi è preclusa la conoscenza, che dalla prima impressione (“sensazione di famiglia davvero unita”) potremmo ricavare qualunque romanzo. Magari uno dei russi ottocenteschi amati da Nonabbiatepaura, la protagonista di questo. L’apparenza ci inganna, a volte ci protegge. Capita ci custodisca come un bozzolo, all’interno del quale troviamo il tempo e il modo di rigenerare tessuti danneggiati. A volte ci soffoca, ed è comunque una maniera per comprendere la differenza che passa con il respirare. Quasi sempre si infrange, non abbiate paura.
Per saperne di più: Playground/Nonabbiatepaura
LIBRERIA: inserito nel Catalogo de La Lettrice vis-à-vis per Festivaletteratura 2015

senti le rane

Paolo Colagande, SENTI LE RANE (Nottetempo)
INDICAZIONI: Per chi cerca di mettere ordine, ma distrarsi è un attimo; per amore della dialettica; perché tra il bene e il male passa un sacco di ironia; perché se non c’eri la racconti meglio
LA MIA LETTURA: Sarebbe una tragedia, se a raccontarla non fossero due che non c’erano. Sarebbe una farsa, se la materia non fosse bellezza e tradimento, fede e caduta, trascendenza e immanenza. Sarebbe un pettegolezzo di campagna, se non ci si mettesse di mezzo la filosofia. Sarebbe una cosa di corpi, non fosse che “… il corpo umano è confuso: come se qualcosa dentro di lui continuasse a muoversi e protestare. E se questo è il corpo, facciamo un po’ i conti col resto”.
Alla fine, ci sarebbe da piangere, ma scappa molto da ridere. E assai da pensare, visto che “La conoscenza di un fiume dipende dal ponte da dove lo guardi”
Per saperne di più: Nottetempo/Sentilerane
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il dolore del mare
Alberto Cavanna, IL DOLORE DEL MARE (Nutrimenti)
INDICAZIONI: per le isole; perché la terra educa a riconoscere i segni; per tutto ciò che si muove in un’attesa
LA MIA LETTURA: Un’isola è uno spazio finito, circoscritto, nel quale più netto si fa il confronto fra le dimensioni.
Tra il pragmatismo della sopravvivenza e la teoria del bene, tra maschi e femmine, tra madri e figli, tra casa e Patria, tra spazio e tempo, tra resa e potere apparente.
Un mondo in transizione, fra le due guerre mondiali, governato e calpestato da uomini in corsa, viene raccontato dando voce soprattutto alle donne. Isole spazzate da mare e venti, fari che illuminano, approdi, memorie e veggenti, custodi di vite che perpetuano con la fatica dei lombi e il nutrimento della devozione. Con amore per le esistenze che conservano, in muto e ostinato contrasto all’annientamento, all’effimera gloria, alla guerra che le assedia.
Per saperne di più: Nutrimenti/Ildoloredelmare
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golena

Elia Malagò, GOLENA (LietoColle edizioni)
INDICAZIONI: per chi sa che conoscere l’acqua non basta per evitare di annegare ogni volta; per chi sa scendere a patti; per chi ascolta
LA MIA LETTURA: La golena è lo spazio fertile di contenimento tra fiume e argine. Pronto a farsi allagare ad ogni piena, quando la misura si colma, e farsi abbandonare ricco e fecondo tornata la calma.
I versi di Elia rimandano a questo movimento, al fluire incessante di pena e conciliazione, al riconoscimento del necessario negozio della vita, all’apprendere come stare, anziché fuggire, quando le acque avanzano.
Se siete fra coloro che vengono a patti con il proprio dolore, ne tracciano la geografia, ne addomesticano il flusso, ne accolgono l’onda in sponde familiari, accostate l’orecchio alla conchiglia di una delle poesie che ho scelto per voi in “Golena” di Elia Malagò. Vi raggiungerà un’eco familiare.
Per saperne di più: LietoColle/Golena
LIBRERIA: inserito nel Catalogo de La Lettrice vis-à-vis per Festivaletteratura 2015

il prezzo di dio

Okey Ndibe, IL PREZZO DI DIO (Edizioni Clichy)
INDICAZIONI: per atei curiosi e credenti dubbiosi; per appassionati viaggiatori transculturali; per lucidi folli
LA MIA LETTURA: Il prezzo di dio (titolo italiano per Foreign Gods, Inc.) si paga in vermi e preghiere, allucinazioni e speranze, richieste pressanti, illusioni, dollari…
Si paga con un viaggio di ritorno a casa e un viaggio nel passato, del proprio dio e di quello degli altri. Si paga con la lucidità e la rinuncia. Con il tradimento di se stessi e della propria natura, vano come un’offerta a un santuario vuoto.
Che lo si cerchi, lo si rinneghi, lo si venda o lo si accolga, ogni dio ha il suo prezzo. Ike, tra New York e la Nigeria rurale della sua infanzia, li enumera tutti, insieme ai loro debitori.
Per saperne di più: edizioniClichy/IlprezzodiDio
LIBRERIA: inserito nel Catalogo de La Lettrice vis-à-vis per Festivaletteratura 2015

tiroide

Marco Parlato, TIROIDE (Gorilla Sapiens Edizioni)
INDICAZIONI: fuori sede, fuori corso, fuori asse, fuori posto. Per chi, ghiandola o meno, ha sempre avuto un po’ gli occhi fuori dalle orbite
LA MIA LETTURA: tenere a bada una tiroide indisciplinata, l’ordinaria vita di onesto studente fuori sede, le regole che la socialità (reale e virtuale) impone… è cosa da fare alterare i valori a chiunque. Potrebbe diventare difficile distinguere se quello deposto sulla realtà sia lo sguardo lucido, originale e iper ironico di un outsider o il delirio allucinato da astinenza da Tapazole.
Potrebbe, se non ci fosse il diario di Olu (“Mi chiamo Olwafemi e vengo da Nigeria Africa. Tu chiama me Olu più facile. Scusi dove trova termini? Oggi il tempo è belo e sole splende in’alto”) a ricordare a Stefano in brevi tratti cosa serva per vivere.
Per saperne di più: gorillasapiens/tiroide
LIBRERIA: inserito nel Catalogo de La Lettrice vis-à-vis per Festivaletteratura 2015

riparare i viv

Maylis de Kerangal, RIPARARE I VIVENTI (Feltrinelli)
INDICAZIONI: per chi cerca i fili nell’ordito; per chi vuole guardare oltre sé; per la parte e il tutto
LA MIA LETTURA: Cos’è un cuore umano? Un muscolo che pompa sangue, il cui ritmo viene alterato dagli avvenimenti che costellano un’esistenza. Nel passaggio da un corpo a un altro, al suo battito si aggiungono quelli di altri cuori. I muscoli sensibili di genitori, fidanzate, medici, infermiere, pazienti che compongono un corpo più grande, un organismo pulsante nel quale ogni vita non si esaurisce in se stessa.
Così il filo del giovane Simon, che un incidente inserisce nel disegno tratteggiante un limbo irreversibile, diventa parte dell’ordito di un quadro maggiore, al quale ogni tessitura aggiunge colore e definizione. Senso. Vitalità.
Per saperne di più: Feltrinelli/Riparareiviventi
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Kamchatka

Marcelo Figueras, KAMCHATKA (L’asino d’oro Edizioni)
INDICAZIONI: per le storie che continuano; per chi frequenta il confine tra realtà e avventura; per chi difende le domande; per chi ha riso e pianto mescolati; per chi crede nei rifugi
LA MIA LETTURA: Kamchatka è un suono e un’idea, un rifugio e un ricordo infantile, un’avventura e la parola che vi ha messo fine. Ed è il futuro. Per Harry, dieci anni a Buenos Aires nel 1976, è anche lo spazio che si trasforma in tempo, la dimensione che racchiude la stagione avventurosa trascorsa nascosto con la famiglia a far finta di essere qualcun altro, mentre automobili senza targa perlustrano le strade del paese per raccogliere e disperdere il loro bottino umano.
In precario equilibrio tra infanzia e adolescenza, Harry utilizza le fantasmagorie e le risorse della prima per leggere e interpretare la realtà che lo chiama dalla seconda, risolvendo enigmi escapologici degni del più grande Houdini. Ci vogliono l’inventiva, il sorriso, l’acutezza e la strategia dei dieci anni, è proprio vero, per difendere la Kamchatka.
Tornate bambini per diventare grandi.
Per saperne di più: L’asino d’oro Edizioni

LIBRERIA: inserito nel Catalogo de La Lettrice vis-à-vis per Festivaletteratura 2015

foto

Andre Dubus III, LA CASA DI SABBIA E NEBBIA (Nutrimenti Ed.)
INDICAZIONI: per chi dubita esista una parte esclusivamente giusta; per chi indaga le reazioni a catena; per osservare la famiglia in tutte le sue declinazioni e ricadute
LA MIA LETTURA: I destini si incrociano, le sventure personali si assommano e conducono alla lenta esasperazione. Siamo tutti brave persone finché altre brave persone non vanificano i nostri disperati sforzi per sopravvivere.
Una casa diventa violento terreno di confronto fra culture, patrimoni familiari, sopravvivenze, progetti e investimenti che vestono l’abito dell’ultima speranza: scintillante ed effimera, fragile e indifendibile se non a prezzo della vita stessa che è chiamata a garantire.
Per saperne di più: Nutrimenti

LIBRERIA: inserito nel Catalogo de La Lettrice vis-à-vis per Festivaletteratura 2015

Bunker

Kevin Brooks, BUNKER DIARY (Piemme Edizioni)
INDICAZIONI: per quelli che “io non ho bisogno di nessuno”; per chi preferisce le domande alle risposte; per chi si interroga sul significato del tempo; per chi scrive e deve decidere per chi lo faccia
LA MIA LETTURA: Sei stanze, sei letti, sei comodini, sei notes, sei sedie intorno a un tavolo, un bagno, una cucina, un ascensore senza pulsanti, un orologio.
Questo è ciò che trovi intorno a te se sei Linus, sedicenne inglese, e ti svegli in un bunker con il sapore di cloroformio che ti graffia la gola.
Chi ti ci ha portato? Perché? Cosa intende fare di te e di coloro che ti raggiungeranno? Cosa accade al tempo, interno ed esterno, mentre tu conti i secondi? Cosa sei disposto a fare per scappare? Cosa sei disposto a sacrificare?
Un diario dal bunker raccoglie i tuoi interrogativi e li fa miei. Fino all’ultima pagina.
Per saperne di più: http://www.edizpiemme.it/libri/bunker-diary

LIBRERIA: inserito nel Catalogo de La Lettrice vis-à-vis per Festivaletteratura 2015

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